Sono qui oggi, per segnalare l’uscita di una raccolta di racconti che sembra essere molto interessante. L’opera in questione è “Quando l’amore” di Oreste de Maio.

la copertina del libro

la copertina del libro

Cito dal sito della casa editrice:


“L’amore era nell’aria come un veleno, come qualcosa che ha devastanti effetti collaterali, come uno spettro che ha il potere di impossessarsi della povera gente…”

Oreste De Maio, in questa raccolta di racconti, affronta il tema dell’amore come se stesse osservando un leggiadro arcobaleno. Lascia che i colori avvolgano le sue parole, scruta i contorni di un sentimento inafferrabile, arreda storie con lucidità. Nella memoria resta l’odore, il respiro, di personaggi dalle brevi ed intense sfumature.

Fabio Angelini

Conosco l’autore ed ho avuto modo di leggere qualcosa di suo, anche se non facente parte di questa raccolta, secondo il mio parere, merita.
Cercherò di procurarmelo al più presto e dirvi le mie impressioni(università ed altri impegni permettendo).

Un saluto.

Riferimenti:

Oggi parleremo della c.d. espressione “Show, don’t tell” che tradotta letteralmente vorrebbe significare ”Mostra, non dire”. Questa raccomandazione che a prima vista può sembrare insignificante, in realtà deve essere tenuta in considerazione da tutti gli scrittori in erba o non. La regola di base è che vadano preferiti le azioni ed i dialoghi rispetto a spiegazioni e commenti. Infatti, usando i primi due si conferisce maggiore interesse all’opera ed agli stessi personaggi, che vengono così scoperti per le loro azioni e reazioni e non per una sterile descrizione comportamentale dell’autore. Lo stesso coinvolgimento da parte del lettore aumenta, in quanto trae le proprie conclusioni sul carattere del personaggio senza essere influenzato da ciò che dice l’autore.

Citando wikipedia: Uno dei primi esempi di tale suggerimento proviene da Henry James. Nella prefazione all’edizione newyorkese di Daisy Miller, egli lasciò un segno a penna ai margini delle sue note, ricordando a sé stesso di ‘Drammatizzare, drammatizzare!”

Ritornando alle sopracitate reazioni ed azioni, ecco un esempio prima del dire e poi del mostrare.

Dire: Il vecchio Orlfosson era un uomo piuttosto burbero, soprattutto con i bambini.

Mostrare: Orlfosson era seduto fuori la propria veranda, guardava con rabbia i bambini giocare, quando questi tirarono un pallone proprio contro la sua finestra. Orlfosson, nonostante gli anni sul groppone, si alzò di scatto e sbraitò, ricoprendo di improperi i bambini, poi brandendo il proprio bastone cercò di metterli in fuga, non terminando di sciorinare imprecazioni a più non posso. Nel vederli scappare, il volto si riempì di orgoglio e sollievo, finalmente poteva stare tranquillo.

Il secondo esempio è sicuramente più interessante del primo, lascia l’interpretazione al lettore che può considerare Orlfsson burbero o meno e non limitandosi a prendere atto di ciò che l’autore scrive.

Tuttavia non sempre il mostrare va preferito al dire, a volte la preferenza deve andare su quest’ultimo, nel caso si tratti di passi non interessanti ma che comunque legano due fatti “mostrati”, esempio preso da wikipedia:

Bob ha una lite con il suo capo
Bob guida verso la casa della sua ragazza
Bob ha una lite con la sua ragazza
Il primo ed il terzo devono essere mostrati per rendere meglio l’idea, quello centrale invece non avendo nessun evento interessante al suo interno può essere semplicemente detto.

Un’altra idea per usare il dire invece che il mostrare potrebbe essere quella di mettere su una falsa pista il lettore con un commento del narratore, che viene poi reso inaffidabile dalle azioni compiute dal personaggio che si rivelando diametralmente opposte al giudizio che il narratore aveva espresso su di lui.

Dovrebbe bastare così, spero di essere stato chiaro in ogni mia considerazione, ricordate: Show, don’t tell!

Postilla: si ringrazia la wiki per le informazioni da essa estrapolate.

Salve,

questa dovrebbe essere una sorta di presentazione o presunta tale, non potevo esimermi dallo scrivere qualcosa per darvi il benvenuto nell’ennesimo blog.

Mi chiamo Massimo e sono un aspirante scribacchino, in questo blog l’argomento principale sarà la letteratura, si parlerà di scrittura e lettura, con particolare attenzione a tutto il mondo dell’editoria italiana, con annessi concorsi et similia.

Vi saranno varie sezioni, e cercherò di aggiornarle per quanto possibile, senza occupare inutilamente lo spazio che wordpress mi offre, così gentilmente. Sicuramente qualcuno storcerà il naso, sapendo della nascita di un nuovo blog letterario(o presunto tale), ma io amo infastidire la gente, e quindi è proprio quello il mio obiettivo.

Ho scritto anche troppo, vi saluto augurandovi una buona giornata ed una buona permanenza nel blog.

Massimo