Per la rubrica “Ci risponde…” abbiamo questa volte ben due autori, Marcello Affuso e Jessica Mastroianni. Ciao Marcello e ciao Jessica! Benvenuti su questo blog.

Iniziamo subito dalla prima domanda, ci raccontate un po’ di voi?

Marcello: Ho trovato sempre parecchia difficoltà, anche se può sembrar strano, nel raccontare di me agli altri. Ad alcune presentazioni ho confessato che è questo uno dei motivi per cui ho affidato al libro che ho scritto parte della mia anima. Non mentivo. Comunque sia, io sono un giovane 23enne nato ad Alessandria (in Piemonte non in Egitto), laureato in Lettere Moderne che facilmente si lascia coinvolgere in nuove situazioni ed avventure. Sono imprevedibile e indecifrabile agli occhi altrui, tanto che, credo, nessuno mi conosca davvero anche se ognuno pensa di sapere qualcosa di me. Quel che è certo è che amo la musica e lo sport, e tutto ciò che è stimolante e può suscitare interesse in chi guarda.

Jessica: Anche per me non è semplice raccontarmi, forse per questo ho iniziato a scrivere: per trovare la voce senza essere limitata da alcuna barriera, ma soprattutto per imparare a conoscermi. Qualcuno diceva che dietro una maschera è più facile essere se stessi. Probabilmente è davvero così: grazie ai personaggi che creo, per quanto possano somigliarmi o meno, riesco a esprimere i più svariati aspetti del mio carattere, senza timore di risultare troppo fragile a volte, né troppo caparbia altre. Senza paura delle mie contraddizioni, delle mie paranoie, della mia testa dura, delle mie aspettative e dei miei perché senza risposta.
Ho 21 anni, anche se alterno momenti in cui ne sento 10 in più e altri in cui mi pare di averne 10 in meno. Sono calabrese (di Lamezia Terme, con esattezza), ma vivo a Ferrara, dove studio Giurisprudenza.

Quali sono le vostre letture preferite?

Marcello: Studiando lettere, in questi anni, non ho potuto leggere moltissimi libri se non i classici che i vari esami chiedevano di conoscere. Ed è forse giusto così, perché sono i classici le prime letture che non solo uno scrittore aspirante, ma tutti dovrebbero cominciare a fare, per poi buttarsi nel caos della letteratura moderna. Non amo comunque gli horror e le storie strappalacrime.

Jessica: Non ho un genere o uno scrittore preferito. Sono per quei libri che travolgono e regalano sempre qualcosa di nuovo che ti riempie e, al contempo, ti lascia un piccolo vuoto quando arrivi all’ultima pagina e vorresti trovarne altre cento. Sono per quelle storie che diventano quasi tangibili, parola dopo parola, e per quelle emozioni che ti sfiorano la pelle e magari ti piovono dagli occhi.
Questo è quello che abbiamo cercato di dare anche al nostro libro.

Avete scritto un libro a quattro mani, senza esservi però mai visti primi. Ci raccontate come è nata questa collaborazione? Come mai la scelta di scrivere un romanzo a quattro mani?

Marcello: Ci siamo conosciuti tramite blog. Entrambi ne avevamo uno e il nostro desiderio, o almeno per quanto riguarda me, bisogno più grande era di intrappolare tra le righe di pagine bianche i nostri ricordi e la nostra creatività. Avevamo già collaborato per qualche post quando ci venne l’idea di affiancare le nostre penne, così per gioco, senza troppe pretese. Le vicende all’inizio erano parallele e distinte, è stato il nostro lavoro più grande quello di unirle, dar loro senso e coerenza, e ci siamo divertiti a dar ai personaggi le nostre veci e in parte la nostre esperienze. Anche loro si conosceranno, infatti, su internet.

Jessica: E’ nato tutto da due penne assolutamente sconosciute che s’incrociano per caso e si riconoscono subito. Due penne adagiate nel famoso cassetto dei sogni che aspettano il momento giusto e, ogni tanto, ricoprono di colore qualche pagina vuota di Internet. Decidono, poi, di provare a costruire, a sognare, a creare, a giocare e a lasciarsi andare insieme…e insieme riescono a tradurre in concretezza qualcosa che sembrava destinata a rimanere un’idea irrealizzabile e assurda.
Assurda un po’ come tutte le sfumature che gli stanno attorno: questo romanzo, infatti, è stato scritto a distanza, senza che io e Marcello ci fossimo mai visti prima. Dopo tre anni di conoscenza virtuale e collaborazione, il nostro primo incontro è avvenuto il 22 luglio 2011, in occasione della prima presentazione del libro.

Tirando le somme, siete stati contenti della vostra scelta? Quale consiglio dareste a due aspiranti scrittori con la voglia di barcamenarsi in un progetto a più mani?

Marcello: Io sono molto soddisfatto sia per il risultato sia per il romanzo “parallelo” che le nostre vite hanno costruito rendendo il tutto molto molto speciale e particolare. Consiglio, a chi vuole provare a scrivere a più mani, di avere tanta pazienza e, in taluni casi, di evitare il contatto visivo onde evitare padelle e piatti addosso.

Jessica: Assolutamente sì! È stata un’ottima occasione per mettersi alla prova e anche per crescere sull’onda di un continuo confronto che, oltre al romanzo, ha fatto nascere una forte amicizia tra di noi.
Non è stato semplice scrivere un quattromani e rimango dell’opinione che non sia possibile farlo con chiunque: è vero che ci sono più idee su cui lavorare, ma è anche vero che sono dettate da due teste che in alcuni casi potrebbero trovarsi in totale antitesi. A volte c’è bisogno di compromessi, altre di fermezza e testardaggine, perciò è inevitabile lo scontro, ma si supera facilmente se si è motivati e se l’intento non è quello di scavalcare l’altro, ma di fare del proprio meglio.

Volete parlarci del vostro romanzo “A un passo da te”?

Marcello: A un passo da te è un romanzo psicologico–sentimentale un viaggio nei nostri tempi visti con quel pizzico di distacco dai protagonisti più attenti ad affrontare i loro fantasmi e i problemi del quotidiano piuttosto che cercare di dar un senso alla realtà che vivono. Le due storie, i cui fili del destino si incrociano continuamente, si alternano e sono tipograficamente contraddistinte dallo stampato e del corsivo. C’è poi un terzo carattere che utilizziamo che serve a connotare gli sms e i post del blog. Abbiamo cercato di dare colore e vita ai nostri personaggi che come noi sono riflessivi, e allo stesso tempo autoironici, e imbastito tutto il mosaico in modo che ci fossero tanti colpi di scena così il lettore non possa mai annoiarsi

Jessica: Così come suggerisce il titolo, A un passo da te è la storia di due ventenni, Cristian e Valentina, due ragazzi che, per forza di cose, si trovano a essere l’uno a un passo dall’altra: si sfiorano continuamente, si cercano, quasi si rincorrono a volte, senza neppure conoscersi.
Non si tratta di una storia d’amore, anche se, inevitabilmente, è un sentimento che attraversa ogni dettaglio del libro, così come fa con ogni fibra dell’essere umano ogni giorno.
I due hanno appena terminato gli esami di maturità e stanno decidendo cosa farne della loro vita. Non sarà semplice il passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta perché, prima di andare avanti, dovranno affrontare i fantasmi che si sono lasciati alle spalle e che fanno paura ancora.

Favorevoli o contrari agli ebook? “A un passo da te” avrà una versione digitale?

Marcello: Favorevole. Penso che se ci attaccassimo sempre ai romanticismi useremmo ancora i piccioni viaggiatori! La tecnologia avanza e così anche i libri vanno via via sparendo lasciando il posto agli schermi, agli e-book reader. L’importante è, secondo me, trovare il compromesso giusto nel prezzo e trovare un modo che assicuri al “libro file” di non poter essere condiviso sui programmi di peer to peer perché altrimenti l’editoria che è già in crisi smetterebbe di esistere e i “pirati” sarebbero costretti a rileggere sempre gli stessi romanzi, dato che nessuno ne scriverebbe di nuovi.

Jessica: Non sostituirei mai un libro con un ebook perché temo che, in qualche modo, sarebbe come sminuirne il valore. Sono un po’ una tradizionalista io e preferisco di gran lunga sfogliare le pagine tangibili di un buon romanzo, ma non sono neanche del tutto sfavorevole: le innovazioni tecnologiche hanno portato grandi cambiamenti, hanno praticamente stravolto il mondo e c’è chi ama stare al passo con i tempi. Come dicevano i latini, “de gustibus”…

Avete nuovi progetti in cantiere? Sia a due che a quattro mani, se ce ne sono.

Marcello: Il famoso “cassetto” dei sogni non si svuota mai. In questo momento sto pensando molto alla mia carriera futura e quindi vorrei, in primis, laurearmi nuovamente in tempo e poi, finalmente decidere, quale bivio prendere…se tentare la strada dell’insegnamento o buttarmi in qualche master, magari di editoria. Per quanto riguarda un nuovo romanzo, credo che per il momento la mia penna resterà a ricaricare, aspettando nuovi spunti dalla vita.

Jessica: Tanti progetti, tante idee, tante aspettative e tante aspirazioni, ma il passaggio dall’astratto al concreto è il traguardo più grande e il lavoro più duro da fare.

Cosa consigliereste a un esordiente che ha appena terminato il suo primo libro?

Marcello: Di rileggerlo! Mille e mille volte, magari non l’aiuto di qualcuno! Poi, quando si ha la certezza matematica di non poter fare di meglio non avere grosse pretese per il futuro, perché il mondo dell’editoria riserva brutte sorpresa oltre che, molto spesso, preventivi salatissimo per poter pubblicare.

Jessica: Il mio consiglio è crederci, crederci sempre! Insistere e persistere e non arrendersi ai compromessi dell’editoria. Cercare qualcuno disposto a puntare sul proprio lavoro, così come Linee Infinite ha fatto con noi, perché, se vale davvero, prima o poi qualcuno se ne accorgerà.

Dove vi possiamo seguire? Avete un blog, un profilo twitter, una pagina facebook o un sito personale?

Certo! Abbiamo il nostro blog a quattro mani: http://www.sincronizzailbattito.com ,
su Facebook è presente una pagina dedicata al libro, reperibile a questo link: http://www.facebook.com/Aunpassodatesincronizzailbattito e poi ognuno di noi ha il profilo personale.
Vi aspettiamo lì!

Questa era l’ultima domanda, grazie per aver partecipato a quest’intervista!