Buongiorno a tutti! Per questa nuova intervista della rubrica “Ci risponde…” abbiamo qui Alessandra Paoloni. Ciao Alessandra! Benvenuta su questo blog.

Grazie a te per la gentile opportunità. Per un autore emergente come me è importante poter parlare al pubblico delle proprie opere.

Iniziamo subito dalla prima domanda, ci racconti un po’ di te?

Come ti dicevo, sono una scrittrice emergente che insegue il sogno della pubblicazione, come tanti altri autori che faticano a emergere dal “mucchio”. Si dice che in Italia ci siano più scrittori che lettori, e devo confermare che questo è assolutamente vero. Coltivo il sogno di scrivere in pratica da quando sono bambina; creare mondi e personaggi è sempre stata la mia passione, una sorta di valvola di sfogo per me e, spero, per chi mi leggerà. Fino ad ora ho pubblicato tre libri e tra tutte le piccole soddisfazioni che ho avuto la maggiore è stata quando una ragazza mi ha detto “ero in ospedale e leggere il tuo libro mi ha aiutato molto”. Da queste semplici parole ho realizzato il fine di tutto il mio “lavoro” (anche se di lavoro in quanto tale non si può parlare ancora..) che è quello di condurre per mano i lettori verso i mondi che creo per dar loro la possibilità di “evadere” e riflettere.

Qual è il tuo autore preferito? Quali letture ti hanno colpito maggiormente?

Il libro in assoluto che amo e adoro è “Cime tempestose” della Bronte. E non parlo solo della storia d’amore (una delle più forti e “immortali” della letteratura a mio modesto parere) ma del linguaggio che utilizza, così carico di echi goticheggianti che io amo alla follia. La Bronte è uno dei miei autori preferiti, ma non ne prediligo soltanto uno. Tra la schiera degli autori che mi hanno influenzata e ai quali mi ispiro c’è Coelho, King, Lovecraft, Tolkien e di italiani Alessandro Baricco.

Vuoi parlarci del progetto fantasy “La Stirpe di Agortos”?

Il progetto della Stirpe di Agortos nasce circa sei anni fa, e ha visto molte correzioni e molte idee sovrapposte. Dai nove libri che avrei voluto scrivere alla fine li ho ridotti a un numero di quattro, poiché la monumentalità dell’opera esigeva troppo tempo e troppe energie. Ma ad essere sincera non ho ancora chiara la struttura dell’opera intera; lascerò che sia la fantasia a condurmi, senza stare troppo ora a rimuginare sul numero dei volumi che vorrei scrivere.
L’immagine di questo mondo fantastico che descrivo nella Stirpe, dove l’uomo si ritrova ad affrontare una natura incontaminata e magica, è simbolo di un ritorno alla semplicità dell’essere umano. E proprio alla fine di aprile uscirà “La Stirpe di Agortos, Prima generazione”, il primo volume nel quale il lettore potrà fare la conoscenza diretta di Agortos e della sua discendenza. La saga fantasy contiene molte metafore e molti messaggi riguardanti il rispetto per la Natura (che viene personificata diventando quasi uno dei personaggi protagonisti) e per il mondo che ci circonda, una tematica sempre attuale.

Quali ritieni siano elementi fondanti nella costruzione di un credibile e interessante mondo fantasy?

Sento spesso dire che il fantasy è un genere per bambini e per adolescenti, ma non c’è niente di più sbagliato. E non è semplice né leggere fantasy né tanto meno scriverne. I libri fantasy nascondono molto di più di quello che non si crede, e l’allegoria che uno scrittore utilizza per costruire un mondo fantasy non sempre è facile da cogliere. Gli elementi che caratterizzano questo genere sono molto comuni: da creature fantastiche quali draghi o elfi, a terre immaginarie dai nomi a volte impronunciabili (e mi riferisco anche a quelli che ho inserito io nella mia saga). Ma è bene ricordare sempre che un buon fantasy deve essere vicino alla realtà in cui l’uomo vive, la deve rispecchiare, rappresentare, altrimenti resterà sempre appunto una storia di creature e terre lontane che alla fine della lettura, una volta chiuso il libro e riposto nella libreria, resta solo tra le pagine.

Qual è la tua opinione sugli ebook?

Molti autori oggi preferiscono pubblicare la propria opera in digitale, l’ho fatto anche io in tutta sincerità. Ma nulla potrà mai sostituire l’odore buono delle pagine di un libro appena comprato. Purtroppo c’è dietro a questa questione degli ebook anche un fattore economico. Sento molti lettori che mi dicono “acquisto l’ebook perché risparmio rispetto a un cartaceo”. In fondo, se ci si fa un giro nelle librerie, non si può far torto a questo ragionamento. Scommetto che se i libri costassero molto di meno le persone ne comprerebbero di più. Dubito (ma questa è un’opinione personale) che gli ebook siano il futuro dell’editoria. E’ un mezzo in più per diffondere la propria opera, certamente. Ma soprattutto per un autore emergente come me tenere tra le mani il cartaceo della propria opera con su scritto il proprio nome è tutt’altra cosa.

Quale genere prediligi per ciò che concerne la scrittura?

Sono una scrittrice onnivora, nel senso che spazio dal gotico- horror, al fantasy al paranormal-fantasy, alle poesie. Ultimamente ho preso anche a scrivere racconti romantici per una nota rivista femminile. Mi piace spaziare e affrontare generi sempre nuovi. Forse mi troverei in difficoltà nella stesura di un libro giallo o un thriller, ma non ci ho mai provato quindi mai dire mai.

Hai qualche nuovo progetto letterario?

Ne ho più di uno, ma il ciclo di Tiepole (un paranormal fantasy) è quello che mi ha assorbito di più in quest’ultimo periodo. Spero davvero che un giorno qualche editore mi dia l’opportunità di farlo conoscere al pubblico.

Quale consiglio daresti a una persona che sta per inviare per la prima volta il suo manoscritto?

Di avere tanta ma tanta ma tantissima pazienza. Come dicevo prima in Italia ci sono pochi lettori ma tanti scrittori ergo le case editrici (piccole medie o grandi che siano) sono sature e i tempi di risposta sono molto lunghi. Il consiglio che posso dare è di non rivolgersi o puntare su una casa editrice sola, e non pensare soltanto di entrare a far parte della rosa delle grandi. Anche una piccola casa editrice, se il libro vale e l’autore ci mette il suo impegno a pubblicizzarsi, può far conoscere uno scrittore. E poi sembrerà una frase fatta, ma non bisogna arrendersi mai. Anche io ho ricevuto dei secchi no, ma vado avanti per la mia strada. Anche questo rientra nella formazione di uno scrittore.

Dove ti possiamo seguire? Hai un blog, un profilo twitter, una pagina facebook o un sito personale?

Ho un blog (http://paolonialessandra.blogspot.com/) e una pagina facebook (http://www.facebook.com/pages/La-Stirpe-di-Agortos/107052422666825). Utilizzare internet per diffondere i propri libri è un altro consiglio spassionato che do a tutti.

Questa era l’ultima domanda Alessandra, ti ringrazio per aver partecipato a quest’intervista!

Grazie a te per avermi dato questa occasione! E un grazie anche a chi mi segue, spero in futuro di poter fare sempre del mio meglio.

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