febbraio 2012


Oggi scriverò un post molto diverso dai precedenti, non tratterà tematiche letterarie né cose simili.
Questo è un giorno particolare, infatti, è il bloggin day per Rossella Urru, per sensibilizzare l’opinione pubblica e per tenere viva l’attenzione su questa vicenda.

Rossella Urru è una cooperante sarda di 29 anni che è stata rapita in Algeria, oramai 4 mesi fa.

Ed in questo giorno la rete deve far sentire la propria voce per chiedere ancora una volta che Rossella sia liberata.

Ecco l’appello della sua famiglia:

In molti abbiamo vacillato di impotenza. Ci siamo sentiti infinitamente soli di fronte a tanto assurdo, svuotati da tanta assenza improvvisa. Così ci siamo chiusi in un lungo silenzio. Ma quello che noi credevamo un silenzio si è rivelato essere in realtà un coro di voci giunte da ogni dove. Un coro di solidarietà e di affetto che, dalla notte tra il 22 e il 23 ottobre, diventa sempre più accorato, sempre più grande e sincero. Senza addentrarsi in considerazioni ed analisi di ordine politico o religioso, lasciando quindi che siano gli esperti ad occuparsene in altre sedi più appropriate, questo blog vorrebbe solamente essere il punto di incontro fra tutte queste voci. Raccogliendo e condividendo in un unico spazio libero e aperto a tutti le numerose testimonianze per l’immediata liberazione di Rossella Urru.

Fausto, Mauro, Graziano e Marisa

Non lasciamoli soli!
Non stanchiamoci di chiedere la sua libertà e quella dei suoi colleghi.
Facciamo in modo che i media la finiscano con questo silenzio.

Se avete un blog partecipate!
Bisogna superare certi tipi d’indifferenza.

Un saluto,
Massimo

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Questa volta l’intervista l’hanno fatta a me.
Un’intervista sui molti aspetti del noir a opera di Omar Gatti, curatore del sito:

Un sito che vi consiglio di tener d’occhio!

Clicca qui per leggere l’intervista!

Un saluto ai lettori,
Massimo

S’iniziano a diradare le nubi sul sequel di Shining, infatti, Stephen King ha letto un estratto dell’opera, durante la sua partecipazione alla chiusura del “Savannah Book Festival” lo scorso 18 Febbraio.

Il romanzo si chiamerà Dr. Sleep e uscirà probabilmente nel 2013(Maya permettendo).

La storia dovrebbe avere come protagonista un Danny oramai adulto che riesce a controllare i suoi potenti poteri psichici e li usa per aiutare dei pazienti anziani, tutto questo però attirerà l’attenzione di un gruppo di vampiri.
Purtroppo al momento pare non ci siano altre notizie rilevanti.

In ogni caso vi lascio qualche fonte:

Alcuni siti in inglese che riportano la notizia.


E il video della lettura di King:

Nella notte degli Oscar con il trionfo di “The Artist” e in misura minore di “Hugo” c’è stato anche il premio per l’ultimo film di Woody Allen, “Midnight in Paris”.
Infatti la pellicola si è aggiudicata il premio come “Miglior sceneggiatura originale”.

Questo il trailer:
clicca per vedere il trailer

Il film ho avuto modo di vederlo nel dicembre scorso e devo dire che, a parer mio, merita appieno questo riconoscimento. Davvero molto interessante e riuscita l’idea di uno scrittore dei giorni nostri che entra in contatto con grandi come Hemingway, Elliot, Fitzgerald e molti altri, tra cui un Adrien Brody – Salvador Dalì perfetto.
Anche Owen Wilson in un personaggio alleniano(se non avesse avuto l’età che ha, probabilmente sarebbe stato Woody l’attore protagonista) se la cava egregiamente.

Insomma un film che mi è piaciuto molto e sono contento che abbia avuto questo tipo di riconoscimento.

Vi lascio la trama presa da wikipedia(dosate la lettura che in alcuni punti è sin troppo precisa):

Gil e la sua fidanzata Inez sono in vacanza a Parigi con la famiglia e con due amici in cui si sono casualmente imbattuti. Gil è uno sceneggiatore di successo che, stanco della vita e del mondo di Hollywood, si prende una vacanza per trovare l’ispirazione necessaria a completare il suo primo romanzo, compito in cui viene scoraggiato costantemente dalla fidanzata e dagli altri amici, che sminuiscono le sue aspirazioni letterarie e ritengono, pragmaticamente, che la carriera di sceneggiatore sia più remunerativa e preferibile a quella di scrittore.
Rimasto solo a passeggiare in solitudine nella notte parigina, gli si accosta un’automobile di altra epoca con a bordo una comitiva di amichevoli sconosciuti che gli offre un passaggio, che Gil accetta volentieri. L’aspirante scrittore si ritrova così trasportato per incanto nella Parigi dei ruggenti anni venti (les années folles della Francia), una clima storico e culturale che egli ama fino all’idolatria. Nella permanenza in questo periodo storico, Gil incontra celebri scrittori e artisti da lui molto ammirati, come Ernest Hemingway, da cui riceve consigli di scrittura e di vita, Francis Scott Fitzgerald in compagnia di Zelda, Gertrude Stein, Salvador Dalí e una serie incredibile di altri personaggi, quali Pablo Picasso, Henri Matisse, Thomas Stearns Eliot, Luis Buñuel, il torero Juan Belmonte, Man Ray, Cole Porter.
Così, mentre vive in quella che considera l’età dell’oro, si innamora di Adriana, già compagna di Picasso e Amedeo Modigliani: i due subiscono lo stesso incanto e si ritrovano proiettati nel Maxim’s della Belle Époque, l’epoca vagheggiata da Adriana come la vera età dell’oro: incontrano così Henri de Toulouse-Lautrec, Paul Gauguin, Edgar Degas e Gil scopre che il vagheggiamento di un “glorioso passato ormai perduto” è un’aspirazione ricorrente nell’animo umano, in tutte le epoche storiche, quando si preferisce guardare nostalgicamente a un romantico passato, piuttosto che accettare la banalità e l’insoddisfazione del presente e guardare con incertezza al futuro. Lasciata Adriana, decisa a rimanere nella Belle Époque, Gil ritorna alla sua epoca dove, lasciata la fidanzata Inez, si ritrova con la sua solitudine, di notte, su un ponte sulla Senna: il reincontro con una ragazza parigina conosciuta al mercato delle pulci, la scoperta del comune amore per le notti parigine a piedi sotto la pioggia, lo risolverà finalmente all’abbandono del vagheggiamento per il passato e all’accettazione del suo presente.

la pagina wiki del film

Un saluto a tutti,
Massimo

Buongiorno a tutti! Per questa nuova intervista dellarubrica “Ci risponde…” abbiamo qui Gianni Gardon. Ciao Gianni! Benvenuto su questo blog.

Ciao Massimo, è un piacere per me essere ospitato nel tuo interessante blog.

Partiamo subito dalla prima domanda, ci racconti un po’ di te?

Rischio di essere subito prolisso, non sono bravo a fare il misterioso! Ho quasi 35 anni, ho sempre amato scrivere ma soprattutto leggere, leggere, leggere, sin da quando ero piccolo e anteponevo a macchinine e robot i fumetti disneyani, le storie che spesso inventavo e poi raccontavo ai miei fratelli, impersonando vari personaggi. Già all’epoca mi piaceva coinvolgere gli altri. Amo l’arte, la cultura, il teatro, la musica, lo sport. Ma il mio più grande sogno è quello di sposarmi con la mia ragazza Mary (Maria Teresa Zingaro, autrice tra l’altro della copertina del mio romanzo), costruire una famiglia.

Qual è il tuo autore preferito?

In realtà non ne ho uno in particolare, anche perché mi ritrovo spesso e volentieri a leggere saggi, manuali e biografie, dove contano elementi di attendibilità, veridicità e rigore più che creatività e stile. Comunque sì, adoro vari autori, dai classici come Pavese, Fenoglio, Svevo, Manzoni ai più moderni. In ambito straniero mi piacciono Gabriel Garcia Marquez e Nick Hornby, due scrittori diversissimi, ma che mi interessano per le istanze sociali che spesso raccontano, chi in modo serioso, chi col sorriso, dissacrando un po’. Tra gli italiani, ammetto di avere un debole per Niccolò Ammaniti, è molto originale, un autore con la A maiuscola. Peccato che il suo libro da me più apprezzato (“Come Dio comanda”) sia stato un po’ “maltrattato” nella versione cinematografica. Insomma, non si possono cambiare i finali, dai!

Hai esordito da poco con il tuo romanzo “Verrà il tempo per noi”, ci parli un po’ di questo tuo primo libro?

Questo libro è una delle mie soddisfazioni più grandi e ne apprezzo pure gli inevitabili difetti e il fatto che in un certo senso sia “acerbo”. La storia l’avevo in mente da un po’, da quando abitavo in appartamento universitario con due cari amici. Oltre a studiare, il nostro era un raggruppamento di idee, pensieri, progetti. Tutti e 3 abbiamo iniziato ben presto a condurre programmi radiofonici, a condividere passioni, come quello per la radio, la musica, i concerti, ai quali – essendo spesso accreditati – assistevamo con immenso piacere: gli anni ’90 erano ricchi di qualità in questo senso. Lì è venuta in mente l’idea di partorire un progetto letterario più ampio (perché comunque ho sempre scritto: canzoni, racconti, articoli) dove far confluire le mie passioni, il mio Io di quel periodo, che ricordo sempre con affetto. Poi studi, ti laurei, fai un Master, trovi lavoro (per fortuna subito, erano anni buoni anche per questo), passa il tempo e il libro rimane nel cassetto, fino alla scoperta di nuove modalità, alle potenzialità del web che hanno fatto in modo di avere un accesso e un contatto un pochino più immediato col mondo editoriale, di cui non conoscevo praticamente nulla.

Questo tuo romanzo è ambientato in Italia, molti aspiranti scrittori invece preferiscono ambientare le proprie storie all’estero, come ho scritto poco tempo fa su questo blog. Come mai questa scelta, che da parte mia trovo più che condivisibile e preferibile?

No, non ho mai pensato di ambientarlo all’estero, anche se in un primo momento pensavo di sviluppare di più la storia di un personaggio, originario dell’Irlanda. Adoro quella Terra e mi sarebbe piaciuto descriverla con dovizie di particolari, almeno per come la percepisco io; invece poi ho trasportato il tutto in Italia, precisamente a San Gimignano, una cittadina che mi è rimasta nel cuore, dopo una prima visita avvenuta vent’anni fa. Si tratta di posti magici, come la provincia di Siena, non a caso sfruttata alla grande anche nel cinema. Un film che adoro (“Io ballo da sola” dell’immenso Bernardo Bertolucci) non a caso, nel ’96, ha omaggiato quelle zone.

Qual è la tua opinione sugli ebook? “Verrà il tempo per noi” avrà una versione digitale?

Di mio non sono molto tecnologico, nonostante Internet e in generale l’utilizzo giornaliero di programmi di scrittura mi abbiano fatto cambiare idea sul fatto che non si possa nel 2012 farne a meno e andare avanti a “pelle e calamaio” (non a caso il nome del mio blog!). Però, pur essendo informato sugli ebook e sui supporti digitali, ammetto che non ne ho mai letto uno, preferisco l’odore della carta, sfogliare il libro, tenerlo in mano. Riguardo il mio romanzo, per contratto uscirà la versione in ebook ma sinceramente non conosco le tempistiche della mia casa editrice.

Leggo dalle tue note biografiche che tra le altre cose sei un educatore, un giornalista e collabori anche con una web radio. Ci parli un po’ di queste attività?

Della radio ho già accennato, è una passione antica, nata quando avevo 19 anni, poi purtroppo lasciata perdere, almeno a livello operativo, per contingenze fondamentali. Mi sono laureato e ho iniziato a lavorare; io non sono di Verona città, bensì della provincia, tra l’altro al confine con quella di Rovigo, e pertanto la distanza tra il mio paese (Castagnaro) e la sede della radio era troppa. Ho continuato sporadicamente a scrivere articoli per il sito di Popolare Network, quando andavo a concerti o a eventi, e da qualche anno sono nello staff di Yastaradio, una buonissima web radio alternativa gestita dal grande Dalse. Contribuisco con articoli, recensioni e molto di rado programmi, anche perché via skype ho qualche problema (tecnologia? Aiuto!). Ho sempre scritto articoli, all’inizio in ambito locale, per “Calcio Dilettante”, poi al termine dell’Università (non subito, dopo quasi 5 anni) ho conseguito un Master in Giornalismo. Ma a 30 anni, onestamente, e con un lavoro fisso come educatore che mi soddisfaceva, sinceramente, pensavo di non rimettermi in pista in un ambito così sfaccettato e imprevedibile come quello del giornalismo. Anche lì è venuto in soccorso Internet, ho cominciato a scribacchiare per siti di sport, finchè sono intervenuto sul Guerin Sportivo, per me la Bibbia dello Sport, la rivista più antica d’Italia, dove sono transitati fior di giornalisti. Ho mandato al sito della testata un accurato dossier sulla stagione scorsa, “le Pagelle del campionato”, giocatore per giocatore, dal Milan al Lecce, senza esclusioni, un articolo enorme. Il direttore Matteo Marani, una persona squisita e dai grandi valori, mi ha dato un’opportunità, ha pubblicato l’articolo a puntate e si sono riscontrati da subito feedback da parte di tutti i tifosi, dibattiti, scambi di opinioni. Ci siamo visti in redazione e da lì è iniziato tutto. Ora ho un contratto di collaborazione e ogni mese contribuisco alla resa della prestigiosa rivista, unico “signor nessuno”, in mezzo a giornalisti del calibro di Gianni Mura, Adalberto Bortolotti e Roberto Beccantini.
Sono laureato in Lettere e Filosofia, indirizzo Scienze della Formazione, e per quanto dapprima interessato all’insegnamento (sono stato supplente alle medie per un paio di anni circa), ho capito che sarei andato incontro ad anni di precariato e così ho provato altre strade, d’altronde avevo scelto un ramo socio – pedagogico. Ho iniziato a lavorare per una struttura privata, poi mi sono avvicinato a casa, operando con i disabili psichici. Dopo una brevissima esperienza con i minori, ambito che ti prende emotivamente, forse troppo, sono tornato a tempo pieno ad occuparmi di progetti educativi – riabilitativi in favore di soggetti con disagio psichico. Da tre anni ho intrapreso un progetto teatrale che sinora è confluito, dopo mesi e mesi di duro processo educativo, in due commedie (“Aurora e il Bosco Magico”, 2010, e “Carlotta e la felicità, 2011), interpretate sullo stesso palco da attori normodotati e altri con disturbi mentali. I risultati sorprendenti mi inducono a continuare su questa strada, nonostante la fatica. Ma le gratificazioni compensano il resto, soprattutto vedere la brillantezza negli occhi degli utenti, con conseguente aumento della loro autostima.
Facendo l’educatore, la tua è una sfida continua, è un mettersi alla prova con le proprie debolezze, con la propria emotività.

Sei giornalista musicale e leggo dal sito di Nulla Die: un gruppo di amici compie scelte importanti riguardo al futuro, in­trecciando sogni e musica. Quanto è importante la musica per te e come si lega – se lo fa – alla tua passione per la scrittura?

In questo contesto la musica era funzionale alla storia, si può dire che la trama quasi ne era intessuta. Ma non so se nel prossimo romanzo ci sarà così tanto spazio per questa mia autentica passione. Sin da piccolo ascoltavo musica di ogni tipo, soprattutto straniera ma poi guardavo pure Sanremo con la nonna. Mi ritengo poliedrico sufficientemente per non rimanere fregato da generi e etichette. In ogni caso adoro Radiohead, Sigur Ros, il folk, i Pink Floyd, Jeff Buckley, i REM, molti cantautori e gruppi italiani. Negli anni della radio, poi, ho avuto modo di conoscerne diversi, tra interviste e vere amicizie: Daniele Silvestri, Modena City Ramblers (idoli), Max Gazzè, Gio dei La Crus ma anche artisti di nicchia, ora di culto, come il grande Paolo Bnevegnù, che nel ’97 ringraziò me e l’amico fraterno Ricky Cavrioli nel disco degli Scisma, Mao, che poi lavorò a Mtv con Andrea Pezzi, i Soon, i grandi e mai dimenticati Divine della bravissima Valeria Nativio. AMO la musica!

Hai qualche nuovo progetto letterario? Cosa bolle in pentola?

Fortunatamente sono ancora molto coinvolto da questo romanzo, che sta raccogliendo consensi, come anche qualche sana critica, che ci può stare. Nessuno è perfetto e io voglio ringraziare ogni mio singolo lettore per la fiducia e l’attenzione prestatami. Ho tenuto una bellissima presentazione a Legnago, con circa 100 persone presenti, ho dovuto per il momento rinunciare a degli incontri con le scuole superiori a causa dei postumi di una malattia che mi ha colpito a inizio anno. Ora sto bene, sono guarito ma devo “moderare” un po’, stare a riposo. In ogni caso, sì, proprio ieri ho trovato quel “quid” necessario a legare le vicende di un soggetto che avevo già in mente. La fase della scrittura è successiva, prima l’idea è già chiara in testa, così non mi resta che trascriverla sul pc (il primo lo scrissi su carta ma ho capito che è una doppia fatica!). Facevo così anche coi temi al liceo, prima lo immaginavo, poi lo scrivevo direttamente, altro che brutta e bella copia! A parte gli scherzi, ho una storia già chiara, in un certo senso più matura (anche se il primo era volutamente “leggero” in alcuni frangenti, visto che parlava di adolescenti. Tengo a sottolineare che i “miei” ragazzi non sono per nulla stereotipati, anzi, ho cercato di elevare le loro vite, pur con tutte le insicurezze, le paure e le ansie dei 18 anni). Sono convinto che posso solo migliorare, uno scrittore dovrebbe sempre scalare qualche gradino, lo stile si affina strada facendo. Nel 2011 poi ho iniziato una fruttuosa collaborazione con un caro amico, Damiano Negri, autore del mio booktrailer. Lui è un aspirante regista (come un altro carissimo amico, Giovanni Corso) e in un paio di occasioni mi sono occupato della sceneggiatura dei suoi cortometraggi di genere principalmente horror. Abbiamo altri progetti per quest’anno.
Allargando il cerchio, pensando al futuro, non nego che mi piacerebbe scrivere una biografia sportiva, sullo stile dei maestri Eduardo Galeano e Gigi Garanzini (sto provando a racimolare contatti con alcuni esponenti sportivi in tal senso) o un saggio.

Quale consiglio daresti a una persona che sta per inviare per la prima volta il suo manoscritto?

Io non ne sapevo niente, ho voluto e dovuto prima informarmi bene. Per fortuna esistono molti spazi sul web, meno in tv o sui giornali, ai quali ho attinto a piene mani. Siti e forum come quello del “Writer’s Dream” gestito dalla giovane e combattiva Linda Rando sono una manna dal cielo per tutti gli aspiranti scrittori.
Ho selezionato per bene le case editrici a cui spedire il cartaceo, primo perché è un costo notevole stampare una ventina di manoscritti (sulle 500 e passa case editrici presenti in Italia!), dando uno sguardo attento ai cataloghi. Inutile mandare un cartaceo a chi indica nel loro sito di inviare solo via e-mail. O viceversa, ovviamente! Ho spedito pure alle big e mi fa piacere che un paio fossero vagamente interessate, è stato uno sprono ulteriore, anche perché mi hanno dato delle buone indicazioni. Avevo conosciuto e creato un buonissimo feeling con i rappresentanti di una casa editrice che apprezzo molto. Poi però, pur parlandone con loro, ho optato per Nulla Die che è stata tempestiva e sicura di volermi in scuderia. Sono rimasto in buoni rapporti, tanto che i due titolari di “Edizioni La Gru” sono poi venuti a vedermi a una presentazione. Insomma, siamo amici! Ma ciò non toglie che Salvatore e Massimiliano Giordano di “Nulla Die” mi hanno da subito accolto, protetto e aiutato a crescere, pur con tutte le difficoltà insite in una piccola ma seria casa editrice.

Dove ti possiamo seguire? Hai un blog, un profilo twitter, una pagina facebook o un sito personale?

Ho un blog che curo quasi quotidianamente, nel quale soprattutto pubblico gli articoli che vanno sul Guerin Sportivo e Yastaradio, ma poi, essendo un mio spazio libero, mi occupo pure di libri, recensioni, attualità e di me, del mio libro, delle mie emozioni.
Ecco il mio blog http://giannivillegas.wordpress.com/
Si chiama PELLEeCALAMAIO, lo curo da quasi un anno.
Ma poi sono anche su Facebook, di recente pure su Twitter (sempre col mio nome e cognome) e ho persino un canale su youtube, col nick “Allsking”.

Questa era l’ultima domanda, grazie per aver partecipato a quest’intervista!

E io non posso fare altro che ringraziare te per questa lodevole e utile iniziativa!
Ciao a tutti i lettori del tuo blog!

copertina
Piccolo post imprevisto per segnalare un’interessante iniziativa della Ciesse Edizioni che permette di scaricare gratis il romanzo di Francesca Panzacchi(autrice che vedrete intervista il prossimo mese su questo blog).

L’iniziativa avrà termine alla mezzanotte di sabato.

Io consiglio di dare un’occhiata!

Scarica gratis la casa di Sveva

Un saluto,
Massimo

Copertina di sangue giudeo

Segnalo una nuova uscita.
Da domani 22 febbraio, sarà disponibile nelle librerie “Sangue Giudeo” il nuovo noir storico di Luca Filippi(recensito già due volte su questi lidi).

Dal sito della Leone Editore

Roma, 1500. Mentre il Valentino torna da trionfatore nella capitale accolto con tutti gli onori dal padre, papa Alessandro vi Borgia, nella comunità ebraica si susseguono diversi omicidi per avvelenamento. Tiberio di Castro, medico speziale alla corte vaticana, sarà chiamato a indagare sul mistero. Ma la sua fama di uomo retto attirerà le attenzioni anche di un’ospite particolare. Caterina Sforza è infatti imprigionata a Castel Sant’Angelo, portata a Roma come bottino di guerra dal Valentino, e con le sue arti magiche e seduttive chiederà al giovane speziale di aiutarla nel suo progetto di fuga. Le indagini di Tiberio, introdotto ai misteri del veleno da Caterina, andranno a lambire gli alti vertici della Chiesa, ma qualcuno, nei palazzi del potere, segue con attenzione ogni suo passo, pronto a sacrificarsi per l’oscuro demone che lo governa. Dopo L’arcano della Papessa, Tiberio di Castro torna a indagare sui misteri della Roma rinascimentale.

Sangue giudeo è un romanzo che alla precisa documentazione storica aggiunge la fascinazione dell’esoterico, il tutto narrato con indiscutibile passione e competenza.

I dati del libro:
COLLANA: Orme
DIMENSIONE: 14×21 cm.
PAGINE: 248, Brossura
ISBN: 978-88-6393-053-5
PREZZO: 15.00EUR

Per ciò che concerne l’autore, ecco le note biografiche(sempre recuperate dal sito dell’editore):

Luca Filippi, romano, è nato nel 1976 sotto il segno del Leone.
Dopo gli studi classici ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia. Attualmente lavora come medico ospedaliero. È sposato con Antonella ed è padre di Lucilla e Alessandro.
Ama leggere, soprattutto noir e romanzi storici. Nella scrittura cerca di coniugare la passione per il passato con quella per l’indagine scientifica.
Per Leone Editore ha pubblicato L’arcano della Papessa – Intrigo alla corte dei Borgia, I diavoli della Zisa e Sangue giudeo; inoltre, ha scritto i racconti «Il marchio della strega» per l’antologia La superbia (Giulio Perrone Editore) e «La neve a Trieste» per l’antologia Leon Battista Alberti (Albus Edizioni).
Scambia opinioni su storia e letteratura attraverso il blog lavibrazionenera.blogspot.com.

Io ho avuto la fortuna di leggere il testo quando era ancora “solo” un manoscritto e non posso fare altro che consigliarlo. Si tratta di un gran bel libro, per me superiore anche al già ottimo “Arcano della Papessa”.

Insomma una lettura sicuramente consigliata per gli amanti del noir storico e non solo!

Saluti,
Massimo

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