Ho letto qualche settimana fa, il secondo romanzo di Francesco Rago, già recensito su questi lidi (nella fattispecie qui). In realtà avrei voluto far uscire la recensione prima, ma qualche problemino non me l’ha permesso. Non vi sono spoiler all’interno della recensione, ma qualche riflessione potrebbe “far saltare la pulce nell’orecchio”, quindi preparatevi.😛

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Formato: Brossura, 182 Pagine
ISBN-10: 8896793688
ISBN-13: 9788896793688
Editore: Montag
Ebook:No
Prezzo: 15 euro
Scheda sul sito dell’editore: qui
Sito dell’autore: qui

Votazione complessiva personale: 4/5, prendendo come criterio quello delle stelline di anobii

Quarta di copertina:

Ivan, Fabrizio e Carlo. Meglio conosciuti come Lepre, Fuoco e Saetta. Tre ragazzi che vivono alle porte di Bologna, tre storie all’apparenza diverse fra loro, ma accomunate da un’amicizia vera, quella che resiste a tutto e tutti. A cavallo fra gli anni ’60 e ’70, si dipana la vicenda di Lepre, genio del calcio; Fuoco, pieno di ideali e impegnato nel movimento studentesco; Saetta, pragmatico, inquieto, operaio fin da subito, senza tempo da perdere. Cresceranno conservando quel pizzico di magia che li ha uniti, ma dovendo fare i conti con le asperità della vita che a volte li metterà inconsapevolmente contro. Tra le pagine dense e dure di Francesco Rago, scopriremo quanto possano essere effimeri i successi sportivi, gli ideali e il desiderio di una vita normale. Ma sopra a tutto, resta la storia di un’amicizia. La storia della vita.

Il mio pensiero sul romanzo:
“Dolce come il piombo” è un bel romanzo, si legge velocemente e con piacere, cresce la curiosità con l’avvicendarsi delle pagine e degli eventi che interessano i tre protagonisti, eventi che anche nel finale (ovviamente eviterò di fare spoiler) risulteranno sempre collegati, nonostante si abbia a che fare con tre vite che per quanto condividano un grosso pezzo di strada (e di libro), giungeranno a un punto di non ritorno, dove le cose cambieranno inesorabilmente. In “Dolce come il piombo” non ci sono addolcimenti, nessun buonismo gratuito, i personaggi si troveranno a lottare con le durezze della vita e come se non bastasse anche con quelle di particolari eventi storici (una fase del romanzo è ambientata negli “anni di piombo” ed ho particolarmente apprezzato anche questo collegamento tra gli eventi dei protagonisti e quelli della storia italiana). Tutto questo apre a un finale sicuramente duro e amaro, con anche una componente allegorica, ma coerente con la storia e sicuramente ben riuscito. Ovviamente il passare degli anni presente nella storia, porta in dote una lucida riflessione sul tempo che passa e sul mutare dei rapporti umani che possono uscire rafforzati o logorati dall’infuriare degli anni trascorsi (ovviamente il lettore quando avrà finito il libro, potrà desumere questa riflessione, io eviterò di addentrarmi maggiormente nella questione). Il romanzo penetra imperioso nel sottobosco delle emozioni e dei sentimenti umani, mostrando sia le tante ipocrisie presenti nella società umana, ma anche valori positivi, come la lealtà e l’amicizia.
Riuscita la costruzione della trama nonostante siano ben tre i personaggi principali, infatti non c’è mai confusione, non si perde mai il filo.
Molto curati e ben strutturati i personaggi minori che non sono semplici macchiette, messe lì a far numero, ma portano con sé il peso delle loro azioni e dei loro sentimenti, hanno una loro dimensione umana che ci aiuta a capirli e ad affezionarci anche a loro.

Tirando le somme:
Tutte queste qualità fanno di “Dolce come il piombo” un romanzo sicuramente consigliato e da leggere, l’autore che avevo già apprezzato con “La porta del mare” è notevolmente migliorato a livello stilistico e contenutistico. Il libro è scorrevole e denso di vicende. Sicuramente tutto ciò spinge il lettore a voltare pagine e a cercare di leggere il libro tutto d’un fiato…

Assolutamente consigliato!

L’autore:

Dal suo sito internet:
Mi chiamo Francesco Rago e sono nato in provincia di Piacenza nel 1979. Dopo essermi diplomato, senza troppa convinzione, come ragioniere programmatore, decido di voltare pagina e dedicarmi allo studio di materie umanistiche. Nel 2003 mi laureo in Scienze dell’Educazione con indirizzo di Esperto nei processi formativi e attualmente mi occupo di formazione professionale presso una società del settore. La passione per la letteratura, intesa come espressione di vita, mi porta a coltivare un insano desiderio di scrivere. Ne scaturisce la mia piccola produzione letteraria che sembra essere lì per dare un senso a ciò che mi circonda.