Buongiorno a tutti i lettori! Oggi pubblichiamo una nuova intervista per la rubrica “Ci risponde…” abbiamo qui R.Cherryh. Ciao! Benvenuta su questo blog.

Partiamo subito dalla prima domanda, ci racconti qualcosa su di te?

Innazitutto buongiorno a tutti, sono R.Cherryh e il mio primo libro, Masters School, è uscito lo scorso Novembre.
Attualmente ho ventitrè anni (ventiquattro a Giugno) ma ho cominciato a scrivere storie quando ero solo una bambina; la mia passione per il Fantasy è radicata nella mia infanzia, tempestata da racconti e storie fantastiche.
Ho sempre avuto una fervida immaginazione tanto che alla scuola elementare spesso, durante le lezioni perdevo tempo a fantasticare con lo sguardo fuori dalla finestra e la mia maestra di Italiano Marinetta mi richiamava dicendo che dovevo tornare dalla “Galassia di Andromeda”.
Alle superiori quando frequentavo l’Istituto Statale d’Arte di Monza ho cominciato a disegnare tra una lezione e l’altra alcuni personaggi che in seguito hanno preso forma in una storia che ha dettato le origini di Masters School; in genere infatti scrivo solo dopo aver realizzato l’inizio e la fine di una storia: alcuni episodi, anche divertenti, nascono in itinere mentre altri mi sono già chiari sin dall’inizio, al fine di dare un senso al racconto.
Ho una grande passione per gli animali: per il momento convivo con i miei genitori e quattro gatti tutti trovatelli di nome Ryo, Cloe, Ely e Milù. Prima dell’iscrizione all’università ho svolto per due anni attività di volontariato presso il Canile e gattile di Monza: purtroppo ho dovuto rinunciarvi per motivi di studio.
Mi sono laureata lo scorso Marzo presso l’Università di Milano Bicocca in Scienze dell’Educazione; sono stati tre anni molto intensi e che mi hanno permesso di acquisire nuove nozioni anche e soprattutto per il mio stile di scrittura e per i contenuti delle mie storie.
Il mio motto è “punta sempre all’infinito, mal che vada cadrai tra le stelle”; non mi piace quando qualcuno ti dice che “più cercherai di arrivare in alto, più alta sarà la caduta”: correrò il rischio di farmi male e se così sarà non potrò pentirmi di non averci provato.
Nonostante il mio desiderio di realizzarmi anche e soprattutto come autrice di libri, sono una persona che non si sente mai arrivata al traguardo definitivo: credo che nuovi obiettivi vadano posti a ogni dirittura d’arrivo; bisogna sempre avere nuovi stimoli in ogni momento della propria vita, altrimenti a parer mio ci si potrebbe anche ritenere morti nello spirito.
Come al solito mi dilungo eccessivamente; vi lascio alla prossima domanda con la speranza che il futuro mi riservi ulteriori fantastiche sorprese.

Il tuo è ovviamente uno pseudonimo, come mai questa scelta?

La scelta dello pseudonimo è stata affidata per contratto all’editore, Runde Taarn, ma se avessi voluto avrei potuto rifiutarla tranquillamente e valutare ulteriori proposte.
Perchè non l’ho fatto? Semplicemente perchè “cherry” in inglese significa “ciliegia” e a uno dei miei nonni, un nonno che non ho mai conosciuto ma di cui ho sentito parlare moltissimo, piacevano le ciliegie; così ho ritenuto la scelta di buon auspicio e ho accettato senza esitazioni il nome da scrittrice che mi è stato affidato per iniziare la tanto ambita carriera.

Ci parli del tuo romanzo “MASTERS SCHOOL” edito da Runde Taarn?

Dico subito che il mio primo romanzo è la realizzazione di un sogno, ovvero quello di diventare scrittrice; per me non è un punto di arrivo ma un punto di partenza per un futuro nel mondo della scrittura: è dedicato a una delle persone più importanti della mia vita, mio nonno.
Penso che se lui a quest’ora fosse qui, probabilmente Masters School non esisterebbe; credo che tutte le esperienze della vita insegnino qualcosa, anche la morte.

Ho cominciato a lavorare su Masters School quando avevo diciannove anni, lavorando senza sosta per sei mesi, di giorno e di notte, senza rendermi conto che avrei dato vita a un manoscritto di più di settecento pagine.
Masters School è una sorta di autobiografia, come scritto nella trama sul retro del testo, anche se in realtà è stato scritto per parlare di adolescenza, di relazioni sociali e di sentimenti tramite un linguaggio accessibile a tutti, che sfiora l’incontro tra i generi Fantastico e Fantasy.
Angel, la protagonista che all’inizio del libro ha solo quindici anni, non è un’adolescente spaesata e impaurita dal mondo in cambiamento che la circonda, anzi, dalle prime pagine si capisce immediatamente il suo carattere decisamente particolare: estroversa, viziata e apparentemente sicura di sé.
La sua crescita avviene all’interno di una scuola, la Masters School appunto, che in realtà è la base segreta di un clan di alieni (non umani): i Masters. Questi, con un’enorme potenza fisica, combattono da secoli contro i loro nemici dai potentissimi poteri psichici: i famigerati Receptor. La guerra tra Masters e Receptor è da sempre all’oscuro della razza umana: i Masters hanno le sembianze di uomini dalla rara bellezza e si confondono tra la gente comune, mentre dei Receptor si sa ben poco; la storia infatti è raccontata in prima persona da Angel, una master che non ha mai avuto modo modo di incontrare i Receptor e di combatterli, fino ad ora.
Si perchè Angel è chiamata a lottare a fianco di altri nove masters, i cosiddetti “Masters della Leggenda” descritti dai libri di storia del clan come la sola salvezza dal male della propria specie.
Ma i problemi sono evidenti sin dall’inizio: come si può riunire un gruppo di ragazzi (Masters, certo, ma paragonabilissimi agli umani) dai quindici ai vent’anni, per una guerra che porti alla salvezza del clan presento in tutto il pianeta?
Ma c’è un altro problema non indifferente: il decimo master non si presenta al loro primo incontro.

Ora, il peso che incombe su Angel e gli otto (iniziali) co-protagonisti è talmente grave che i dieci masters, anziché cominciare a pensare ad un modo per distruggere il nemico, cominciano a occuparsi dei propri problemi personali, delle nuove amicizie che devono necessariamente nascere, delle rispettive vite da adolescenti e giovani adulti che li vedono coinvolti.
Tra confusione, conflitti, passioni, amicizie, litigi, la realtà non tarderà ad arrivare per i nove co-protagonisti: si farà spazio tra i masters, li costringerà a crescere, a trovarsi dinanzi a situazioni che mai avrebbero pensato di poter vivere. Il tutto in tre anni scolastici della Masters School.
Ma Masters School non è pura fantasia: è la storia di tutti gli adolescenti, passati, presenti e futuri, che si sono trovati in un periodo della propria vita schiacciati dalla necessità di accettare un cambiamento e distratti dalle enormi passioni, amplificate dalle prime esperienze e dalla giovane età.
Masters School è la storia di tutti, non solo di Angel, Larian, Manuel, Aura e di tutti gli altri personaggi: è la storia di ognuno di noi, delle relazioni, delle dinamiche gruppali, delle scelte difficili.
Non pretendo che il testo piaccia a tutti, chiedo solo di leggere tra le righe, tra le parole di Angel adolescente l’enorme confusione che prova nel periodo in cui tutto sembra improvvisamente crollarle addosso. Solo così si potrà accedere a un mondo davvero fantastico: il mondo delle possibilità, delle decisioni importanti e del prendere in mano le redini della propria vita.
Come ho fatto io, quando un giorno ho deciso che da grande avrei fatto la scrittrice.

Il romanzo è ambientato in Italia e su questo blog ho già trattato la questione ambientazione, ponendomi decisamente a favore di chi usa un’ambientazione che conosce(che il più delle volte – ma non sempre – coincide con quella di nascita). Come mai hai fatto questa scelta?

Innanzitutto devo dire che sono molto legata alla mia città: a Monza sono cresciuta, ho conosciuto persone fantastiche e all’età di Angel, la protagonista del mio romanzo, ho passato quasi tutti i pomeriggi e girovagare per le vie del centro con i miei amici; inoltre Monza è la città dove mio nonno ha passato la sua vita, quindi mi sembrava più che giusto prenderla come punto di riferimento visto che il libro è dedicato a lui.
In realtà però, l’ambientazione di Masters School è poco descritta; questo perchè ho scelto di dare più importanza al vissuto interiore di Angel e degli altri personaggi piuttosto che alla descrizione di luoghi e paesaggi: è uno stile di scrittura che può piacere o meno a seconda dei gusti; personalmente ho cercato di avvicinarmi a un pensiero che vuole una scrittura più veloce e che dia maggiore libertà alla fantasia del lettore.

Cosa ne pensi degli ebook? Il tuo romanzo avrà una versione digitale?

Penso che gli ebook siano un modo interessante per avvicinare il mondo della tecnologia alla lettura.
Le scelte di pubblicazione di Masters School sono affidate per contratto all’editore e visto che il libro è uscito da pochissimo tempo per ora non so ancora dire se avrà una sua versione digitale.

Hai qualche nuovo progetto letterario?

Dico subito che Masters School è solo l’inizio di un lungo cammino; lo definirei una sorta di introduzione a una storia ben più complessa: il testo ha una conclusione ben precisa ma termina anche con un invito ad aspettarne un seguito ma non dico altro, lo scoprirete presto.

Cosa ne pensi dell’editoria a pagamento?

Ho ricevuto quattro diverse proposte per Masters School, tre delle quali erano a pagamento; la mia scelta è ricaduta sicuramente sulla quarta.
Non mi piace l’idea di pagare per vedere un proprio libro pubblicato: è bello che un esperto riconosca i nuovi talenti e voglia proporli come un investimento per la letteratura del futuro.
Se qualcuno chiede soldi non penso creda fino in fondo nelle capacità di scrittura di una persona.

Quale consiglio daresti a una persona che sta per inviare per la prima volta il suo manoscritto?

Direi ciò che dico anche ai miei amici quando inseguono i propri sogni a occhi aperti: non arrendetevi, provate e riprovate sempre. Direi di inviare i manoscritti dove richiesti, via internet o cartacei, e in caso di proposte di pubblicazione di far visionare a un esperto il contratto per assicurarsi che sia buono e che non vi siano fraintendimenti.
Se al contrario non riusciste a fare pubblicare il manoscritto, non smettete mai di dedicarvi alla scrittura perchè è comunque, sempre un modo per sfogarsi e per mettere nero su bianco le proprie idee anche se sottoforma di storie fantastiche.

Dove ti possiamo seguire? Hai un blog, un profilo twitter, una pagina facebook o un sito personale?

Per ora potete seguirmi su facebook, alla pagina pubblica di R.Cherryh (http://www.facebook.com/pages/R-Cherryh/261093077274974)
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Sto procedendo anche alla creazione di una pagina internet ufficiale : http://www.rcherryh.com ma per quella dovrete aspettare ancora un po’ di tempo.

Questa era l’ultima domanda, grazie per aver partecipato a quest’intervista!
Di niente, la ringrazio per l’interesse e spero che risulti interessante e utile a chi avrà modo di leggerla. Grazie a tutti e continuate a crederci, sempre.
R.Cherryh.