ottobre 2012


Per la rubrica “Ci risponde…” oggi abbiamo qui Valerio Pappi. So che la domenica è inconsueta per questa rubrica, ma ho preferito pubblicarla oggi.
Ciao Valerio, benvenuto su questo blog! Iniziamo pure l’intervista.
La prima domanda è di rito. Ci dici qualcosa su di te?

Ho 46 anni, vivo e lavoro a Ferrara. Ho suonato per diversi anni la chitarra jazz, tra incisioni di cd e concerti in giro per l’Italia. Motivi di diverso tipo mi hanno indotto a lasciare l’attività concertistica, anche se la musica non è mai uscita dalla mia vita. Infatti sono al III anno di studi presso la facoltà di musicologia all’università di Cremona. Nel frattempo ho sempre continuato a scrivere, più che altro romanzi, che hanno ricevuto diverse proposte di pubblicazione, la maggior parte delle quali a pagamento. Per questo motivo ho lasciato i miei manoscritti chiusi nel cassetto. Almeno sino alla vittoria del premio letterario Giovane Holden, che mi ha permesso di pubblicare “Dieci anni” senza alcun contributo.

C’è qualche autore che ti ha colpito particolarmente? Quali sono le tue letture preferite?

Tra gli scrittori che più mi hanno colpito per lo stile (oltre che per le idee) metto al primo posto Mordecai Richler. In Italia mi piace come scrive Veronesi, ma apprezzo – per altri motivi e in misura diversa – il lavoro di Ammaniti e Vitali. Per la letteratura estera potrei fare diversi nomi, ma su tutti voglio ricordare Michel Houellebecq. Inoltre uno spazio particolare lo dedico ciclicamente alla lettura o rilettura dei classici, l’ultimo è – per un involontario gioco del destino – “Il giovane Holden”.

Sei anche musicista, come si legano – se lo fanno – queste due passioni? Pensi che sia mai capitato che una abbia influenzato l’altra?

Come ho avuto modo di scrivere sul mio spazio web, musica e letteratura sono le facce di una stessa medaglia, due modi complementari attraverso i quali riesco ad esprimermi compiutamente.
Quando scrivo dedico molto tempo alla sonorità delle parole, all’effetto uditivo che dà l’accostamento di un termine all’altro. In questo credo che emerga il mio orecchio musicale. D’altro canto continuo a scrivere musica… per esempio il minuto di colonna sonora del mio booktrailer.

Hai pubblicato un romanzo e inciso alcuni cd, a parer tuo ci sono delle similitudini tra il campo discografico e quello editoriale? In quale dei due pensi sia più difficile emergere?

Sono due campi insidiosi, allo stesso modo. Il desiderio di esprimersi in questi campi artistici è lievitato di pari passo alla lievitazione della popolazione sulla Terra. Credo che le difficoltà di emergere – anche in ordine ai teoremi probabilistici – siano aumentate a dismisura. Il discorso sarebbe più elaborato, ma credo che di pari passo il livello qualitativo si sia un po’ appiattito su entrambi i fronti.

Hai esordito con un romanzo, “Dieci anni”, ce ne vuoi parlare?

E’ una storia, in parte autobiografica, che prende spunto dal tentato omicidio di un bimbo di dieci anni che rimane in coma, e il resoconto di una vita fatto dal padre al suo capezzale. In realtà, attraverso “Dieci anni”, voglio indagare sulla compresenza nell’uomo di due anime contrapposte, il bene e il male. Non a caso come incipit del romanzo ho scelto un brano tratto da “Lo strano caso del dottor Jekill e del signor Hyde”. In diverse parti del romanzo, poi, la storia deborda su una critica feroce alla società e i suoi uomini.

Ho letto con attenzione la quarta di copertina del tuo romanzo e c’è un continuo rimando all’illusione. Come si lega questa alla tua opera?

Nel romanzo l’illusione si lega alla menzogna delle parole. Non è mai tutto come ci appare, come ci viene descritto, come ci viene insegnato.

Cosa ne pensi della rivoluzione digitale, sei pro o contro gli ebook?

Personalmente non ho nulla in contrario. La diffusione della cultura può passare da un libro cartaceo o da un libro in versione digitale. Sarò anti-ecologista ma posso dire che preferisco sfogliare le pagine di carta piuttosto che quelle di un documento pdf.

Stai lavorando a qualcosa in questo momento? Cosa bolle in pentola?

E’ in corso l’editing del mio ultimo romanzo (di genere memoir) presso un editore di Torino (chiaramente un editore che non chiede contributi), che ha mostrato un grande entusiasmo e voglia di fare. Inoltre ho un altro romanzo che sto proponendo a diverse case editrici. Nel frattempo sto scrivendo una storia nuova, della quale avremo forse modo di parlare… Per ora è allo stato embrionale.

Cosa diresti a un esordiente che sta per muovere i primi passi dopo aver terminato il proprio manoscritto?

Per prima cosa gli direi di continuare a scrivere e confrontarsi con ogni tipo di lettura. In un secondo tempo – ma senza l’ansia del rifiuto – gli direi di contattare gli editori che pubblicano senza chiedere contributi, informandosi preliminarmente sulle loro linee editoriali, sulle opinioni espresse nei forum da altrettanti esordienti (o emergenti) scrittori. Inoltre, per un esordiente, la strada dei concorsi letterari è un buon espediente per mettersi in gioco.

Cosa ne pensi dell’editoria a pagamento?

Tutto il male possibile. L’editore è di base un imprenditore e dovrebbe fare il suo mestiere. Lo scrittore è di base un artista e dovrebbe fare il suo mestiere. L’editore deve valutare con cura le opere e i suoi autori, investendo su di essi, spendendo tempo e denaro su di essi, come forma di investimento e non di lucro personale. Lo scrittore – con serietà e impegno – deve dedicarsi a scrivere e a collaborare con l’editore che investe su di lui, per la riuscita di un progetto unitario. A chi, in passato, mi ha chiesto contributi per pubblicare un manoscritto, ho sempre risposto: «Piuttosto che dare i soldi a te, li do alla tipografia di un mio amico e il romanzo lo pubblico da solo!».
L’editoria a pagamento sminuisce il mercato, immettendo spesso opere che non meritano di essere pubblicate. I casi che potrei raccontare sono i più disparati, oltre che disperati, ma diventerei troppo cattivo.

Hai qualche spazio personale sul web o sui social network dove ti possiamo seguire?

A parte il booktrailer di “Dieci anni” su Youtube (http://www.youtube.com/watch?v=v-M4V7GgeRo) ho il sito http://www.valeriopappi.com diviso in due sezioni: musica e letteratura. Nella prima è possibile scaricare mp3 e spartiti tratti dai miei dischi (ma anche personali studi armonici per chitarra e porzioni di un mio trattato di armonia); nella seconda ci sono informazioni generali, rassegna stampa e altre cose relative alle mie pubblicazioni e alle presentazioni in librerie.

L’intervista è terminata, grazie per aver risposto!

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Ho letto qualche settimana fa, il secondo romanzo di Francesco Rago, già recensito su questi lidi (nella fattispecie qui). In realtà avrei voluto far uscire la recensione prima, ma qualche problemino non me l’ha permesso. Non vi sono spoiler all’interno della recensione, ma qualche riflessione potrebbe “far saltare la pulce nell’orecchio”, quindi preparatevi. 😛

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Formato: Brossura, 182 Pagine
ISBN-10: 8896793688
ISBN-13: 9788896793688
Editore: Montag
Ebook:No
Prezzo: 15 euro
Scheda sul sito dell’editore: qui
Sito dell’autore: qui

Votazione complessiva personale: 4/5, prendendo come criterio quello delle stelline di anobii

Quarta di copertina:

Ivan, Fabrizio e Carlo. Meglio conosciuti come Lepre, Fuoco e Saetta. Tre ragazzi che vivono alle porte di Bologna, tre storie all’apparenza diverse fra loro, ma accomunate da un’amicizia vera, quella che resiste a tutto e tutti. A cavallo fra gli anni ’60 e ’70, si dipana la vicenda di Lepre, genio del calcio; Fuoco, pieno di ideali e impegnato nel movimento studentesco; Saetta, pragmatico, inquieto, operaio fin da subito, senza tempo da perdere. Cresceranno conservando quel pizzico di magia che li ha uniti, ma dovendo fare i conti con le asperità della vita che a volte li metterà inconsapevolmente contro. Tra le pagine dense e dure di Francesco Rago, scopriremo quanto possano essere effimeri i successi sportivi, gli ideali e il desiderio di una vita normale. Ma sopra a tutto, resta la storia di un’amicizia. La storia della vita.

Il mio pensiero sul romanzo:
“Dolce come il piombo” è un bel romanzo, si legge velocemente e con piacere, cresce la curiosità con l’avvicendarsi delle pagine e degli eventi che interessano i tre protagonisti, eventi che anche nel finale (ovviamente eviterò di fare spoiler) risulteranno sempre collegati, nonostante si abbia a che fare con tre vite che per quanto condividano un grosso pezzo di strada (e di libro), giungeranno a un punto di non ritorno, dove le cose cambieranno inesorabilmente. In “Dolce come il piombo” non ci sono addolcimenti, nessun buonismo gratuito, i personaggi si troveranno a lottare con le durezze della vita e come se non bastasse anche con quelle di particolari eventi storici (una fase del romanzo è ambientata negli “anni di piombo” ed ho particolarmente apprezzato anche questo collegamento tra gli eventi dei protagonisti e quelli della storia italiana). Tutto questo apre a un finale sicuramente duro e amaro, con anche una componente allegorica, ma coerente con la storia e sicuramente ben riuscito. Ovviamente il passare degli anni presente nella storia, porta in dote una lucida riflessione sul tempo che passa e sul mutare dei rapporti umani che possono uscire rafforzati o logorati dall’infuriare degli anni trascorsi (ovviamente il lettore quando avrà finito il libro, potrà desumere questa riflessione, io eviterò di addentrarmi maggiormente nella questione). Il romanzo penetra imperioso nel sottobosco delle emozioni e dei sentimenti umani, mostrando sia le tante ipocrisie presenti nella società umana, ma anche valori positivi, come la lealtà e l’amicizia.
Riuscita la costruzione della trama nonostante siano ben tre i personaggi principali, infatti non c’è mai confusione, non si perde mai il filo.
Molto curati e ben strutturati i personaggi minori che non sono semplici macchiette, messe lì a far numero, ma portano con sé il peso delle loro azioni e dei loro sentimenti, hanno una loro dimensione umana che ci aiuta a capirli e ad affezionarci anche a loro.

Tirando le somme:
Tutte queste qualità fanno di “Dolce come il piombo” un romanzo sicuramente consigliato e da leggere, l’autore che avevo già apprezzato con “La porta del mare” è notevolmente migliorato a livello stilistico e contenutistico. Il libro è scorrevole e denso di vicende. Sicuramente tutto ciò spinge il lettore a voltare pagine e a cercare di leggere il libro tutto d’un fiato…

Assolutamente consigliato!

L’autore:

Dal suo sito internet:
Mi chiamo Francesco Rago e sono nato in provincia di Piacenza nel 1979. Dopo essermi diplomato, senza troppa convinzione, come ragioniere programmatore, decido di voltare pagina e dedicarmi allo studio di materie umanistiche. Nel 2003 mi laureo in Scienze dell’Educazione con indirizzo di Esperto nei processi formativi e attualmente mi occupo di formazione professionale presso una società del settore. La passione per la letteratura, intesa come espressione di vita, mi porta a coltivare un insano desiderio di scrivere. Ne scaturisce la mia piccola produzione letteraria che sembra essere lì per dare un senso a ciò che mi circonda.

La Sogno edizioni ha da poco dato vita alla Collana 99 e-book, una collana di brevi racconti a solo 99 centesimi.

La collana è curata da Diego Bortolozzo. Ecco la sua biografia pubblicata sul suo sito:

Nato in provincia di Venezia il 29 marzo 1970, l’autore si trasferisce in Lombardia nel novembre del 2007, in compagnia di Paola e della piccola Alice.
Inizia la sua avventura con la trilogia Cronaca Galattica, di cui sono ora disponibili i volumi in formato ebook.
Con la Sogno Edizioni il libro per ragazzi Alice nella pancia delle meraviglie e la Graphic Novel Andromeda, entrambe in collaborazione con l’illustratore Simone Messeri.
Dal 2012 collabora con la Casa Editrice come curatore ed editor della Collana 99.
Con Delos Books pubblica racconti in vari progetti e riviste: Collana 365 racconti, WMI, Magazzino dei Mondi, Delos, Fantascienza.com ecc.
Per EDS Edizioni Diversa Sintonia cura l’antologia Creatori di Universi e pubblica racconti e romanzi in ebook.
Edizioni Papavero ospitano un suo racconto nel primo numero dell’antologia I Quaderni di Fantascienza.
Ciesse Edizioni pubblica una sua opera nell’antologia D-Doomsday.
Dal 2012 è il responsabile del Settore Editoria ed Eventi Editoriali dell’Associazione Galaxy e Presidente di Giuria del Premio Letterario Nazionale Kataris. Collabora con Tiscali e gli altri portali del gruppo come articolista.

Ho avuto modo di leggere il primo racconto uscito per la collana, si tratta di Sussurri di Tanja Steel.


AUTORE: Tanja Steel
ANNO: 2012
FORMATO: Epub (MOBI su Amazon.it)
ISBN: 978-88-96746-42-4
Prezzo: 0,99 €

Acquistabile qui:
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Ultima Books
Sogno Edizioni
E in tutti gli altri stores on-line!

Ecco la trama:
Incubi, parassiti che ci costringono ad agire contro la nostra volontà.
Come si può resistere a ciò che non si conosce?
Esiste una via d’uscita o siamo destinati a soccombere ai nostri incubi?

Il mio pensiero sul racconto:

Sussurri è indubbiamente un racconto ben scritto e interessante, data la sua brevità la trama si dipana velocemente, lo stile è asciutto, ma non per questo povero o scarno e il racconto è raccontato in terza persona.
Interessante la figura della vera (almeno a parer mio) protagonista della storia: la donna con i capelli neri, presente anche sulla copertina.
Sappiamo qualcosa in più su di lei alla fine della storia (su questo dirò due parole più avanti), ma è ancora troppo poco per sfamare la curiosità del lettore.

Il tema principale dell’opera è probabilmente l’incubo, non da intendere come “brutto sogno”, è qualcosa di più, qualcosa che può portare alla follia, un parassita che si insinua nel cervello e che non ti lascia più andare. Un incubo può rendere un uomo qualcosa di diverso, ma è una diversità di cui tutti vorremmo fare a meno.

Sul finale: non faccio fatica a considerarlo un finale aperto e anzi inviterei l’autrice a non accantonare completamente la storia, perché personalmente sono interessato alle vicende della “donna con i capelli neri” e non disdegnerei affatto un sequel magari più corposo.

Tirando le somme:

Sussurri mi è piaciuto molto e penso si sia capito dalla mia recensione, considerato il prezzo e la bravura dell’autrice (sussurri non è la prima sua opera che leggo, anzi a tal proposito in futuro potrete vedere interessanti novità) credo di poterlo consigliare agli amanti dei racconti “neri”, perché sono sicuro che possa fare presa sul lettore, nonostante la brevità, anche se c’è il rischio che il lettore voglia saperne di più e non si accontenti delle poche pagine che compongono il racconto.
Assolutamente consigliato!

L’autrice:
Tanja Steel, secondo nome Jane, nasce da qualche parte nel nord Italia, ma si sente da sempre un po’ figlia d’America e un po’ sorella del Giappone, essendo cresciuta con film, telefilm, anime e manga.
Le sue fissazioni, più che passioni, sono il fantastico e l’horror, ma le piace spaziare e provare un po’ di tutto.
Ha studiato qualcosa qua e là, non ha mai portato a termine nulla degno di nota, è soprattutto un’autodidatta.
Scrive, questo si era capito, e ogni tanto le riesce di pubblicare qualcosa.
Sguazza nel mare degli autori emergenti e a volte un machete, un’ascia o un’arma qualsiasi le farebbero tanto comodo, ma si trattiene, perché in fondo è una personcina a modo.

Scritti e pubblicazioni.

Romanzi:
– Il Fiore Eterno – Vol. I – Custodi della Luce (0111 Edizioni, 2008)
– Il Fiore Eterno – Vol. II – Custodi delle Tenebre (0111 Edizioni, 2008)
– Il Fiore Eterno – Vol.III – Custodi dei Due Mondi (inedito)
– Windham – Il Destino di Faidhar – (autoprodotto, 2009/2012)

Racconti:
– La Stanza di Miku, sulla rivista digitale Altrisogni nr. 2 – dbooks.it
– Hikikomori, sulla rivista digitale Altrisogni nr. 3 – dbooks.it
– L’ora del tè, nella raccolta “365 racconti horror per un anno” – Delos
– L’ultima notte, nella raccolta “365 racconti sulla fine del mondo” – Delos
– Mi amor, sulla rivista digitale Knife nr.1 e nella raccolta D.O.C.
– Lo scambio, nell’antologia “Storie di Confine” (di prossima pubblicazione)
– Black out, nell’antologia “Nel buio” – dbooks.it
– Il sapore del ferro, nell’antologia “Nerinchiostro” – Sogno Edizioni, 2012
– I spit on your grave, nell’antologia “Tremare senza paura” – Nero Press
– Sweet Lucy, nell’antologia “Minuti Contati” – Nero Press, 2012
– Sussurri – Collana 99, Sogno Edizioni, 2012

Traduzioni:
– Presente a un’impiccagione e altre storie di fantasmi (Ambrose Bierce)

Insomma anche da questo curriculum possiamo renderci conto di avere di fronte un’autrice di tutto rispetto che confermerà l’impressione quando avrete modo di leggere il racconto o altre sue opere!

Buona lettura!
Massimo