Nuova intervista, nuovo autore per la rubrica “Ci risponde…”. Si tratta di Marco Filippi. Ciao Marco, benvenuto su questo blog!

Ciao a tutti e grazie a te Massimo per avermi concesso questa opportunità.

Oramai la prima domanda della rubrica è questa: ci racconti qualcosa di te?

Non amo molto parlare di me stesso agli altri. Mi limiterò all’essenziale: Ho 32 anni, sono di Roma e scrivo da sempre: poesie, testi di canzoni, articoli di giornale, vignette, aforismi.

Qual è il tuo autore preferito?

Mi sono formato con i contemporanei. Quando scrivo canzoni risento dell’influenza dei cosiddetti cantautori, in particolare Roberto Vecchioni, Francesco Guccini e Fabrizio De Andrè. Negli anni della mia adolescenza ho cercato di imparare tanto da loro. Su tutti però l’autore che preferisco è Erri De Luca. Lo ritengo il più grande scrittore vivente e il mio punto di riferimento. Poi non ti nego che vorrei aver scritto di mio pugno molte poesie di Nazim Hikmet, Alda Merini, Pablo Neruda, Izet Sarajlic e Wislawa Szymborska.

Ci parli del tuo ultimo libro “Nel nome del padre – Poesie d’amor(te)”?

E’ un libro che nasce da un lutto. Quello di mio padre, strappato alla vita troppo giovane e troppo presto. La maggior parte delle poesie sono dedicate a lui, come anche il breve racconto presente all’inizio del libro. Ma non è un libro triste. Ci sono poesie d’amore, alcune di forte impatto sociale, altre ironiche. L’ho scritto perché è l’unica cosa che credo di saper fare. E’ stata una reazione istintiva al dolore. Mi piace la poesia e attraverso questa forma letteraria cerco di riflettere, di liberarmi dalle angosce, di migliorare alcuni lati di me stesso e, di conseguenza, della mia vita.

C’è qualche motivo per cui hai iniziato ad avvicinarti alla poesia? Come mai la scelta di cimentarti con questa difficile forma letteraria?

Credo che ognuno di noi nasca con un talento o, meglio, una predisposizione, una peculiarità. Questo però non è sufficiente. A ciò va necessariamente affiancato il contesto ambientale. Anche mio padre scriveva poesie e testi di canzoni. Ovvio che crescendo in un contesto del genere, con molta naturalezza mi sono avvicinato alla poesia. Devo dire però che mio padre non mi ha mai forzato anzi, eravamo in competizione e, per gioco, ognuno di noi arrotondava in difetto le qualità dell’altro.

Hai mai scritto in prosa?

Si. Ne è una prova il racconto contenuto nel libro. Mi piacerebbe in futuro scrivere un romanzo. Oggi non ne sarei all’altezza. Però sto lavorando per raggiungere questo obiettivo. Ho bisogno di altro tempo e di maturare ancora certi aspetti del mio modo di scrivere.

Cosa ne pensi degli ebook? Sei pro o contro questa “rivoluzione digitale”?

Bella domanda… impossibile fare finta di niente. Il progresso tecnologico ci ha portato anche a questo. Io credo che bisogna semplicemente prenderne atto. E’ una nuova forma di lettura che non deve essere per forza esaltata ma nemmeno denigrata in maniera aprioristica. Personalmente preferisco recarmi in libreria, prendere in mano un libro, sfogliare le sue pagine, respirare l’odore della sua carta piuttosto che sceglierlo con un clic da dietro una tastiera. Però capisco anche chi, magari semplicemente per comodità o per questione di tempo, predilige questa seconda ipotesi. Tutto è molto soggettivo.

Quale consiglio daresti a una persona che ha appena terminato di scrivere la sua opera prima?

Non mi sento all’altezza di dare consigli. L’unica cosa che posso dire è che ho sempre rifiutato di pubblicare a pagamento. Purtroppo oggi la maggior parte delle case editrici, prima ancora di valutare il libro dell’autore di turno, chiedono a quest’ultimo di valutare il loro preventivo. Agli amici scrittori suggerisco di cercare attentamente e con particolare scrupolo un editore serio, magari non necessariamente blasonato, comunque in grado di non anteporre il proprio interesse economico alla qualità del prodotto finito.

Dove ti possiamo seguire? Hai un blog, un profilo twitter, una pagina facebook o un sito personale?

Ho una profilo facebook appositamente dedicato al mio libro “Nel nome del padre”. Invito tutti a cercare questa pagina e cliccare su “Mi piace”. Potrete seguire da vicino il mio percorso e farmi compagnia durante il tragitto.

Questa era l’ultima domanda, grazie per aver partecipato a quest’intervista!

Di nuovo grazie a te caro Massimo. Permettimi di lanciare un messaggio agli amici del blog: io dico sempre che “uno scrittore emergente ha bisogno di lettori coraggiosi”. Abbiate coraggio e acquistate il mio libro. Grazie e buona vita a tutti!