Per la rubrica “Ci risponde…” abbiamo qui oggi Martino Ciano. Ciao Martino, benvenuto su questo blog!

Ci racconti qualcosa su di te?

R: Amo la letteratura, l’arte e la musica. Ho 29 anni. Lavoro in un’emittente televisiva locale come corrispondente. Attualmente vivo a Tortora, il mio paese natale, in provincia di Cosenza. Ho vissuto per un po’ di tempo a Roma. Scrivo dall’età di quindici anni. Sono un divoratore di libri. A 23 anni ho pubblicato il mio primo romanzo dal titolo, Il canto della cecità, per Edizioni creativa Napoli. Ho impiegato ben 6 anni per farne un altro e spero che non ce ne vogliano 12 per il terzo. Suono la chitarra elettrica. Amo l’hard rock e l’heavy metal. Insomma, sono una persona che non si annoia mai.

Quali sono le letture che ti hanno colpito di più?

R: Più che letture preferisco citare gli autori. Amo Marinetti, D’Annunzio, Gadda, Patrolini, Pasolini, Landolfi, Tabucchi, Borges, Bernard, Ballard, Orwell, Huxley, Proust, Philip Dick, Stephen King, Saramago, Sartre. Mi piace la filosofia e non disdegno la saggistica. Di tutti gli autori che ti ho citato ho letto più di un’opera. Per me è molto difficile poter indicare dei titoli in particolare. Ognuno mi ha lasciato qualcosa e mi aiuta anche come scrittore.

Da scrittore hai qualche rituale particolare?

R: Il lavoro mi impegna tanto e il tempo sembra non bastare mai. Posso scrivere solo di notte. Il mio rituale insomma è combattere contro il sonno. Quando ho delle buone idee prendo il mio block notes, mi metto comodo in poltrona e scrivo. In un secondo momento riporto tutto in formato digitale. Amo ancora riempire fogli e fogli di quaderno. Tutto rigorosamente di notte.

Ci vuoi parlare del tuo romanzo “Le danze del tempo”?

R: Le danze del tempo è una favola. Un enigmatico racconto sul rimorso e sull’eterno ritorno. La volontà è stata quella di creare dei personaggi che abbiano un ruolo universale, che rappresentino non una persona, ma una categoria precisa. Come tutte le favole anche la mia ha una sua morale. Sogno e realtà si intrecciano. È il 1944 quando Karl Von Kliest, tenente delle SS, uccide due ebrei. Jacob e Ismael. Padre e figlio. Nel 1962, diciotto anni più tardi, il suo passato gli presenta il conto. Questa in breve la trama.

Sei laureato in “Scienze storiche” e il tuo romanzo è classificato come narrativa storica. Quanto il corso di studi che hai scelto ha influenzato la tua scrittura?

R: Ti dirò. Secondo me classificare questo libro come narrativa storica, in senso stretto, è stato un errore. Non ho mai considerato Le danze del tempo un romanzo storico. La storia contemporanea, gli scenari nei quali si sviluppa la trama, mi sono serviti solo per contestualizzare i personaggi e i fatti. Le danze del tempo è come un’equazione. Il risultato sarebbe stato sempre lo stesso, anche se fosse stato ambientato nel medioevo. Stessa cosa per la dinamica. Certamente, i miei studi hanno contribuito e non poco. Nel periodo della stesura stavo proprio seguendo un corso sulla Seconda guerra mondiale e sul nazismo in generale.

Cosa ne pensi degli ebook? “Le danze del tempo” avranno anche un’edizione digitale?

R: Sicuramente l’ebook è interessante ed ha molti pregi. Spero vivamente che Le danze del tempo riceva anche un’edizione digitale. Gli ebook, infatti, stanno guadagnando una bella fetta di mercato. Se posso darti anche il mio parere da lettore, allora posso dirti che non riuscirei mai a comprarne uno. Secondo me, il libro va sfogliato e consumato. Il contatto della pelle con la carta è tutta un’altra cosa. Non voglio fare il romantico, ma il libro è il libro.

Stai lavorando a qualche nuovo progetto?

R: Sì. Ancora non ha un titolo ma già ho tirato giù una ventina di pagine. Sarà un racconto introspettivo, surrealista e disincantato allo stesso tempo. Non sarà molto lungo. Prevedo che in formato libro non dovrebbe superare le 80 pagine.

Quale consiglio daresti a un esordiente che sta muovendo i primi passi in questo ambiente alla ricerca di un editore?

R: Anch’io sono ancora un esordiente, ma mi permetto di dare solo questo consiglio. State lontani mille miglia da chi vi chiede soldi per pubblicare. Meglio pubblicarsi un ebook per fatti propri, oppure liberare l’opera su internet. Inoltre, non smettete mai di credere in quello che state scrivendo. Anche se ricevete una stroncatura da una casa editrice, rileggete, correggete e se ce n’è bisogno ricominciate daccapo.

Hai qualche spazio personale sul web o sui social network dove ti possiamo seguire?

Ho una pagina facebook: Martino Ciano. Un blog: http://www.martinocianoofficial.blogspot.com per qualsiasi informazione o anche per uno scambio di idee sono a disposizione. Ti ringrazio per lo spazio che mi hai concesso.

L’intervista è terminata, grazie per aver risposto!