Molte volte, leggendo i bandi dei concorsi vi è una limitazione espressa in cartelle(ad esempio: lunghezza massima 3 cartelle, 4 cartelle e cosi via).

Ma cosa sono queste cartelle?

Bisogna premettere che vi sono due tipi di cartella:

La Cartella editoriale: composta da 1800 battute, suddivise in 30 righe; ogni riga, 60 battute;

la Cartella commerciale: composta da 1500 battute, suddivise in 25 righe; ogni riga, 60 battute.

Il più delle volte la richiesta riguarda la cartella editoria, ma raramente si potrebbero trovare concorsi che richiedono cartelle commerciali o cartelle da 2000 caratteri.

Per chi non sapesse come contare i caratteri su Word, ecco una breve ed esplicativa guida.

Bisogna premettere che nel conteggio caratteri, vengono contati anche gli spazi ed i segni di interpunzione. Dopo aver aperto word ed aver scritto il nostro racconto/romanzo/altro bisogna contare appunto le battute,il modus operandi è presto detto, basta andare nella parte inferiore sinistra di word ove vi è la scritta parole(cerchiata nello screen)
cartelle

Dopodiché si dovrebbe aprire una finestrella del genere.

cartella

Il parametro da tenere in considerazione è quello cerchiato, in base al numero indicato, si saprà il numero di caratteri che compone il brano, e quindi dopo una facile divisione: il numero di cartelle.

Spero che la guida sia stata utile ed esaustiva

Per quanto come concorso, anche se non so fino a che punto possa definirsi un vero e proprio concorso, non rientri esattamente nelle mie corde, penso sia giusto segnalarlo(tanto non partecipo, quindi non ledo i miei interessi):

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L’amore ai tempi del telefonino:

Ti ha corteggiata con un sms? Ti ha lasciato in 160 caratteri? Ti ha conquistato con le faccine?
Se galeotto fu il telefonino, se la notte non dormi aspettando un suo messaggino, se di giorno guardi mille volte il display aspettando che si illumini, se interrompi una conversazione quando il cellulare suona, se gli mandi 200 sms al giorno, se sul suo telefonino hai beccato un messaggino sospetto… beh, è ora di scrivere.
Per partecipare basta scrivere un RACCONTO inedito che non superi le 5 cartelle (ogni cartella è composta da 1800 caratteri corrisponde, circa, a una pagina word di 30 righe di 60 battute ciascuna; formato OpenOffice o doc – non docx) e spedirlo, completo dei dati dell’autore, a 9muse@9muse.net entro il 31 marzo 2009.

Gli autori selezionati saranno inseriti nella nostra raccolta di racconti e saranno avvisati via email.

Le pubblicazioni non comportano la richiesta di contributi a carico dell’autore, né l’obbligo di acquisto di copie.

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Per maggiori informazioni sulla casa editrice(sul concorso ho scritto tutto) vi rimando al loro sito: http://www.9muse.net/

Ho terminato il mio compito,

saluti.

Come promesso ecco il mio primo contributo.
Dopo tanto tempo passato a scrivere quasi in clandestinità, avete finalmente terminato il vostro romanzo/raccolta di racconti/silloge poetica(ma forse per voi quest’articolo non serve)

In ogni caso dopo un’ATTENTA stesura potete finalmente sottoporre il vostro lavoro, o se preferite la vostra opera, ad un editore degno di tale nome. Il primo consiglio che vi do è quello di non affidarvi solo alle grandi case editrici, molte non accettano esordienti, altre hanno rapporti solo con agenzie, le residue probabilmente vi leggeranno. Trovate anche qualche casa editrice piccola, che però non sia una bieca stamperia. Pubblicare con contributo è peggio che non pubblicare affatto, infatti, la pubblicazione compartecipata porta referenze negative, non lo sto dicendo io, è di dominio comune. Nello scrivere la lista delle case editrici papabili, tenete conto: della loro linea editoriale; del fatto che accettino o meno esordienti; della loro preferenza per l’invio.

Linea editoriale: inutile inviare un romanzo fantasy ad una casa editrice che pubblica solo romanzi mainstream, oppure mandare sillogi poetiche a chi si occupa prettamente di narrativa. Perdete tempo voi, la casa editrice ed anche i poveri autori che hanno rispettato la linea editoriale non mandando allo sbaraglio.

Preferenza per l’invio: c’è chi accetta solo una sinossi, chi oltre la sinossi vuole qualche estratto, oppure alcune vogliono il manoscritto in forma cartacea, altre lo accettano anche in via telematica. Infine altre non vogliono leggervi, perché fondamentalmente non siete un nome famoso.

Dopo aver trovato le case editrici che fanno più al caso vostro, non mandate direttamente, navigate un po’ su internet e reperite informazioni su di loro, se raccogliete solo esperienze negative, forse, è il caso di concentrare i nostri sforzi altrove.

Per concludere ripeto che all’inizio anche una piccola casa editrice può essere una buona vetrina, a rincorrere le grandi con la propria opera prima si rischia di invecchiare. In sintesi: provarci sì, intestardirsi unicamente con loro, no!