Dopo un po’ di silenzio torniamo con lo speciale “Nerinchiostro” della rubrica “Ci risponde…” abbiamo qui oggi Roberto Ciardiello, ciao Roberto e benvenuto su questo blog.
Ciao Massimo, grazie per l’opportunità.

Ti presenti ai lettori?
Sono un appassionato di cinema, soprattutto horror (ma non solo); ho suonato per parecchi anni il basso in un gruppo rock; mi piace andare in mountain bike, anche se spesso lo dico e solo a volte lo faccio.
Ho una predilezione per i territori del Nord, per l’Irlanda in particolare. Quando diventerò milionario con la scrittura, comprerò una casetta lassù. Nel frattempo sogno.

Quali sono gli autori che apprezzi maggiormente?
Se dico Stephen King cado nel banale? Be’, lo dico lo stesso. Oltre al Re, sono un fan sfegatato di James Ellroy, che per me rappresenta Il-Noir-con-la-lettera-maiuscola. Menzione speciale anche per Edward Bunker, Don Winslow e H. P. Lovecraft, diversi tra loro per stile e generi, ma che hanno contribuito a formarmi.

Ci vuoi parlare del tuo racconto inserito nell’antologia? Magari anche qualche particolare processo che ti ha portato alla sua ideazione.
Allora, come ho scritto poco sopra mi piace molto l’Irlanda, a tal punto da averci ambientato “Dietro il pagliaccio”. Quando ci sono stato, uscendo da Dublino sono arrivato a Howth, paesino di mare così splendidamente calmo, quasi “fiabesco” che me ne sono innamorato. Il suo ricordo è tornato durante la stesura del racconto, mi serviva un porto, una barca… e allora perché no? I fatti di sangue accadono anche in luoghi apparentemente tranquilli. Anzi, in un posto del genere il contrasto tra Bene e Male, tra Bello e Brutto è ancora più netto.

Come mai hai deciso di partecipare al concorso?
Partecipare a Nerinchiostro è stato un piacere innanzitutto, lasciamelo dire.
Detto questo, ho trovato la notizia sul sito Writer’s Dream, una vera e propria miniera di informazioni sull’editoria sana e genuina (ovvero quella non a pagamento). Ho inviato il file ed è andato bene, per fortuna.

Sei stato uno dei selezionati per l’antologia “La piccola antologia degli orrori”, un progetto targato Writer’s Dream e Wepub che si può scaricare liberamente al costo di un tweet o un post su facebook. Ci vuoi parlare del racconto selezionato?
Ah, una raccolta bellissima, davvero! Sono sette racconti puramente horror, tutti molto buoni. C’è anche il mio “Oh, povera Susanna…” E’ una storia basata su una filastrocca che riporta a un fatto di sangue avvenuto anni addietro e che vede due bambini, fratello e sorella, alle prese con la padrona di una villa, la quale rivive tutti i giorni lo stesso avvenimento: la vigilia insanguinata di un Natale passato, fatto cantilenato dai bambini del paese tramite la filastrocca.

Ho notato che partecipi a molti concorsi, pensi possano essere utili? Perché?
Sì, per me hanno la loro utilità. Se da una parte “fanno curriculum”, dall’altra sono un buon esercizio per tenere calda la mente. Ogni tanti imbecco la strada della vittoria, altre no, ma posso ritenermi soddisfatto.

Sei stato anche il vincitore della 5° edizione del Concorso di Narrativa Horror di Scheletri.com. Vuoi parlarci del racconto vincitore?
Ecco, questa vittoria non me l’aspettavo proprio! Speravo di piazzarmi bene, magari arrivare sul podio, ma addirittura primo…
Comunque, ho partecipato con “Proiezioni di morte”. Mi sono divertito a scriverlo. Volevo narrare di un mondo in cui l’uomo fosse cacciato da qualcosa o qualcuno, ma non mi andava un simil-28-giorni-dopo. Così mi sono detto: e se ognuno fosse minacciato dalla propria ombra? Se fossimo costretti a nasconderci, a vivere nel buio, a evitare il sole per non incrociare un nemico dal quale non possiamo staccarci? E allora ho cominciato a scrivere…
Riallacciandomi alla domanda precedente, “Proiezioni di morte” è stato un buon allenamento: non avevo mai usato la narrazione in prima persona, in genere uso il punto di vista del narratore onnisciente, ma per un racconto del genere mi pareva cosa buona e giusta.
E a quanto pare lo è stata.
Questo è il link, per chi volesse leggerlo: http://www.scheletri.com/concorso-premio2013.htm

Quale ritieni sia il genere a te più affine nella scrittura?
Questa è una domanda che mi mette non poco in crisi.
Horror? Noir? Pulp? Non lo so, credo ci sia un miscuglio di molti generi in ciò che scrivo, comprese le influenze cinematografiche di tutti i tipi o testi musicali che possono ispirarmi. Se ad esempio a “Dietro il pagliaccio” togliamo la componente nera… non è una semplice storia d’amore?
Credo che l’essere umano in generale sia come una spugna: assorbe qualcosa da tutto ciò che lo circonda… e nel caso dello scrittore lo rigetta, anche inconsapevolmente, nei suoi scritti.

Quale consiglio daresti a una persona che ha appena terminato di scrivere la sua opera prima?
Gli direi di chiudere la casella mail che ha davanti e non inviare niente. Rileggere il testo, ma mica una volta, rivederlo e correggerlo fino quasi ad averne la nausea, a odiarlo. Essere supercritici, scervellarsi anche sul fatto di mettere una virgola o un punto e virgola dopo quella parola. Se si è fatto un buon lavoro, si avranno i frutti.

Che cosa bolle in pentola? Qualche nuovo progetto?
Ecco, in pentola bollono talmente tante cose che se mi chiedessero la ricetta non saprei dargliela!
Scherzi a parte, ho adocchiato un buon concorso a cui ho intenzione di partecipare: è il John Polidori, indetto dal portale Nero Cafè. Poi ho sviluppato delle idee (ancora da mettere nero su bianco) per un romanzo breve che vorrei proporre per Orbite Nere, la nuova collana della Sogno Edizioni curata proprio da te. Magari sarà un fiasco totale, ma ho intenzione di provare.
Ah, e poi dovrei revisionare un vecchio romanzo che scrissi anni fa e che, visionato a distanza di molto tempo, mi sono reso conto essere orribile.

Dove ti possiamo seguire? Hai un blog, un profilo twitter, una pagina facebook o un sito personale?
Per ora ho soltanto una pagina facebook. Eccola: https://www.facebook.com/roberto.ciardiello.14?ref=tn_tnmn

Questa era l’ultima domanda, grazie per aver partecipato a quest’intervista
Grazie a te, mi ha fatto molto piacere!