Quarta puntata dello speciale “Nerinchiostro” della rubrica “Ci risponde…”. Risponderà oggi alle nostre domande Mauro Zanetti, ciao Mauro e benvenuto su questo blog.
Ti presenti ai lettori?
Con piacere…35anni, insegnante di italiano in un centro di formazione di Trento, scrittore per passione.

Quali sono state le letture che ti hanno maggiormente colpito?
Da ragazzo senza dubbio il geniale Dylan Dog, che per i primi cento numeri rimane tuttora un’opera di grande rilievo, per scrittura e drammaturgia complessiva. Crescendo ho poi avuto il piacere di impattare in molti capolavori, citarli tutte sarebbe impossibile, mi limito a ricordare Cent’anni di solitudine, Cecità e I Pilastri della Terra. Nei loro generi, tre assoluti punti di riferimento.

Hai pubblicato da poco un romanzo storico “Vellutum di seta e d’altri intrecci” ce ne vuoi parlare?
La realizzazione di un sogno e una delle esperienze più gratificanti della mia vita. Il romanzo racconta la nascita della tessitura della seta in Trentino (nel paese di Ala per la precisione) e mescola dati storici con una struttura narrativa di mia invenzione, ricca di intrecci e colpi di scena.

Il tuo romanzo è ambientato nella Genova del 1657, come mai questa scelta?
Tra Genova ed Ala in realtà. E’ stata una scelta obbligata, dato che si tratta di un romanzo storico e la vicenda narrata si snoda partendo per l’appunto dal 1657.

Quanto ha influito il tuo background da professore di storia e italiano nel realizzare proprio un romanzo storico?
Senza dubbio la mia professione, ma più che altro la mia passione per la storia, ha influito sulla scelta del genere. Nella fattispecie il fattore determinante è stata però la professione della mia compagna, storica dell’arte, che mi ha fatto conoscere la straordinaria vicenda del velluto alense, alla quale mi sono immediatamente appassionato.

Ci vuoi parlare del tuo racconto inserito nell’antologia? Magari anche qualche particolare sulla sua genesi…
Il racconto è nato piuttosto di getto e, mi spiace deludervi, non ha una genesi particolarmente interessante. Certamente l’idea di base, ossia la figura di un assassino seriale che uccide le sue vittime emulando celebri omicidi letterari, era un’idea che mi rimbalzava in testa da tempo e che grazie a te e a Stefano ho potuto mettere su carta.

Come mai hai deciso di partecipare al concorso Nerinchiostro?
Per la gloria letteraria.

Ti sei cimentato sia nella forma racconto che nella forma romanzo. Quale delle due prediligi e quale delle due ti ha dato le maggiori soddisfazioni?
Col senno di poi, rispondo il romanzo. Ma non perché esista una scala ontologica di valori, semplicemente perché, essendo riuscito a pubblicarlo e vederlo in libreria col mio nome in bella vista, gli devo dare la precedenza….

Cosa ne pensi degli ebook? Il tuo romanzo avrà una versione digitale?
Non sono un sostenitore degli ebook ma mi rendo conto che il futuro va in quella direzione, nonostante il mio dissenso. Anche se credo che il romanzo cartaceo, così come il suo fascino, non verrà mai accantonato. Non so se Vellutum avrà una versione digitale, probabilmente sì, ma sarà una decisione dell’editore.

Quale ritieni sia il genere a te più congeniale per ciò che concerne la scrittura?
Sto lavorando ad un secondo romanzo storico ambientato durante il Concilio di Trento, quindi credo di aver ormai scelto la mia strada. Si tratta però sempre di romanzi storici fortemente segnati da trame nere.

Quale consiglio daresti a una persona che ha appena terminato di scrivere la sua opera prima?
Non considerarla finita. Dimenticarla per un mese e poi rileggerla da capo con umiltà. In seconda battuta consiglio di cercare un editore serio e volenteroso che abbia voglia di lavorare con lui. Per serio intendo uno che non chieda denaro per pubblicarti e soprattutto che sia un lettore-lavoratore che abbia intenzione di leggere davvero il romanzo e che investa tempo e sudore per correggerlo, a questo punto lo scrittore deve essere intelligente e umile per considerare imperfetto il suo lavoro e disposto a lavorarci sino all’esaurimento. Io ho avuto la fortuna di incontrare un editore serio e appassionato: Sergio Bevilacqua di IBUC edizioni.

Dove ti possiamo seguire? Hai un blog, un profilo twitter, una pagina facebook o un sito personale?
Ho solo la mia pagina facebook, non sono molto tecnologizzato in realtà….però trovate il mio romanzo che parla di me più di quanto sappia fare io. Sul sito di IBUC, su Amazon, Ibs e altrove.

Questa era l’ultima domanda, grazie per aver partecipato a quest’intervista!
Grazie a te Massimo, soprattutto per la dedizione che hai dimostrato in questa avventura.

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