Buongiorno a tutti! Per questa nuova intervista dellarubrica “Ci risponde…” abbiamo qui Sara Cespoli. Ciao Sara! Benvenuta su questo blog.

Grazie e un saluto a tutti!

Iniziamo subito dalla prima domanda, ci racconti un po’ di te?

Allora, non sono una scrittrice di professione, anche se da un paio d’anni a questa parte ho iniziato a rendere costante questa mia passione. La affianco al lavoro che ho ormai da circa dodici anni: sono capo reparto in un negozio di elettronica. La creatività che non posso esprimere in ambito professionale emerge nel mio tempo libero.
Vivo a Montemurlo ma sono nata a Firenze nel 1973. Sono sposata da poco. Amo moltissimo scrivere, ma allo stesso tempo anche leggere. Sono le mie uniche e più grandi passioni!

Qual è il tuo autore preferito? Quali letture ti hanno colpito maggiormente?

Ho molti autori preferiti, proprio tanti. Leggo moltissimo, una media di circa sei-sette libri al mese. Gli autori per cui farei carte false per avere un’anteprima in esclusiva dei nuovi lavori sono però due: Joanne Harris, autrice famosa per il suo Chocolat, ma anche per altri interessantissimi romanzi molto surreali, e Robert Jordan, ahimè non più vivente autore della saga fantasy La ruota del tempo, arrivata in Italia circa dieci anni fa e che seguo da allora. Insieme a Tolkien, Jordan mi ha ispirato molto con il suo stile molto introspettivo e la sua saga che davvero è sterminata!

Il tuo romanzo d’esordio è un fantasy ed è intitolato “Talesa” ce ne parli un po’?

Ho scelto il genere fantasy perché è quello che mi si adattava per una prima esperienza di scrittura. Erano anni che non scrivevo niente, ero molto arrugginita! Adesso sono orientata forse verso altri generi, ma il fantasy è sempre da considerarsi il mio primo amore! È un genere letterario che o ami o odi, non credo ci siano vie di mezzo. Quello che ho cercato di fare con Talesa è offrire un modo un po’ diverso di vedere questo genere letterario: ho cercato di porre l’attenzione sulla costruzione dei personaggi, non presentando ruolo già preconfezionati. Ho approfondito proprio il lato introspettivo dei protagonisti. Non ho puntato in primis sull’azione, sull’uso della magia. È ovviamente presente l’azione pura, ma non è quello che emerge di più nello sviluppo della storia. L’ho fatto perché nel
Fantasy appunto è molto facile incorrere in clichè o in luoghi comuni e c’era il rischio di banalizzare la storia, o, peggio, di attingere troppo, magari anche inconsciamente, dal lavoro di altri autori. La storia è essenzialmente molto semplice: Talesa, la protagonista incarna una vecchia profezia secondo la quale lei avrà il ruolo di liberare il mondo di Verdena da una pesante minaccia. Quella di un dio malvagio che insieme, la teme e la desidera. Talesa è un’eroina forte ma fragile insieme, e avrà molte persone che l’aiuteranno nella sua missione: due draghi fantastici (per me, ovviamente! Sono molto affezionata a queste creature così ben raffigurate nella copertina di Chiara Boz), un mago tutore, un innamorato, un re inetto, una guaritrice… Ce n’è per tutti i gusti! C’è una guerra, ci sono delle storie d’amore, c’è naturalmente un lieto fine anche se si porterà dietro tante perdite… E’ una sotria essenziale nel suo sviluppo ma ricca nella crescita personale e interiore di ogni personaggio che vi appare. Talesa si opporrà strenuamente al suo destino fino all’ultimo: questo rende la sua figura molto più vicina al lettore.

“Talesa” è uscito anche in ebook, qual è la tua opinioni sui libri digitali?

La mia opinione sui libri digitali è più che positiva: io ho un e-book da oltre un anno, mi trovo bene ha un’ottima leggibilità, molto spesso si abbatte il prezzo di acquisto rispetto ad un libro in formato cartaceo, inoltre è un tecnologia ‘green’ che, se si allargasse l’utilizzo specie in Italia, che è un po’ indietro, farebbe risparmiare un po’ di carta! Ovvio, se esce il romanzo del mio autore preferito preferisco di gran lunga averlo in formato tradizionale, voglio annusarlo, voglio sentire il fruscio delle pagine!
Sono contenta che anche Talesa abbia la sua controparte digitale: è ben visibile sui maggiori siti di ebook, oltre che sul sito della Sogno Edizioni si può acquistare su Simplicissimus o sul Mediaworld Compraonline. Mi auguro che anche il formato cartaceo possa avere sempre maggiore diffusione.

I tuoi racconti sono stati inseriti in alcune antologie. Preferisci la forma racconto o quella romanzo?

Il romanzo sicuramente impegna di più, è molto più difficile nella costruzione, e lo preferisco, proprio per l’impegno intellettuale che vi è coinvolto. I racconti sono molto più immediati, d’altra parte, e permettono, nel minore tempo possibile, la sperimentazione di stili narrativi diversi. Sono uno strumento di esercizio che ti costringono ad essere costante nella tua attività di autore. Mi spiego meglio: l’esercizio sui racconti aiuta molto un autore ad evitare il pericolo della pagina bianca, ti stimolano di più se non hai una storia ben tracciata da riversare in un romanzo. Da un anno frequento un corso di scrittura creativa che mi ha stimolato molto nella stesura dei racconti. Però, se riesco a creare una avvincente e per me verosimile preferisco di gran lunga il romanzo.

Quale genere prediligi per ciò che concerne la scrittura?

La narrativa surreale alla Joanne Harris. Il romanzo deve essere verosimile, per l’autore come per il lettore,ma deve avere quell’input in più di mistero e fantasia.

Hai qualche nuovo progetto letterario?

Si, ho appena iniziato a scrivere quello che spero sia il mio nuovo romanzo. La strada è ancora lunga, ma ho già l’ossatura per poter andare avanti spedita. Poi, ovviamente, la strada che porterà alla pubblicazione sarà altrettanto lunga e difficile! Ma se inizio a scrivere una storia che avvince prima di tutto me, la scrittura diventa un dono che faccio a me stesso. Scrivo per me, non per attirare lettori. Almeno questa è la mia filosofia: non essendo appunto scrittrice di professione, non ho paletti né scadenze da rispettare, quindi scrivo per il puro piacere di farlo! Comunque, il romanzo va avanti spedito, e un domani chissà! Magari sarà il mio secondo romanzo edito!

Quale consiglio daresti a una persona che sta per inviare per la prima volta il suo manoscritto?

Di non aspettarsi troppo, di armarsi di pazienza perché per avere una risposta ci vogliono mesi e anche anni, di credere nel proprio progetto, e soprattutto di cercare non le grandi case editrici, che spesso i manoscritti neanche li leggono, da quanti ne hanno, ma di puntare alle piccole case editrici emergenti, come la Sogno Edizioni, che portano avanti una grande missione: il free editing, cioè la pubblicazione gratuita senza richiesta di contributi da parte dell’autore. Non vorrei mai dover pagare per essere pubblicata: se una casa editrice sceglie il mio lavoro fra tanti altri, ci deve credere lui per primo! È un investimento che l’editore fa sull’autore. Se poi ha successo, meglio per tutti e due!

Dove ti possiamo seguire? Hai un blog, un profilo twitter, una pagina facebook o un sito personale?

Ho un sito personale, all’indirizzo http://www.saracespoli.it, un profilo Twitter e uno Fb.

Questa era l’ultima domanda Sara, ti ringrazio per aver partecipato a quest’intervista!

Grazie a te per l’opportunità che mi hai dato.

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