Nella notte degli Oscar con il trionfo di “The Artist” e in misura minore di “Hugo” c’è stato anche il premio per l’ultimo film di Woody Allen, “Midnight in Paris”.
Infatti la pellicola si è aggiudicata il premio come “Miglior sceneggiatura originale”.

Questo il trailer:
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Il film ho avuto modo di vederlo nel dicembre scorso e devo dire che, a parer mio, merita appieno questo riconoscimento. Davvero molto interessante e riuscita l’idea di uno scrittore dei giorni nostri che entra in contatto con grandi come Hemingway, Elliot, Fitzgerald e molti altri, tra cui un Adrien Brody – Salvador Dalì perfetto.
Anche Owen Wilson in un personaggio alleniano(se non avesse avuto l’età che ha, probabilmente sarebbe stato Woody l’attore protagonista) se la cava egregiamente.

Insomma un film che mi è piaciuto molto e sono contento che abbia avuto questo tipo di riconoscimento.

Vi lascio la trama presa da wikipedia(dosate la lettura che in alcuni punti è sin troppo precisa):

Gil e la sua fidanzata Inez sono in vacanza a Parigi con la famiglia e con due amici in cui si sono casualmente imbattuti. Gil è uno sceneggiatore di successo che, stanco della vita e del mondo di Hollywood, si prende una vacanza per trovare l’ispirazione necessaria a completare il suo primo romanzo, compito in cui viene scoraggiato costantemente dalla fidanzata e dagli altri amici, che sminuiscono le sue aspirazioni letterarie e ritengono, pragmaticamente, che la carriera di sceneggiatore sia più remunerativa e preferibile a quella di scrittore.
Rimasto solo a passeggiare in solitudine nella notte parigina, gli si accosta un’automobile di altra epoca con a bordo una comitiva di amichevoli sconosciuti che gli offre un passaggio, che Gil accetta volentieri. L’aspirante scrittore si ritrova così trasportato per incanto nella Parigi dei ruggenti anni venti (les années folles della Francia), una clima storico e culturale che egli ama fino all’idolatria. Nella permanenza in questo periodo storico, Gil incontra celebri scrittori e artisti da lui molto ammirati, come Ernest Hemingway, da cui riceve consigli di scrittura e di vita, Francis Scott Fitzgerald in compagnia di Zelda, Gertrude Stein, Salvador Dalí e una serie incredibile di altri personaggi, quali Pablo Picasso, Henri Matisse, Thomas Stearns Eliot, Luis Buñuel, il torero Juan Belmonte, Man Ray, Cole Porter.
Così, mentre vive in quella che considera l’età dell’oro, si innamora di Adriana, già compagna di Picasso e Amedeo Modigliani: i due subiscono lo stesso incanto e si ritrovano proiettati nel Maxim’s della Belle Époque, l’epoca vagheggiata da Adriana come la vera età dell’oro: incontrano così Henri de Toulouse-Lautrec, Paul Gauguin, Edgar Degas e Gil scopre che il vagheggiamento di un “glorioso passato ormai perduto” è un’aspirazione ricorrente nell’animo umano, in tutte le epoche storiche, quando si preferisce guardare nostalgicamente a un romantico passato, piuttosto che accettare la banalità e l’insoddisfazione del presente e guardare con incertezza al futuro. Lasciata Adriana, decisa a rimanere nella Belle Époque, Gil ritorna alla sua epoca dove, lasciata la fidanzata Inez, si ritrova con la sua solitudine, di notte, su un ponte sulla Senna: il reincontro con una ragazza parigina conosciuta al mercato delle pulci, la scoperta del comune amore per le notti parigine a piedi sotto la pioggia, lo risolverà finalmente all’abbandono del vagheggiamento per il passato e all’accettazione del suo presente.

la pagina wiki del film

Un saluto a tutti,
Massimo

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