giugno 2012


Ciao a tutti!

Potete leggere una nuova recensione di Nero N.9 a opera del portale letterario “Sole e Luna” di Laura Bellini e Dylan Berro.

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In più “Nero N.9” è stato segnalato sul portale “Philomela997”, portale per cui ho risposto anche a qualche domanda.
L’articolo potete leggerlo qui

Buona lettura!
Massimo

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Un saluto a tutti i lettori! Oggi per la consueta rubrica del sabato, “Ci risponde…”, abbiamo Federico Negri. Ciao Federico e benvenuto su questo blog!
Ci dici qualcosa su di te?

Certo, anche se non so mai cosa rispondere a questa domanda! Vivo a Torino e vi anche sono nato nei primi anni 70, quindi appartengo all’ultima generazione che ha compiuto 18 anni senza aver mai usato un cellulare o essere mai entrato su un sito internet. Ho una bellissima famiglia, con due bimbi, una moglie e anche un cane da corsa, biondo con i piedi bianchi.
E amo leggere, da sempre. Mia madre dice sempre: “è da quando è nato che legge”.

Un’altra domanda “leit-motiv” di questa rubrica. Quali letture ti hanno colpito di più? Quali sono i tuoi autori preferiti?
Ho vissuto diverse fasi nella mia vita di lettore, però ovviamente ho anch’io io miei bravi autori feticcio. Nel periodo liceo-università quando avevo molto tempo per leggere e pochi soldi per comprare libri, mi sono letto quasi tutto lo scaffale contrassegnato dalla lettera “F” della biblioteca civica di Torino Centro, via Cittadella per chi sa. E “F” sta per fantascienza. Quindi quella è la mia base di partenza e infatti la mia autrice in assoluto preferita, CJ Cherryh, è un mostro sacro del genere. Poi negli anni ho letto altro, sempre però mantenendo vivo il filo del fantastico. Adoro Stephen King, Neil Gaiman, George RR Martin, Vernor Vinge, ma ad esempio anche Amelie Nothomb, Gabriel Garcia Marquez, JD Salinger e talmente tanti altri che mi riesce difficile elencarli tutti.

Ci parli del tuo romanzo “Soldi, misteri e altre conseguenze”?
Come dicevo sono partito dalla fantascienza, anche nelle mie produzioni letterarie. Nel mio cassetto c’è infatti un romanzo, scritto all’università, ambientato in mondi lontani. Però invece quando ho iniziato a scrivere “Soldi, misteri e altre conseguenze” ho sentito l’esigenza di raccontare qualcosa di più vicino alle mie esperienze. Il libro racconta infatti la storia di una giovane analista finanziaria, Anna, trascinata all’inseguimento di un misterioso genio della finanza per mezzo mondo. Le avventure di Anna la spingono oltre i propri limiti, e quindi è stato estremamente interessante per me osservare e descrivere il comportamento di una persona normale, di una anti-eroina, in una situazione critica, dove deve tirare fuori tutto il suo coraggio e la sua intuizione per sopravvivere ai suoi giganteschi nemici.

Molti esordienti puntano sul protagonista straniero. Come mai per la tua storia hai scelto invece un protagonista italiano?
Ci avevo pensato infatti. Però è un punto di vista troppo difficile da affrontare, almeno per me.
Ci sono delle sfumature nel comportamento di ognuno di noi, che appartengono anche alla nostra eredità culturale. Quindi se avessi scritto con un protagonista straniero penso che mi sarei paralizzato a ogni azione, per pensare se una persona di quel paese poteva pensare e agire in quel modo o meno. Poi c’è straniero e straniero. Scrivere di un personaggio latino penso che mi verrebbe comunque abbastanza naturale, mentre guardo con un po’ di sospetto i libri con sedicenti detective newyorkesi come protagonisti. Gli americani sono molto diversi da noi e penso che se non hai abitato lì per un bel po’ di anni sia difficile penetrare sotto la scorza degli stereotipi.

Ti sei cimentato con altre forme letterarie? Hai tentato esperimenti nella poesia o nel racconto?
La poesia non mi appartiene, non sono un estimatore del genere, e sicuramente sono negato a scriverla. I racconti sono piacevoli da scrivere, però sotto una certa lunghezza diventa difficile esprimere qualcosa di valido, o meglio solo i grandi ci riescono. Paradossalmente secondo me è più facile il romanzo per uno scrittore inesperto.

Leggo che lavori nel mondo della finanza, come nasce allora la passione per la lettura e per la scrittura?
La passione per la lettura penso che nasca dalla mia propensione a sognare ad occhi aperti, ma è una passione che ho da quando ero bambino, molto prima della finanza. Scrivere invece è una conquista molto più recente, al liceo prendevo sempre 5 di italiano… Però è stata una rivelazione, scrivere è un modo molto interessante e profondo per comunicare con gli altri.

Hai pubblicato con una casa editrice prettamente digitale, sicuramente una scelta coraggiosa, ci dici la tua sugli ebook?
Questo formato ha un potenziale enorme e io condivido la scelta di Michela Alessandroni (owner e editor-in-chief di http://www.flower-ed.it) di scegliere esclusivamente questa piattaforma. Non disdegno i libri cartacei, ma sono una scelta economicamente insostenibile per un autore esordiente. O hai la fortuna (o bravura, per carità) di essere Licia Troisi, che ha esordito con Mondadori, oppure è molto difficile pubblicare subito con una major. E le case minori non hanno la forza finanziaria e distributiva di importi alle librerie, stampando migliaia di copie che rischiano di rimanere invendute. Il formato digitale è invece perfetto per promuovere un nuovo autore, perché non ha costi fissi di avviamento. In realtà nessuno sa cosa va e cosa non va presso il pubblico, a priori. Anche i guru, i santoni dell’editoria, spesso non azzeccano. La Rowling ha ricevuto molti rifiuti prima di pubblicare per un piccolissimo editore, per citare l’esempio più noto, ma ce ne sono molti altri.

Hai qualche nuovo progetto letterario? Cosa bolle in pentola?
Sto finendo un racconto lungo che verrà pubblicato sempre in ebook, spero entro luglio.
E poi ho un altro progetto, un prodotto editoriale pensato per l’Iphone e i lettori casuali, che sto ancora sviluppando.

Quale consiglio daresti a una persona che sta per inviare per la prima volta il suo manoscritto?
Di non inviarlo! Di lasciarlo riposare 6 settimane e di rileggerlo un’altra volta. Questo è uno dei più preziosi consigli che ho appreso dal bellissimo libro “On Writing” di Stephen King, che suggerisco a tutti gli aspiranti autori.

Ci racconti come sei arrivato alla pubblicazione? In modo che qualche aspirante autore abbia qualche dritta in più su come muoversi.
Consiglio di leggere qualche manuale di scrittura creativa, perché comunque anche il più talentuoso degli scrittori ha bisogno di regole. Io ne ho letti diversi e in ognuno ho trovato degli spunti interessanti. Uno dei migliori è gratis ed è online, l’ha scritto la Chiara (aka Gamberetta) sul sito http://fantasy.gamberi.org.
Poi consiglio di frequentare i vari forum che ci sono su internet, tipo http://aspirantiscrittori.forumcommunity.net oppure http://scrittorinotte.forumcommunity.net oppure ancora http://www.writersdream.org non perché ti insegnino a scrivere, quanto perché le esperienze di altri utenti possono farti capire un po’ meglio come funziona il mondo dell’editoria e come evitare la piaga dell’editoria a pagamento.
Bisogna quindi provare a proporsi, sperando di catturare l’attenzione di qualche casa editrice.
Io ho gestito tutto in prima persona, non mi sono affidato a agenti letterari. Ho ricevuto diverse proposte da agenzie letterarie, ma quasi tutte prevedevano contratti onerosi, per la revisione del testo, correzione bozze ed editing.
Mi sono ostinato a non pagare nulla per la pubblicazione del mio libro perché volevo essere sicuro di aver scritto qualcosa di valido e che quindi il mio editore fosse disponibile a investire un minimo su di me.
E poi non bisogna scoraggiarsi. Se un libro non viene accettato, si può sempre provare a scriverne un altro. E magari poi si riuscirà a pubblicarli entrambi quando si troverà un editore a cui piace il nostro stile.

Dove ti possiamo seguire? Hai un blog, un profilo twitter, una pagina facebook o un sito personale?
Non sono social perché non condivido le logiche di questi network, che sfruttano il narcisismo umano per fare soldi veri. Ma questa è un’altra storia, magari oggetto di una prossima intervista! Presto metterò online un sito, purtroppo non ho ancora avuto il tempo di dedicarmici, quindi vi invito a seguire il blog del mio editore per avere notizie, al mio tag, http://flower-edblog.blogspot.it/search/label/federico%20negri

Questa era l’ultima domanda, grazie per aver partecipato a quest’intervista!

La Sogno Edizioni è sbarcata anche su amazon, quindi pian piano tutto il catalogo ebook sarà disponibile anche nel kindle store.

Nero N.9 è già disponibile al prezzo di 3,60 euro.

Qui trovate la scheda del “prodotto”:
http://www.amazon.it/Nero-n-9-ebook/dp/B008A04XO6/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1339507921&sr=1-1

Per i possessori del Kindle sarà una notizia degna di nota? Probabilmente no, ma perché rischiare? 😛

Un saluto!
Massimo

Potete leggere una nuova recensione di Nero N.9 al seguente link:
cliccami!

Ringrazio Saya per la recensione! Dategli un’occhiata.

Buona lettura!
Massimo

Buongiorno a tutti! Per questa nuova intervista dellarubrica “Ci risponde…” abbiamo qui Gloria Scaioli. Ciao Gloria! Benvenuta su questo blog.

Grazie per l’ospitalità.

Iniziamo subito dalla prima domanda, ci racconti un po’ di te?

Mi piace scrivere. Questo è il mio primo romanzo.

Qual è il tuo autore preferito? Quali letture ti hanno colpito maggiormente?

Quando andavo alle elementari avevamo un’aula-biblioteca con dei testi cartonati e illustrati. Le mie amiche amavano “Piccole donne” e io preferivo Jules Verne. Non ho un autore preferito, mi piacciono le diverse sfumature, le peculiarità della scrittura che danno specificità allo stile. I testi che proprio non mi convincono sono quelli scritti (o tradotti) con disarmante banalità.

Il tuo romanzo d’esordio è un fantasy ed è intitolato “La radice del rubino” ce ne vuoi parlare?

Ho pensato a “La Radice del rubino” prima di tutto come un romanzo, non un romanzo fantasy. È vero che gli elementi vengono dall’ambito del fantastico, ma non esclusivamente dal fantasy tradizionale. Inoltre, a differenza di molti autori fantasy non ho mai avuto a che fare con giochi di ruolo e mi sono concentrata sulla psicologia dei personaggi: non sono figure che un giocatore ipotetico deve “riempire”, ma gli “attori” delle vicende. Ho anche cercato di sciogliere alcuni stereotipi, come quello dei maghi, con un’interpretazione meno comune. Ho curato molto i nomi, nessun nome inventato, né imitazioni di nomi anglosassoni: i miei protagonisti si chiamano Manfredi, Duccio, Tamiri, Eco, Filocolo, Filostrato, Cino. Ci sono esseri fantastici, ma non sono elfi, nani o vampiri, ma micrandri, cacciatori di voce, mistificatori e terata dai misteriosi poteri. Ho tentato anche di rendere visivamente i luoghi descritti, come se fossero dipinti. Spero di essere riuscita a dare l’effetto di ambienti diversi, come la fredda foresta Nemora, le insidie di Millevoci o il deserto del diapason, in perenne vibrazione.

Come sei arrivata alla progettazione di questo romanzo? Quali sono stati i passi che ti hanno portato alla pubblicazione?

Ho iniziato a scriverlo prendendo appunti su un vecchio quaderno, a matita, mentre studiavo per gli esami universitari. Ogni volta che mi veniva un’idea la mettevo su carta. Poi è nato il progetto e ho iniziato a lavorarci seriamente (e a computer). Alla fine ho fatto una revisione della materia, che desse coerenza e omogeneità al lavoro. Poi ho cercato su internet informazioni utili. Mi sono tenuta lontana dall’editoria a pagamento e ho selezionato una serie di case editrici free, che ho diviso in gruppetti, a cui ho spedito il file in tempi diversi. Ho scelto piccole e medie case editrici, evitando le grandi, sperando di trovare qualcuno che si appassionasse al mio lavoro. Plesio mi ha contattato con una proposta non a pagamento e con percentuale sulle vendite. Ho accettato e così è iniziata la fase di editing e tutte le elaborazioni necessarie per arrivare al prodotto libro.

Scrivi solo fantasy o hai altri genere in cui ti senti a tuo agio?

Scrivo i testi per una piccola compagnia teatrale. In questo caso utilizzo battute rapide e grande mobilità di personaggi, per creare situazioni comiche e paradossali. Non sono editi, ma pensati espressamente per lo spettacolo della compagnia.
Nella narrativa amo anche il giallo, mi piace leggerlo e ho prodotto qualche tentativo di misura racconto.
Ho scritto una serie di racconti fanta-western di tono umoristico. Alcuni sono sparsi in antologie risultato di concorsi (solo gratuiti, a quelli a pagamento non partecipo più da un po’).
Il resto è fantastico…

Hai degli studi classici alle spalle, ti hanno influenzato durante il tuo percorso creativo? Ti sono stati utili?

Assolutamente sì. Penso che gli studi classici siano la base di tutto. Non è solo una questione di cosa si studia, ma di cosa si assorbe. Ho avuto a che fare negli anni della formazione con i capisaldi del pensiero, come si può considerare secondario tutto questo?

Cosa ne pensi degli ebook?

Non ho un lettore, per ora. Mi piacciono i libri tradizionali. Però l’e-book è un’innovazione utilissima, soprattutto nell’ambito dello studio. Penso ai miei anni universitari, trascinarsi dietro dei tomi illustrati (ho studiato storia dell’arte), oppure tentare di reperire libri introvabili nelle biblioteche sono problemi non da poco. Con un click si può leggere un e-book in un qualsiasi data base senza fare i salti mortali. Per quello che riguarda la narrativa sono un po’ più scettica. Penso che i due prodotti finiranno per convivere.

Hai qualche nuovo progetto letterario?

Plesio pubblicherà anche il seguito de “La Radice del Rubino”, “Labirinto d’ambra”. Il testo è pronto, ma necessita di revisione ed editing, quindi mi terrà impegnata non poco. Se tutto andrà bene conto di proseguire la saga con un altro romanzo, ma qui dipende da tanti fattori (dita incrociate). Mi piacerebbe dare una maggiore coerenza al mio progetto fanta-western, o unendo insieme i vari racconti, o scrivendo qualcosa di più elaborato. Il fatto che la fantascienza e il western siano fra i generi meno gettonati al momento, non mi scoraggia più di tanto.
Per il resto, chissà…

Quale consiglio daresti a una persona che sta per inviare per la prima volta il suo manoscritto?

Credi nel tuo lavoro, ma senza ossessione.

Dove ti possiamo seguire? Hai un blog, un profilo twitter, una pagina facebook o un sito personale?

Per ora potete trovare informazioni sul mio lavoro nella pagina Plesio. Magari è venuto il momento di attivarsi un pochino anche su altri fronti, ma per ora non posso indicarti nessun link.

Questa era l’ultima domanda Gloria, ti ringrazio per aver partecipato a quest’intervista!

Grazie a te.

Piccolo edit:
L’autrice ha aperto una pagina facebook http://www.facebook.com/laradicedelrubino

Il 23 e il 24 giugno la Sogno Edizioni parteciperà alla rassegna di micro editoria Villa Annoni a Cuggiono(Mi) in concomitanza della festa del Solstizio d’estate.


Villa Annoni è:

villa neoclassica di notevoli dimensioni edificata su progetto dell’arch. Zanoja all’inizio dell’ottocento. Dagli anni ‘80 di proprietà comunale. Dal 2007 sede municipale. Nell’ala sinistra: Museo storico civico. Realizzato e gestito da volontari è uno dei più forniti della provincia di Milano.Testimonianze ed oggetti della civiltà artigianale e contadina in 20 sale espositive.Parco di Villa Annoni. Il più esteso della Lombardia dopo quello di Monza. 23 ettari suddivisi in parco monumentale con essenze centenarie e aree agricole

Ecco il programma della rassegna

Mentre ecco l’elenco degli espositori

Peccato per la lontananza, ma i milanesi avranno qualcosa da fare in più durante il week end!

Oggi è venuto a mancare Ray Bradbury, scrittore versatile(ha trattato più generi) e sceneggiatore cinematografico.

Bradbury ha innovato la fantascienza e scritto dei veri e propri capolavori, tra cui non si può fare a meno di ricordare Fahrenheit 451, un romanzo distopico che non può non essere considerato anche un elogio alla lettura.
Fahreneit è uno dei miei libri preferiti, lo lessi con molto piacere durante l’estate tra il primo e il secondo anno di liceo, come compito per le vacanze(fu la stessa estate in cui mi innamorai di “1984” di Orwell).
Non posso fare a meno di ricordare con altrettanto piacere, un omaggio disneyano all’opera(quando ancora non conoscevo il romanzo) denominato Papercelsius 154, una storia uscita su Topolino n. 2156(ovviamente la buon vecchia wiki mi è venuta in soccorso) dove a essere bandita era la musica per volere del solito Zio Paperone che proprio a causa della musica era stato derubato.

Penso proprio non ci sia altro da dire.

R.i.p. Ray!

Il link di wikipedia su Ray Bradbury:
qui

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