Buongiorno a tutti! Per questa nuova intervista dellarubrica “Ci risponde…” abbiamo qui Gloria Scaioli. Ciao Gloria! Benvenuta su questo blog.

Grazie per l’ospitalità.

Iniziamo subito dalla prima domanda, ci racconti un po’ di te?

Mi piace scrivere. Questo è il mio primo romanzo.

Qual è il tuo autore preferito? Quali letture ti hanno colpito maggiormente?

Quando andavo alle elementari avevamo un’aula-biblioteca con dei testi cartonati e illustrati. Le mie amiche amavano “Piccole donne” e io preferivo Jules Verne. Non ho un autore preferito, mi piacciono le diverse sfumature, le peculiarità della scrittura che danno specificità allo stile. I testi che proprio non mi convincono sono quelli scritti (o tradotti) con disarmante banalità.

Il tuo romanzo d’esordio è un fantasy ed è intitolato “La radice del rubino” ce ne vuoi parlare?

Ho pensato a “La Radice del rubino” prima di tutto come un romanzo, non un romanzo fantasy. È vero che gli elementi vengono dall’ambito del fantastico, ma non esclusivamente dal fantasy tradizionale. Inoltre, a differenza di molti autori fantasy non ho mai avuto a che fare con giochi di ruolo e mi sono concentrata sulla psicologia dei personaggi: non sono figure che un giocatore ipotetico deve “riempire”, ma gli “attori” delle vicende. Ho anche cercato di sciogliere alcuni stereotipi, come quello dei maghi, con un’interpretazione meno comune. Ho curato molto i nomi, nessun nome inventato, né imitazioni di nomi anglosassoni: i miei protagonisti si chiamano Manfredi, Duccio, Tamiri, Eco, Filocolo, Filostrato, Cino. Ci sono esseri fantastici, ma non sono elfi, nani o vampiri, ma micrandri, cacciatori di voce, mistificatori e terata dai misteriosi poteri. Ho tentato anche di rendere visivamente i luoghi descritti, come se fossero dipinti. Spero di essere riuscita a dare l’effetto di ambienti diversi, come la fredda foresta Nemora, le insidie di Millevoci o il deserto del diapason, in perenne vibrazione.

Come sei arrivata alla progettazione di questo romanzo? Quali sono stati i passi che ti hanno portato alla pubblicazione?

Ho iniziato a scriverlo prendendo appunti su un vecchio quaderno, a matita, mentre studiavo per gli esami universitari. Ogni volta che mi veniva un’idea la mettevo su carta. Poi è nato il progetto e ho iniziato a lavorarci seriamente (e a computer). Alla fine ho fatto una revisione della materia, che desse coerenza e omogeneità al lavoro. Poi ho cercato su internet informazioni utili. Mi sono tenuta lontana dall’editoria a pagamento e ho selezionato una serie di case editrici free, che ho diviso in gruppetti, a cui ho spedito il file in tempi diversi. Ho scelto piccole e medie case editrici, evitando le grandi, sperando di trovare qualcuno che si appassionasse al mio lavoro. Plesio mi ha contattato con una proposta non a pagamento e con percentuale sulle vendite. Ho accettato e così è iniziata la fase di editing e tutte le elaborazioni necessarie per arrivare al prodotto libro.

Scrivi solo fantasy o hai altri genere in cui ti senti a tuo agio?

Scrivo i testi per una piccola compagnia teatrale. In questo caso utilizzo battute rapide e grande mobilità di personaggi, per creare situazioni comiche e paradossali. Non sono editi, ma pensati espressamente per lo spettacolo della compagnia.
Nella narrativa amo anche il giallo, mi piace leggerlo e ho prodotto qualche tentativo di misura racconto.
Ho scritto una serie di racconti fanta-western di tono umoristico. Alcuni sono sparsi in antologie risultato di concorsi (solo gratuiti, a quelli a pagamento non partecipo più da un po’).
Il resto è fantastico…

Hai degli studi classici alle spalle, ti hanno influenzato durante il tuo percorso creativo? Ti sono stati utili?

Assolutamente sì. Penso che gli studi classici siano la base di tutto. Non è solo una questione di cosa si studia, ma di cosa si assorbe. Ho avuto a che fare negli anni della formazione con i capisaldi del pensiero, come si può considerare secondario tutto questo?

Cosa ne pensi degli ebook?

Non ho un lettore, per ora. Mi piacciono i libri tradizionali. Però l’e-book è un’innovazione utilissima, soprattutto nell’ambito dello studio. Penso ai miei anni universitari, trascinarsi dietro dei tomi illustrati (ho studiato storia dell’arte), oppure tentare di reperire libri introvabili nelle biblioteche sono problemi non da poco. Con un click si può leggere un e-book in un qualsiasi data base senza fare i salti mortali. Per quello che riguarda la narrativa sono un po’ più scettica. Penso che i due prodotti finiranno per convivere.

Hai qualche nuovo progetto letterario?

Plesio pubblicherà anche il seguito de “La Radice del Rubino”, “Labirinto d’ambra”. Il testo è pronto, ma necessita di revisione ed editing, quindi mi terrà impegnata non poco. Se tutto andrà bene conto di proseguire la saga con un altro romanzo, ma qui dipende da tanti fattori (dita incrociate). Mi piacerebbe dare una maggiore coerenza al mio progetto fanta-western, o unendo insieme i vari racconti, o scrivendo qualcosa di più elaborato. Il fatto che la fantascienza e il western siano fra i generi meno gettonati al momento, non mi scoraggia più di tanto.
Per il resto, chissà…

Quale consiglio daresti a una persona che sta per inviare per la prima volta il suo manoscritto?

Credi nel tuo lavoro, ma senza ossessione.

Dove ti possiamo seguire? Hai un blog, un profilo twitter, una pagina facebook o un sito personale?

Per ora potete trovare informazioni sul mio lavoro nella pagina Plesio. Magari è venuto il momento di attivarsi un pochino anche su altri fronti, ma per ora non posso indicarti nessun link.

Questa era l’ultima domanda Gloria, ti ringrazio per aver partecipato a quest’intervista!

Grazie a te.

Piccolo edit:
L’autrice ha aperto una pagina facebook http://www.facebook.com/laradicedelrubino