dicembre 2009


Nuova settimana, nuova recensione. Si tratta del libro “L’arcano della papessa” di Luca Filippi.
Ecco la mia recensione:

Recensione di Massimo Junior D’Auria:

Autore: Luca Filippi
Editore: Leone
Collana: Orme
Dimensione: 14 x 21 cm.
Pagine: 166, Brossura
Prima edizione: 2009
ISBN: 978-88-6393-015-3
Prezzo: 15.00EUR

Dalla quarta di copertina:
14 dicembre 1499, Roma. Secondo alcuni la fine del mondo è questione di giorni. L’Anticristo sarebbe già sulla terra, nella persona di papa Alessandro VI Borgia.
Uno dei suoi più eminenti cardinali, Alessandro Farnese, incarica il proprio medico di fiducia Tiberio di far luce sulla morte del suo segretario, don Lucio, trovato cadavere nei pressi del Tevere. Ciò che poteva ridursi a un semplice esame autoptico si rivela in realtà il primo passo di un irto e concitato percorso d’indagine. Messo sulla pista giusta da un’ancella di Lucrezia Borgia, prima che costei muoia avvelenata, Tiberio si trova a investigare su una misteriosa setta neopagana, i cui adepti si accingono a sacrificare una vittima innocente.
Bisogna fermarli. Entro il solstizio d’inverno.

Personaggi
I personaggi sono ben tratteggiati dall’autore, che combina sapientemente nozioni storiche e fantasia. Interessante il personaggio principale: Tiberio. Un medico di campagna che si ritrova, quasi allo sbaraglio, nella depravata e sordida Roma dei Borgia. Il medico si troverà, suo malgrado, ad investigare su una setta pagana, dovendo chiudere una spirale di morte iniziata con l’assassinio del fratellastro che non sapeva di avere.
I Borgia, a parte Lucrezia, rimangono sullo sfondo, ma è un’assenza che in alcuni punti fa sentire, per ossimoro, la sua presenza. Dopotutto è proprio la passione libidinosa di Alessandro VI che conferisce a Giulia, e questo suo personaggio romanzato, un sapore particolare, la consapevolezza di aver vissuto una vita a metà, la metà più brutta, completamente piegata alla libidine di un prelato molto più anziano. Alessandro Farnese in quest’opera ha un atteggiamento ambivalente sicuramente è la persona che ha ricevuto più vantaggi dalla condotta della sorella, ma nello stesso tempo in alcuni punti sembra sentire il peso di una carica che non ha guadagnato onestamente, con il suo impegno.

Lingua e stile
Luca Filippi ha uno stile molto scorrevole, preferendo – e chi scrive, ma non solo, lo appoggia pienamente – il mostrare anziché il raccontare. La Roma dei Borgia è una città viva e viene descritta precisamente, dando la giusta importanza ad alcuni particolari. Il lettore si trova proiettato tra gli sfarzosi edifici della città eterna che mascherano lo squallore dei potenti che la abitano, finendo nella spirale di contraddizioni, di mezze verità, che caratterizzano la città in quel periodo. Quasi si tira un sospiro di sollievo, quando Tiberio si reca nella Tuscia, tratteggiata con tinte meno forti, un aspetto più morbido ed accogliente. L’autore padroneggia l’uso del narratore in prima persona, conferendogli un linguaggio ricco ed elegante che ben si addice allo status di Tiberio, il protagonista.

Considerazioni personali
“L’arcano della Papessa” è un ottimo romanzo, dotato di una scorrevolezza invidiabile, la parte storica denota un lavoro di documentazione metodico, l’inserimento di elementi romanzati conferisce un tocco in più all’opera, molto interessante a questo proposito l’idea di introdurre un elemento, all’epoca di risalto internazionale, quale la stregoneria. Trattazione a parte meriterebbe la questione de “Il Bambin Gesù delle mani”, interessante opera di Bernardino di Betto, altrimenti detto “Pinturicchio”, che per molto tempo è stato ritenuto un dipinto inesistente, bollato come una semplice leggenda. Ci s’identifica facilmente con Tiberio, sicuramente la dovizia di particolari e l’attrattiva innegabile dell’ambientazione giocano a favore di questo; si seguono senza grossi problemi i fili della storia. Ho apprezzato molto il finale, vero colpo di scena e ho trovato plausibile la giustificazione romanzata dell’assenza di ritratti di Giulia “la bella” Farnese.
I suoi punti di forza sono indubbiamente:
– commistione ragionata di storicità e fantasia;
– personaggi ben tratteggiati;
– storia interessante;
– finale non banale;
– descrizioni precise, soprattutto per quel che riguarda Roma;
– stile scorrevole ed elegante.

Un libro che consiglio assolutamente.

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– No. Non pubblichiamo con contributo, nè acquisto copie anticipate nè spese di editing.
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– Sì, i nostri libri saranno dotati di codice ISBN
3)Che tipo di distribuzione avete?
– I classici canali on-line e alcuni piccoli distributori nazionali all’inizio, per poi passare, se le cose dovessero andare bene, ai grandi distributori.
4) Promuovete e seguite l’autore, passo passo?
– Seguiremo l’autore passo passo, infatti, per questo motivo non pubblicheremo un numero elevato di libri.
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Penso non ci sia altro da dire.

Saluti,
Massimo