Oggi recensisco un volume, un graphic novel, che ho potuto leggere in anteprima. Si tratta de “Gli altri” sceneggiato da Alessandro Di Virgilio e disegnato da Luca Ferrara edito da Tunué che uscirà per la fine di Aprile, si tratta di una trasposizione fumettistica dell’opera teatrale “Gli altri fantasmi” di Maurizio de Giovanni (è notizia di fine marzo che il suo ultimo volume “Vipera” edito da Einaudi è nel sestetto di finalisti per il “Premio Bancarella 2013”).
Tempo fa, come qualcuno ricorderà qui, avevo segnalato la futura uscita del volume.
Premetto che purtroppo non ho letto l’opera teatrale (titolo originale: “Gli altri fantasmi”), quindi non posso fare un raffronto tra le due opere. Mi devo accontentare di parlare unicamente del graphic novel.
Intanto se vi volete fare un’idea dell’opera qui trovare un’interessante anteprima.

I disegni sono come detto di Luca Ferrara e non ho problemi a definirli un’ottima prova, lo stile è particolare e personale, sicuramente mette in risalto le espressioni e gli atteggiamenti dei personaggi rendendoli vivi e dando loro una certa presenza scenica, tra questi spicca sicuramente il narratore che a parer mio è la figura più riuscita, con un’espressività assolutamente incisiva, con delle pose realistiche in uno stile che non fa del realismo il suo punto cardine. Sono ben studiati anche gli altri personaggi, particolare impressione ho provato nel vedere “Bimbomio”, un bambino provato dalla malattia in un letto d’ospedale, nelle sue braccine esili e nel suo sguardo spento è avvertibile il dolore che sta provando, ma anche di più.
Ottima la scelta delle mezzetinte (in scala di grigi, il fumetto è in bianco e nero) per raccontare le storie, scelta che dona maggiore profondità alle scene.
Una cosa che mi ha colpito piacevolmente dei disegni di Ferrara, che non conoscevo, è lo studio che c’è dietro, su facebook mi sono imbattuto in questo studio.

E questo commento da parte dell’autore:

Ecco uno studio per “La Casa è il mio Regno”, terzo episodio de “GLI ALTRI”. Questa è la stata la storia più difficile da organizzare e da realizzare: i protagonisti non solo non si guardano mai, ma non possono essere mostrati insieme nella stessa vignetta (grazie tante, Alessandro Di Virgilio 😉 ) e per essere sicuro di non fare errori ho realizzato una vera e propria mappa degli spostamenti…

Interessato al processo creativo e a tutto quello che c’è dietro non ho potuto che apprezzare una cosa del genere, indice di interesse verso la storia che si sta andando a disegnare e verso il lettore (sono il lettore uber-smaliziato avrebbe probabilmente notato che gli spostamenti potevano non essere coerenti).

La trama del graphic novel in breve è questa:

La trama del graphic novel: Il sipario si apre con La canzone di Filomena: un secolo fa una bimba orfana di madre rimase sola con i suoi sei fratelli, è da allora che Filomena scava nelle macerie in cerca di cibo. Storia di papo e Bimbomio è lo straziante urlo di un padre trascinato alla follia dal dolore causato dalla perdita del proprio figlio, l’incontro con un vecchio cieco lo conforterà ma a caro prezzo. Chiude La casa è il mio regno in cui una coppia in apparenza felice, nasconde problematiche irrisolte che continuano oltra la soglia della vita terrena.

Si tratta di una narrazione a cornice di tre storie, raccontate da un narratore, vestito in modo balzano, che si muove in una casa in rovina, l’uomo ci narra tre storie che senza di lui probabilmente non avremmo conosciuto.
Tutte e tre le storie sono ambientate a Napoli e credo che assolutamente sia stata una scelta più che funzionale alle trame rivestite da alcuni tratti della napoletanità (come la questione degli spiriti che nel folclore napoletano riveste una parte assolutamente di primo piano). Non manca ovviamente neppure un riferimento al caffè, vero e proprio cavallo di battaglia di noi napoletani (anche se chi vi scrive ammette di non berne quasi mai), che è un elemento cardine dell’ultima storia. Napoli si respira in ogni singola tavola del volume che sembra strizzare l’occhio anche ad alcuni filoni del teatro partenopeo.
Sono storie in cui il dolore è uno degli elementi cardine, può essere il dolore per una perdita, per un’infanzia finita troppo presto o per un amore sfiorito in poco tempo. Alcuni sembrano trovare un antidoto, mentre per qualcun altro non sembra esserci un lieto fine.
Di Virgilio sceneggia egregiamente il materiale offertogli da de Giovanni, le tavole hanno i giusti tempi narrativi, le inquadrature sempre azzeccate, mai fuori posto (questo è anche ovviamente merito del disegnatore), non ci sono intoppi, la narrazione scorre bene. Riuscita anche l’alternanza del narratore e delle storie che racconta, non abbiamo un narratore-manichino che sta lì e racconta, ma in ogni tavola in cui è presente è sempre impegnato in qualcosa (azioni a volte discutibili per una persona dotata di una certa sanità mentale, ma questo è un altro punto) e sembra con le sue introduzioni dare anche una sorta di chiave di lettura alle storie.
Ho apprezzato maggiormente la storia di “Papo e Bimbomio” e non nascondo che l’ho letta un paio di volte per capirla meglio, perché perlomeno per ciò che concerne le prime due storie il finale in alcuni momenti può sembrare un po’ criptico, “Gli altri” non è un volume da leggere distratti…

Come potete ben capire, ho apprezzato moltissimo il volume e ne consiglio assolutamente la lettura.
“Gli altri” sarà disponibile in anteprima al Comicon di Napoli.
Questa la scheda sul sito della Tunué.
Vi lascio alle note biografiche degli autori e al book trailer!

Maurizio de Giovanni (Napoli 1958) ha iniziato a scrivere nel 2005 vincendo un concorso per giallisti esordienti con un racconto che ha per protagonista il commissario Ricciardi, personaggio che negli anni a seguire ha dato vita ad una serie di libri di successo per i tipi di Einaudi, tradotti in Germania, Spagna, Francia e Inghilterra. E’ stata poi Fandango a pubblicare tra il 2007 e il 2010 la uniform edition del ciclo del personaggio ambientato nella Napoli del Fascismo. A fine 2012 esce per Einaudi Stile libero Vipera. Nessuna resurrezione per il commissario Ricciardi.

Alessandro Di Virgilio (Napoli 1962) sceneggiatore, ha lavorato per Il Giornalino e diversi diversi editori minori. Ha pubblicato vari titoli tra cui La grande guerra, Storia di nessuno per la Beccogiallo; Un filo di nebbia e L’uomo che sfidava le stelle per la Tunué. Attualmente lavora per la Kawama Editoriale (iComics), EditorialeAurea (Lanciostory e Scorpio)e Ed.San Paolo, (Il Giornalino)

Luca Ferrara
Fumettista e creativo pubblicitario unisce alla necessità di disegnare la passione per il teatro amatoriale e la recitazione. Ha lavorato soprattutto perRoundRobin, con titoli come PippoFava. Lo spirito di un giornale (2010) e Antonino Caponetto. Non è tutto finito (2012)

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Mi sono imbattuto in un comunicato stampa su un graphic novel di prossima uscita (aprile) per Tunué e mi sono incuriosito molto. Vi copia-incollo il comunicato stampa, per poi spiegare perché ha suscitato la mia curiosità.

Dal creatore del Commissario Ricciardi, Maurizio de Giovanni, l’incontro tra le anime in un’unica città: Napoli. Tre storie inusuali in un intrigante graphic novel dalle misteriose atmosfere

IN USCITA AD APRILE

«In case in rovina e abbandonate, immemori della passata gloria si muovono le ombre dei ricordi, fantasmi direbbero alcuni, sotto strati di polvere eterna vecchi oggetti e misere cose parlano ancora a chi vuole starli a sentire».

Gli Altri, tratto dalla trilogia teatrale del popolare scrittore partenopeo Maurizio de Giovanni “Gli altri fantasmi” – che tra l’altro ha attirato l’attenzione del grande regista e attore Tony Servillo che ne ha voluto una versione in dialetto per il suo spettacolo Servillo legge Napoli – diventa oggi un intenso graphic novel scritto da Alessandro Di Virgilio e disegnato da Luca Ferrara che danno vita alle voci dei protagonisti di eduardiana memoria.

La trama del graphic novel:
Il sipario si apre con La canzone di Filomena: un secolo fa una bimba orfana di madre rimase sola con i suoi sei fratelli, è da allora che Filomena scava nelle macerie in cerca di cibo. Storia di papo e Bimbomio è lo straziante urlo di un padre trascinato alla follia dal dolore causato dalla perdita del proprio figlio, l’incontro con un vecchio cieco lo conforterà ma a caro prezzo. Chiude La casa è il mio regno in cui una coppia in apparenza felice, nasconde problematiche irrisolte che continuano oltra la soglia della vita terrena.

Gli autori:

Maurizio de Giovanni (Napoli 1958) ha iniziato a scrivere nel 2005 vincendo un concorso per giallisti esordienti con un racconto che ha per protagonista il commissario Ricciardi, personaggio che negli anni a seguire ha dato vita ad una serie di libri di successo per i tipi di Einaudi, tradotti in Germania, Spagna, Francia e Inghilterra. E’ stata poi Fandango a pubblicare tra il 2007 e il 2010 la uniform edition del ciclo del personaggio ambientato nella Napoli del Fascismo. A fine 2012 esce per Einaudi Stile libero Vipera. Nessuna resurrezione per il commissario Ricciardi.

Alessandro Di Virgilio(Napoli 1962) sceneggiatore, ha lavorato per Il Giornalino e diversi diversi editori minori. Ha pubblicato vari titoli tra cui La grande guerra, Storia di nessuno per la Beccogiallo; Un filo di nebbia e L’uomo che sfidava le stelle per la Tunué.
Attualmente lavora per la Kawama Editoriale (iComics), EditorialeAurea (Lanciostory e Scorpio)e Ed.San Paolo, (Il Giornalino)

Luca Ferrara Fumettista e creativo pubblicitario unisce alla necessità di disegnare la passione per il teatro amatoriale e la recitazione. Ha lavorato soprattutto per RoundRobin, con titoli come Pippo Fava. Lo spirito di un giornale (2010) e Antonino Caponetto. Non è tutto finito (2012)

Prima di tutto la storia è ambientata a Napoli e per mio sano campanilismo non posso ignorare un’opera così(chi legge il mio blog sa quanto apprezzi maggiormente le opere di italiani ambientate in Italia), soprattutto se vengono richiamate alcune tematiche “eduardiane” (avendo apprezzato il teatro di Eduardo seppur in modo ancora limitato data la mole, ho storto non poco il naso nello scoprire che non era autore da portare per l’esame di letteratura contemporanea).
Anche il fatto che sia una sorta di trasposizione di una trilogia teatrale dello scrittore napoletano Maurizio de Giovanni mi ha incuriosito, perché proprio in questo periodo sto lavorando ad un progetto che pur non essendo assolutamente teatrale, è legato al teatro a doppio filo. Gli autori infine, non credo abbiano bisogno di presentazioni e in ogni caso le loro seppur ridotte note biografiche (per il resto c’è il web) ovviano al problema.
Ho letto in giro per il web che presto ci saranno altre anticipazioni.
Quindi non posso che aspettarle con curiosità.

P.s. Alessandro Di Virgilio ha in uscita anche un altro volume per Primiceri Editore, con i disegni di Giuseppe Guida, il titolo è “Arno Kovalski 4.8”, di questo potete già apprezzare molte tavole sulla pagina del disegnatore.

Premetto che non si tratta di una recensione, ma di una segnalazione anche piuttosto breve, se poi ci sarà il tempo per una recensione più approfondita, la farò.

Il fumetto che consiglio di leggere è uscito proprio questo mese (il 13 se non sbaglio) si tratta del quinto numero de “Le storie” della Bonelli di cui parlavo anche nel post precedente, intitolato “Il lato oscuro della Luna”.

La storia è stata scritta da Alessandro Bilotta, la realizzazione grafica invece è di Matteo Mosca.
Ne consiglio assolutamente la lettura, a soli 3,50 euro vi portate a casa un vero e proprio gioiellino che non sfigurerebbe assolutamente in una libreria di varia (visto che spesso ciò che viene venduto in edicola è considerato inferiore a ciò che si trova in libreria). Davvero una gran bella storia, disegnata bene, ma scritta e pensata ottimamente. Commistione di generi e temi. Bilotta come sempre (già l’avevo apprezzato moltissimi in Valter Buio) dà un affresco credibile e interessante (in alcuni punti anche commovente) dei rapporti tra i personaggi, soprattutto dei rapporti tra i due fratelli protagonisti della storia Lloyd e Tom.
Una storia che a partire dal titolo, scava nel lato oscuro di ognuno di noi (lì dove sono presenti le paranoie, gli incubi e le paure) e che offre più chiavi di lettura dovute alla sottesa ambiguità presente nella storia che incastrata tra simbolico e reale sembra non trovare un unico finale, un’unica rassicurante linearità.

Un volume assolutamente consigliato, anche per chi non fosse un grande appassionato di fumetti.
Una storia da non perdere.

Oggi per la rubrica “Ci risponde…” intervistiamo Simone Messeri. Ciao Simone e benvenuto su questo blog!

Ci racconti qualcosa su di te?
Sono sposato, ho due figli e vivo a Firenze da sempre. Ho una Laurea in Architettura Spaziale e per divertimento disegno astronavi e scrivo fantascienza. Ho un paio di racconti selezionati su le antologie curate da Writer Magazine Italia e sono stato inserito in due numeri delle “Scritture Aliene” di Edizioni Diversa Sintonia seguite dal mitico Vito Introna. Socio dell’Associazione Galaxy partecipo alle numerose iniziative editoriali portate avanti dal vulcanico, nonché amico, Diego Bortolozzo. Attualmente mi dedico a concept di astronavi che ho raccolto in un volume autoprodotto intitolato “Spaceships” disponibile in rete.

Hai un autore preferito?
I miei maestri spirituali tra i disegnatori sono Andrew Probert, John Eaves, progettisti/scenografi dell’universo di Star Trek (e non solo) che ammiro e prendo a modello soprattutto per il modo di rappresentare i soggetti tecnologici.
Tra gli autori di fantascienza c’è Asimov al primo posto, Dick e gli scrittori dell’età d’oro americana. In questo periodo sto scoprendo i talenti italiani che occupano le pagine di Urania.

Ci vuoi parlare della Graphic Novel “Andromeda” basata su un racconto di Diego Bortolozzo?
Una bellissima esperienza che spero possa dare grandi soddisfazioni, soprattutto dopo l’evento di Cartoomics 2012 in cui presenteremo il volume. Con Diego si è instaurato un rapporto speciale che malgrado la distanza (Milano e Firenze), ha prodotto varie collaborazioni. Andromeda è un punto d’incontro tra il racconto e il fumetto. La storia nasce dalla passione di Diego per le battaglie spaziali e poiché il tema trattato è congeniale al mio modo di disegnare, l’idea di realizzare un fumetto è stata il completamento di una collaborazione che avevamo già iniziato con il progetto della “Jolly Rogers”, la nave pirata della Cronaca Galattica scritta dallo stesso Diego. Entrambe le collaborazioni trattano di astronavi, ma mentre la JR mirava alla costruzione di un modello 3D ai fini di una presentazione, Andromeda ambiva a una storia da raccontare attraverso una sequenza di immagini, ovvero un fumetto da seguire e trattare in maniera completamente diversa. Amante della tecnica tradizionale ho affrontato il disegno delle varie tavole usando matita e inchiostro a china. Senza dubbio è stata una sfida, soprattutto con me stesso in quanto non possiedo la formazione di un fumettista ma sono un discreto fruitore del genere. Mi auguro che il risultato finale sia di gradimento per lettori che avranno modo di leggerlo.

Hai all’attivo un romanzo autoprodotto The Flying – La leggenda dell’Arcanave stellare ce ne vuoi parlare? Come mai hai scelto l’autopubblicazione?
E’ una storia utopistica che ho portato avanti fin da adolescente. Narra di un viaggio nello spazio ad opera di un novello Noè che a bordo dell’Arcanave Flying scoprirà il suo destino dopo un misterioso incontro. A seguito di questo evento la storia della Terra, abbandonata alle conseguenze di una catastrofe ecologica di proporzioni planetarie, è condizionata dalla presenza di questo leggendario viaggiatore solitario fino a quando quattrocento anni più tardi una studentessa dell’Università di Neoflores cercherà di scoprire la verità dei fatti.
Quando terminai il romanzo affittai uno stand alla Lucca Comics del 2006 per presentare oltre al libro autoprodotto, anche la produzione di disegni relativi all’astronave Flying. Il progetto riscosse un piccolo seguito e mi portò altre soddisfazioni grazie alla conoscenza di Diego che avvenne in quell’occasione.
Rileggendo il romanzo a distanza di anni, non posso fare a meno di notare che lo stile e alcuni elementi della storia abbiano bisogno di una nuova revisione, credo che sia una cosa naturale perchè il tempo matura le idee e il modo di vedere le cose. All’epoca, spinto dall’entusiasmo, optai per l’autopubblicazione soprattutto perchè trovare un editore disposto a pubblicare un perfetto sconosciuto era, ed è, un’impresa molto difficile in quest’immenso universo di aspiranti scrittori. Inoltre, fin dai tempi dell’università ho sempre lavorato con l’ausilio di mezzi pionieristici autoprodotti e la prospettiva di stampare un libro in proprio fu un’attrattiva entusiasmante.
Negli ultimi anni la stampa su internet è diventata una regola per farsi conoscere e penso che sia un ottimo strumento per pubblicizzarsi in rete con risultati sorprendenti.

Ti senti più scrittore o disegnatore? Quale branca “creativa” preferisci?
Una bella domanda alla quale ancora non riesco a dare una risposta.
La mia formazione di Architetto propende verso il disegno, la progettazione, la grafica tradizionale e digitale, a queste discipline si accompagna anche la manualità (ho un diploma di Maestro d’arte) nel costruire modelli in scala di astronavi e di architetture.
La scrittura è una forma di sfogo personale, una sorta di psicoanalisi autoindotta che mi fa volare verso sogni fantastici, nei quali la fantascienza occupa il primo posto.
Scegliere l’una o l’altra è un compito arduo perchè entrambe fanno parte della mia personalità.

Come è nata questa tua passione per la fantascienza?
Dal cinema. Mio padre mi fece conoscere film come “Il pianeta proibito”, “L’uomo che visse nel futuro” e altri classici dell’epoca. Questi due capolavori forgiarono la mia immaginazione e l’attrattiva per il meraviglioso. Complice della fiction cinematografica fu anche lo scioccante universo di anime giapponesi che con Goldrake in prima linea, segnò il colpo decisivo per la mia formazione futura. In seguito passai alla letteratura con l’assorbimento delle storie di “Urania” e dei volumi Cosmo Oro e Argento della mitica Editrice Nord.

Cosa ne pensi degli ebook? Sei favorevole a questa “rivoluzione digitale”?
Uno strumento straordinario che offre maggiori opportunità per chi vuole pubblicare e soprattutto per chi ama leggere senza spendere cifre esorbitanti. Personalmente non riesco ancora a mettere da parte il libro cartaceo. Fino ad oggi malgrado gli enormi passi avanti della tecnologia digitale, la tattilità è ancora un aspetto sconosciuto per i computer. Sono un’amante del volume, ho bisogno di toccarlo, di soppesarlo, di accumularlo nella mia piccola biblioteca di casa.

Cosa bolle in pentola? Qualche progetto in cantiere?
Prossimamente usciranno delle antologie curate da Alexia Bianchini nelle quali ho partecipato in veste di disegnatore nel volume “Symphosium” e come scrittore in un altra attualmente in lavorazione.
Inoltre ho in cantiere un romanzo distopico legato al futuro della grande distribuzione, luogo in cui lavoro ogni giorno con mansioni diverse dalle mia aspirazioni, ma che offre spunti notevoli per creare un nuovo mondo e prevedere eventi aldilà dell’incredibile. Sono ancora lontano dallo scrivere la storia, in primo luogo devo documentarmi ma prima ancora ho la necessità di lavorare su un progetto architettonico per visualizzare lo scenario attraverso disegni, modelli e quant’altro possa servirmi a immaginare il contesto per i personaggi. Il progetto è ambizioso e impegnativo, se il tempo me lo permetterà spero di concludere quest’avventura in un paio d’anni.

Hai qualche spazio personale sul web o sui social network dove ti possiamo seguire?
Ho realizzato un sito internet che racchiude in linea di massima il mio lavoro:
http://www.webalice.it/simone.messeri

L’intervista è terminata, grazie per aver risposto alle mie domande!
Ciao a tutti e grazie a Massimo per lo spazio che mi ha concesso.

Oggi per la rubrica “Ci risponde…” intervistiamo Diego Bortolozzo. Ciao Diego e benvenuto su questo blog!

Ciao Massimo. Un saluto a tutti i visitatori/lettori.

Ci racconti qualcosa su di te?

Certo! Classe 1970, Veneto d’origine, Lombardo di adozione, abito nel milanese con Paola, mia moglie e la piccola Alice. Sono un appassionato di fantascienza e del “mondo militare” e da qualche anno ho iniziato a pubblicare i miei lavori dedicati al mondo del fantastico.

Hai un autore preferito?

Molti ma due in particolare: Asimov per la fantascienza e Tom Clancy per i thriller/action.
Tanto per andare “sul sicuro”.

Ci vuoi parlare di “Cronaca Galattica”?

La trilogia nasce da un romanzo che ho scritto durante la stesura di un mio lavoro per un concorso. Chiedevano al massimo 20.000 caratteri ma giunto al termine della parte introduttiva mi sono trovato ad aver sforato il limite imposto. Avevo appena presentato i protagonisti, accompagnato il lettore nel mio universo, ambientato la trama e la situazione politico/militare, non potevo tagliare tutto questo per un concorso.
Mi sono trovato di fronte al dilemma taglio e scrivo il finale oppure sviluppo e vado avanti? Ho fatto la seconda scelta, poi mi sono stampato una copia del libro.
Presentato alle convention di fantascienza, ho avuto un discreto riscontro e la richiesta, da parte dei lettori, di scriverne il seguito (che al momento non era previsto).
Così ho dato vita a una trilogia: Cronaca Galattica.

Sei un autore abbastanza versatile: hai scritto una trilogia fantascientifica “Cronaca Galattica”, “Alice nella pancia delle meraviglie” un resoconto della gestazione della tua piccola e infine hai pubblicato con Simone Messeri una graphic novel “Andromeda”, basata su un tuo racconto. Ci parli di queste opere?

Alice è il nome di mia figlia, come vi ho anticipato.
Durante l’attesa seguivamo il suo sviluppo in internet e sui libri dedicati al lieto evento. Abbiamo iniziato a immaginarla dentro il pancione, alle prese con un universo da esplorare, realizzando quel racconto, poi accettato e pubblicato dalla Sogno Edizioni. Per la stessa casa editrice e con il grande, essenziale, contributo di Simone Messeri (che aveva realizzato le illustrazione di “Alice”) abbiamo dato vita a un nuovo progetto: la graphic novel Andromeda.
Il volume apre con le tavole in china realizzate da Messeri basandosi sul mio racconto “Andromeda” che viene inserito integralmente nella seconda parte del libro. Riteniamo che questa pubblicazione riprenda l’originale idea della “novella grafica”, accompagnando le illustrazioni al testo scritto, anche se le tavole sono nel classico stile a fumetti, con tanto di baloon.
Il libro è in piena fase di distribuzione e le prime recensioni sono tutte positive!

Come è nata questa tua passione per la fantascienza?

Nasce grazie alla televisione, ai cartoni animati, alle serie televisive che negli anni ’70: mi incollavano allo schermo. Con il tempo mi sono avvicinato alla fantascienza scritta, ai grandi autori, alla fantascienza classica.
In particolare è la space opera che mi ha profondamente influenzato: da Star Wars a Spazio 1999, da Star Trek a UFO, le grandi serie TV mi hanno aperto un universo senza fine. I robottoni e i cartoons (Goldrake, piuttosto che Blue Noah o la Corazzata Yamato) hanno dato il colpo finale!
La fantascienza che preferisco leggere e scrivere è la space opera militare e i miei lavori d’esordio sono tutti rivolti a questo genere.
Ovviamente mi diletto a scrivere un po’ di tutto (sempre in ambito sci-fi), dall’Ucronico, allo steampunk, dai viaggi nel tempo all’horror.

Cosa ne pensi degli ebook? Favorevole o contrario?

Favorevole, senza dubbio!
Da giugno 2011 ho iniziato a pubblicare anche in digitale, sia con case editrici che con l’auto pubblicazione, ottenendo dati davvero interessanti.
Ho iniziato a scaricare molti ebook di autori emergenti e ho avuto la conferma che è possibile trovare in questo settore il modo di farsi conoscere, indipendentemente dalle amicizie in grandi case editrici.
I lettori hanno a disposizione di tutto in questo magico (ma non fatato) mondo e starà a loro fare una bella cernita di quanto è in rete.
Chi ha le capacità si farà strada, vedrete. Negli stores on-line noi autori abbiamo molte più possibilità che nelle librerie classiche, non perdiamo questa occasione.

Stai lavorando a qualche nuovo progetto?

Sì. Sto partecipando ad alcuni concorsi della Mondadori per racconti (Urania e Segretissimo) e lavorando su un mio romanzo. A questo si affiancano l’organizzazione di alcune antologie (sia in cartaceo che in digitale) e la direzione di un Concorso Nazionale, giunto alla sua terza edizione. Il Premio Kataris, per racconti di fantascienza.
Il tempo è tiranno ma le sfide mi piacciono moltissimo!

Quale consiglio daresti a un esordiente che sta muovendo i primi passi in questo ambiente alla ricerca di un editore?

Consiglio di informarsi bene in rete sugli editori e sui loro metodi di pubblicazione.
Io sono partito senza passare dal via, lanciandomi nel mercato con molto entusiasmo. Per fortuna non sono caduto nella rete degli Editori a Pagamento. Quel mondo pieno di falsità l’ho evitato “a fiuto” ma basta fare una piccola ricerca per scoprire chi sono i finti editori.
Cercate i nomi di chi si fa pagare per pubblicare (stampare in realtà!) un libro; bastano pochi minuti!

Hai qualche spazio personale sul web o sui social network dove ti possiamo seguire?

Ho una pagina su Facebook e il mio sito internet che tengo costantemente aggiornato: http://www.diegobortolozzo.com

L’intervista è terminata, grazie per aver risposto alle mie domande!

Grazie a te e ai lettori/visitatori di queste pagine.
A tutti voi l’invito a passare nel mio sito. Due chiacchiere in amicizia e un bicchiere di liquore alieno: quale miglior occasione per conoscersi?