Per il terzo appuntamento con “Ci risponde…” – Speciale Nerinchiostro, intervistiamo Tanja Sartori. Ciao Tanja, benvenuta su questo blog!
Iniziamo subito dalla prima domanda, ci racconti un po’ di te?

Ciao a tutti e grazie a Max per avermi ospitato!
Ecco che subito mi metti in crisi, quando mi chiedono di parlare di me non so mai che dire, forse perché non penso di avere niente di così interessante da raccontare, sono una persona tranquilla anche se mi ritengo un po’ strana e fuori dagli schemi (ma non nel modo che possa suscitare interesse nel prossimo), che è un modo carino per dire che non ci sto troppo con la testa, per il resto mi piace leggere, scrivere, navigare in Internet (è il mio peggior vizio dopo la pigrizia) e inventare progetti che poi finisco per smontare a causa della mia ben nota incostanza e inafferrabilità, ne sanno qualcosa i pochi sventurati che mi seguono in giro per i miei siti web XD
Poi che dire, amo molto il genere horror e il fantastico un po’ in tutte le salse, amo la mitologia e l’esoterismo, e da quando ero ragazzina ho sempre provato un amore speciale per il Giappone e i suoi prodotti artistici (anime e manga in primis). Ogni tanto mi piace anche disegnare ma sono una felice dilettante.

Da poco è uscito in formato digitale “Il Fiore Eterno – Vol. I – Custodi della Luce” (Edizioni di Karta) ce ne vuoi parlare?

Oh no, mi hai smascherato! Ora tutti sapranno chi si nasconde dietro lo pseudonimo di Tanja Steel! (Non che ci volesse un genio per capirlo e probabilmente non importerà a nessuno, mica sono famosa io…) comunque sì, ho pubblicato in ebook questa ennesima edizione del mio Fantasy di esordio, il mio primo libro in assoluto, iniziato quand’ero una ragazzina, anche se negli anni ci ho lavorato su parecchio con riscritture, riadattamenti, tagli, aggiunte e modifiche anche pesanti alla trama e ai contenuti. Questa penso e spero sarà l’ultima versione, poi metterò da parte il Mondo di Luce e i suoi personaggi che mi hanno tenuto compagnia per tantissimo tempo e ormai sono una parte di me. Si tratta di una storia fantasy classica, e quando dico classica intendo “molto” classica (per dirla all’inglese, un High Fantsy, very high – non so se si coglie il doppio senso XD), nel senso che ho attinto profondamente al bacino delle fiabe e degli archetipi del genere fantasy: maghi, cavalieri, duelli, profezie, magia, demoni, ecc. anche se ho voluto staccarmi dal modello tolkieniano delle varie razze (niente elfi vi prego!) e i miei influssi sono più riconducibili alle atmosfere di certi manga con i poteri magici, e nonostante le prime impressioni la storia è più complessa di come appare. Diciamo che i Custodi sono un miscuglio di elementi presi dai classici Disney, i giochi di ruolo fantasy e l’animazione giapponese. Cosa che sicuramente farà storcere il naso a qualcuno, ma è e resta una lettura per un pubblico giovane o per chi è cresciutello ma non si fa problemi a lasciarsi trasportare dalla fantasia.

Qual è il tuo autore preferito? Quali letture ti hanno colpito maggiormente?

Ora come ora non ho un vero e proprio autore preferito, ma cerco di spaziare il più possibile e ampliare i miei “orizzonti”, anche se quand’ero più giovane ero fissata con Stephen King tanto che leggevo quasi esclusivamente i suoi libri con poche eccezioni, ora l’ho messo un po’ da parte per dedicarmi anche ad altri autori. Il mio primo contatto con l’horror è stato Edgar Allan Poe, ma poi ho letto e apprezzato anche altri autori nell’ambito del fantastico come ad esempio Matheson, Howard, Bierce, Gaiman, Ursula LeGuin, Martin… Tra i libri che mi sono rimasti nel cuore non posso mai mancare di citare “The Princess Bride” (La Storia Fantastica) di William Goldman, La storia infinita di Ende, le cronache di Dragonlance, La Zona Morta di Stephen King, Io sono leggenda di Matheson, 1984 di Orwell, il ciclo egizio di Wilbur Smith, e ho adorato Jane Eyre di Charlotte Bronte, cosa che nessuno direbbe mai, conoscendomi. Ovviamente la lista è molto più lunga… ogni tanto mi piace leggere anche qualche saggio e ovviamente non mancano i manuali di scrittura!

Ci vuoi parlare del tuo racconto inserito nell’antologia? Magari anche qualche particolare sulla sua genesi…

Il racconto è nato dal tema classico del “rapitore maniaco”, mi diverte sempre la scena del risveglio nella stanza chiusa quando non sai ancora dove sei finito e cosa ti sta per capitare. Immaginate un po’ questa ragazza che si sveglia legata a una sedia con questo strano tizio con gli occhiali da saldatore che sta mettendo insieme una grossa catena… insomma è divertente per chi lo legge seduto comodo sul divano di casa, un po’ meno per la ragazza. Il titolo “il sapore del ferro” si riferisce al sapore del sangue ma anche al ferro che sta lavorando il nostro torturatore di turno. Come in molti dei racconti che scrivo, quando inizio non so mai dove andrò a parare, ma poi pian piano la storia viene fuori da sé e può anche dare dei risultati inaspettati, e non sempre la vittima è l’unica a rimetterci… ma non aggiungo altro per non rovinare la sorpresa 😉

Come mai hai deciso di partecipare al concorso Nerinchiostro?

Ho visto il bando sul Writer’s Dream e mi è piaciuto da subito, soprattutto perché si dimostrava un concorso serio, che non chiedeva soldi agli autori e prevedeva un vero e proprio contratto editoriale con royalties. Sono questi i tipi di concorsi che vorrei vedere più spesso. E poi il genere era decisamente nelle mie corde, quindi non potevo farmelo scappare! Partecipare ai concorsi mi diverte sempre anche se poi aspettare il responso è una tortura! Ma in questo caso Max e la Sogno sono stati superprofessionali e non ci hanno fatto attendere tempi biblici, quindi un punto in più a favore 😉

Cosa ne pensi degli ebook? Ho notato che hai pubblicato su riviste digitali e anche il tuo ultimo romanzo è uscito in digitale…

Amo gli ebook, e non esagero. Mi hanno permesso di mettere le mani su testi che altrimenti non avrei avuto modo di procurarmi e anche di risparmiare un bel po’ di soldi. I libri cartacei sono belli quanto volete ma lo spazio non è infinito e la mia piccola libreria di casa sta già scoppiando, con gli ebook invece ho infilato più di 200 titoli nel mio ereader e posso portarmeli dovunque senza problemi e passare da un libro all’altro senza perdere il segno e senza dover smuovere pile di carta ogni volta (il caos regna sovrano ovunque io passi XD), ormai ho preso l’abitudine a leggere sull’ereader e ora i libri cartacei mi sono diventati scomodi.
Come autrice ho optato per la pubblicazione digitale perché permette di superare un grosso problema che affligge tutti gli autori esordienti e chi pubblica con piccole case editrici: la distribuzione. Far arrivare un libro in tutte le librerie è pura utopia, mentre con gli ebook basta un click e pochi euro perché chiunque possa comprare e leggere ciò che scriviamo, e questo secondo me è un vantaggio enorme, soprattutto ora che stanno prendendo piede sempre più i lettori e i tablet.

Pensi che inviare racconti a riviste possa essere una buona palestra? Consiglieresti l’esperienza a qualche scrittore esordiente?

Assolutamente sì! Quello che spesso manca agli autori esordienti è il confronto, il mettersi alla prova, la sfida, il feedback. Spesso molti autori alle prime armi si metto alla scrivania e pensano di scrivere il libro della loro vita, poi lo inviano alle grandi case editrici (che nella maggior parte dei casi non li calcolano neppure perché sono già oberate di manoscritti) e gli autori se ne restano lì ad attendere all’infinito o magari a riscrivere un altro libro uguale al primo senza migliorare di una virgola. Invece inviare racconti alle riviste, ma anche partecipare ai concorsi, secondo me è utilissimo, ti permette di sondare il terreno per vedere se ciò che scrivi può interessare a qualcuno e ti fa venire a patti con i primi rifiuti. A furia di provare e riprovare e riscrivere prima o poi si arriva a capire dove si sbaglia e come fare per migliorare. Ogni esperienza nell’ambito della scrittura fa parte di un percorso e può sempre portare qualcosa di utile.

I tuoi racconti sono stati inseriti in alcune antologie. Preferisci la forma racconto o quella romanzo?

Devo ammettere che la forma del racconto è quella che mi è più congeniale e forse anche per via del mio carattere, mi hanno sempre detto che ho il “dono della sintesi” e soprattutto sono una persona piuttosto impaziente e che vuole arrivare subito al dunque, quindi per me un racconto breve è l’ideale, riesco a condensare in poche pagine tutto quello che voglio dire senza perdermi in inutili divagazioni, anche se poi la cosa può diventare un’arma a doppio taglio perché il rischio è di sacrificare la caratterizzazione dei personaggi e di creare poco coinvolgimento nel lettore. Quindi ogni tanto cerco di mettermi d’impegno e creare storie un po’ più ampie e complesse.

Ti dividi tra fantasy e horror? Tra i due c’è uno che sopravanza l’altro nelle tue preferenze?

Amo il fantastico in generale, ho un rapporto altalenante con il fantasy, nel senso che a volte lo amo a volte lo odio e vorrei non averne mai scritto, invece l’horror è il genere che preferisco, la cosa strana è che quando ho iniziato a scrivere avevo letto talmente tanti racconti e visto talmente tanti film horror che pensavo che non sarei mai stata in grado di scrivere quel genere, dal momento che mi dicevo che ormai era già stato detto e fatto tutto. Poi invece ho provato con i primi racconti e ci ho preso gusto, alla fine si possono sempre rielaborare i temi classici e cercare di creare nuove combinazioni. Il motivo per cui io sia così attratta dall’horror non me lo so spiegare, so solo che mi affascinano le atmosfere cupe e misteriose, il buio e il silenzio, sono una persona “notturna”.

Hai qualche nuovo progetto letterario?

Cerco sempre di tenermi impegnata in qualche nuovo progetto, di cose iniziate ne ho fin troppe, il problema sta poi nel portarle a termine, vado un po’ a periodi. Comunque un paio di cose le ho già pronte anche se al momento non posso dire nulla perché ancora non c’è nulla di definito, quindi aspetto e spero sempre di azzeccare il testo giusto, quello che possa piacere a molti e far scattare il magico e fantomatico “passaparola”.

Data le tue esperienze come editor freelance, quale consiglio daresti a una persona che sta per inviare per la prima volta il suo manoscritto?

Primo: non essere presuntuosi. Non c’è niente di peggio di un autore che si crede il nuovo Bukowski. Bisogna avere ben chiaro che abbiamo sempre margini di miglioramento ed essere preparati a ricevere tante porte in faccia. Una porta in faccia non vuol dire “fai schifo lascia perdere” ma vuol dire “riprova puoi fare di meglio”.
Secondo: rileggere. Bisogna curare il proprio testo, amarlo, coltivarlo e analizzarlo fin nei minimi dettagli. Scrivere, rileggere, lasciare riposare qualche settimana (o qualche mese ancora meglio) e poi rileggere di nuovo e correggere tutti gli errori, le sviste, le imprecisioni, le incongruenze. Meglio ancora se avete un amico che può darvi una mano a trovare gli errori, ma ricordate sempre che il grosso del lavoro spetta a voi. Molti autori scrivono di getto e spediscono i manoscritti senza neppure rileggerli, è ovvio che tali autori sono i primi a finire nel cestino.
Terzo: studiare, documentarsi, leggere. Mai fare troppo affidamento sulla propria fantasia o sulla scienza infusa. Scrivere non è solo ispirazione divina, se non si sa di cosa si parla la cosa migliore è cercare di documentarsi, se non si ha mai scritto nulla, prendere esempio dai libri altrui. Troppe volte ho sentito gente dire “ho scritto un libro ma non leggo”, ovvio che un atteggiamento del genere non porta da nessuna parte.
Quarto: rispetto per il destinatario. Intendo dire innanzitutto leggere bene le linee guida degli editori e seguire le istruzioni (se non accettano poesia non inviate poesia) e sforzarsi di imparare ad usare gli elaboratori di testo in modo da mandare un manoscritto il più possibile pulito e gradevole e non un ammasso di formattazioni malfatte e caratteri illeggibili; dare l’impressione di essere “professionali” è importante per essere valutati positivamente ma è anche un segno di civiltà. Che vi hanno fatto di male i correttori di bozze perché dobbiate infierire su di loro con gli spazi multipli, le D eufoniche e gli a capo al posto delle interruzioni di pagina?
Quinto (e poi la finisco XD): informarsi. Nel senso di sapere a chi si invia e non fare un invio unico con destinatari multipli presi a caso da un elenco trovato sul web. Cercate di capire a chi inviate il vostro testo e se il destinatario fa per voi, inviate a editori che conoscete e apprezzate e magari di cui avete letto qualche libro, accertatevi che gli editori trattino il genere che avete scritto e non cercate di sparare nel mucchio sperando di essere fortunati. Di nuovo, troppe volte ho visto autori inviare il loro manoscritto a casaccio e poi lamentarsi per essere stati turlupinati da editori a pagamento o poco seri, o di aver ricevuto contratti che non soddisfacevano le loro aspettative.
E quinto-B: volate basso. Non pretendete da subito di riuscire a strappare un contratto da migliaia di copie con una big. La strada per la meta è lunga e così è la gavetta che dovrete fare se volete arrivare da qualche parte.
Spero di essere stata d’aiuto e qualcuno e scusate se mi sono dilungata un po’ troppo 😛

Dove ti possiamo seguire? Hai un blog, un profilo twitter, una pagina facebook o un sito personale?

Questa è la domanda da un milione di dollari XD
Purtroppo ho la brutta tendenza a cambiare spesso sito web, quindi il modo migliore per trovarmi è cercare me o i miei titoli su google, ad ogni modo per ora ho un paio di “stazioni fisse”:
Il blog: http://tanjasteel.blogspot.it/
La pagina di facebook: https://www.facebook.com/steelwords
Lì troverete tutte le info per reperirmi anche in altri luoghi 🙂

Questa era l’ultima domanda Tanja, ti ringrazio per aver partecipato a quest’intervista!

Grazie a te Max, mamma mia che faticaccia! XD

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Un saluto a tutti i lettori! Oggi per la consueta rubrica del sabato, “Ci risponde…”, abbiamo Federico Negri. Ciao Federico e benvenuto su questo blog!
Ci dici qualcosa su di te?

Certo, anche se non so mai cosa rispondere a questa domanda! Vivo a Torino e vi anche sono nato nei primi anni 70, quindi appartengo all’ultima generazione che ha compiuto 18 anni senza aver mai usato un cellulare o essere mai entrato su un sito internet. Ho una bellissima famiglia, con due bimbi, una moglie e anche un cane da corsa, biondo con i piedi bianchi.
E amo leggere, da sempre. Mia madre dice sempre: “è da quando è nato che legge”.

Un’altra domanda “leit-motiv” di questa rubrica. Quali letture ti hanno colpito di più? Quali sono i tuoi autori preferiti?
Ho vissuto diverse fasi nella mia vita di lettore, però ovviamente ho anch’io io miei bravi autori feticcio. Nel periodo liceo-università quando avevo molto tempo per leggere e pochi soldi per comprare libri, mi sono letto quasi tutto lo scaffale contrassegnato dalla lettera “F” della biblioteca civica di Torino Centro, via Cittadella per chi sa. E “F” sta per fantascienza. Quindi quella è la mia base di partenza e infatti la mia autrice in assoluto preferita, CJ Cherryh, è un mostro sacro del genere. Poi negli anni ho letto altro, sempre però mantenendo vivo il filo del fantastico. Adoro Stephen King, Neil Gaiman, George RR Martin, Vernor Vinge, ma ad esempio anche Amelie Nothomb, Gabriel Garcia Marquez, JD Salinger e talmente tanti altri che mi riesce difficile elencarli tutti.

Ci parli del tuo romanzo “Soldi, misteri e altre conseguenze”?
Come dicevo sono partito dalla fantascienza, anche nelle mie produzioni letterarie. Nel mio cassetto c’è infatti un romanzo, scritto all’università, ambientato in mondi lontani. Però invece quando ho iniziato a scrivere “Soldi, misteri e altre conseguenze” ho sentito l’esigenza di raccontare qualcosa di più vicino alle mie esperienze. Il libro racconta infatti la storia di una giovane analista finanziaria, Anna, trascinata all’inseguimento di un misterioso genio della finanza per mezzo mondo. Le avventure di Anna la spingono oltre i propri limiti, e quindi è stato estremamente interessante per me osservare e descrivere il comportamento di una persona normale, di una anti-eroina, in una situazione critica, dove deve tirare fuori tutto il suo coraggio e la sua intuizione per sopravvivere ai suoi giganteschi nemici.

Molti esordienti puntano sul protagonista straniero. Come mai per la tua storia hai scelto invece un protagonista italiano?
Ci avevo pensato infatti. Però è un punto di vista troppo difficile da affrontare, almeno per me.
Ci sono delle sfumature nel comportamento di ognuno di noi, che appartengono anche alla nostra eredità culturale. Quindi se avessi scritto con un protagonista straniero penso che mi sarei paralizzato a ogni azione, per pensare se una persona di quel paese poteva pensare e agire in quel modo o meno. Poi c’è straniero e straniero. Scrivere di un personaggio latino penso che mi verrebbe comunque abbastanza naturale, mentre guardo con un po’ di sospetto i libri con sedicenti detective newyorkesi come protagonisti. Gli americani sono molto diversi da noi e penso che se non hai abitato lì per un bel po’ di anni sia difficile penetrare sotto la scorza degli stereotipi.

Ti sei cimentato con altre forme letterarie? Hai tentato esperimenti nella poesia o nel racconto?
La poesia non mi appartiene, non sono un estimatore del genere, e sicuramente sono negato a scriverla. I racconti sono piacevoli da scrivere, però sotto una certa lunghezza diventa difficile esprimere qualcosa di valido, o meglio solo i grandi ci riescono. Paradossalmente secondo me è più facile il romanzo per uno scrittore inesperto.

Leggo che lavori nel mondo della finanza, come nasce allora la passione per la lettura e per la scrittura?
La passione per la lettura penso che nasca dalla mia propensione a sognare ad occhi aperti, ma è una passione che ho da quando ero bambino, molto prima della finanza. Scrivere invece è una conquista molto più recente, al liceo prendevo sempre 5 di italiano… Però è stata una rivelazione, scrivere è un modo molto interessante e profondo per comunicare con gli altri.

Hai pubblicato con una casa editrice prettamente digitale, sicuramente una scelta coraggiosa, ci dici la tua sugli ebook?
Questo formato ha un potenziale enorme e io condivido la scelta di Michela Alessandroni (owner e editor-in-chief di http://www.flower-ed.it) di scegliere esclusivamente questa piattaforma. Non disdegno i libri cartacei, ma sono una scelta economicamente insostenibile per un autore esordiente. O hai la fortuna (o bravura, per carità) di essere Licia Troisi, che ha esordito con Mondadori, oppure è molto difficile pubblicare subito con una major. E le case minori non hanno la forza finanziaria e distributiva di importi alle librerie, stampando migliaia di copie che rischiano di rimanere invendute. Il formato digitale è invece perfetto per promuovere un nuovo autore, perché non ha costi fissi di avviamento. In realtà nessuno sa cosa va e cosa non va presso il pubblico, a priori. Anche i guru, i santoni dell’editoria, spesso non azzeccano. La Rowling ha ricevuto molti rifiuti prima di pubblicare per un piccolissimo editore, per citare l’esempio più noto, ma ce ne sono molti altri.

Hai qualche nuovo progetto letterario? Cosa bolle in pentola?
Sto finendo un racconto lungo che verrà pubblicato sempre in ebook, spero entro luglio.
E poi ho un altro progetto, un prodotto editoriale pensato per l’Iphone e i lettori casuali, che sto ancora sviluppando.

Quale consiglio daresti a una persona che sta per inviare per la prima volta il suo manoscritto?
Di non inviarlo! Di lasciarlo riposare 6 settimane e di rileggerlo un’altra volta. Questo è uno dei più preziosi consigli che ho appreso dal bellissimo libro “On Writing” di Stephen King, che suggerisco a tutti gli aspiranti autori.

Ci racconti come sei arrivato alla pubblicazione? In modo che qualche aspirante autore abbia qualche dritta in più su come muoversi.
Consiglio di leggere qualche manuale di scrittura creativa, perché comunque anche il più talentuoso degli scrittori ha bisogno di regole. Io ne ho letti diversi e in ognuno ho trovato degli spunti interessanti. Uno dei migliori è gratis ed è online, l’ha scritto la Chiara (aka Gamberetta) sul sito http://fantasy.gamberi.org.
Poi consiglio di frequentare i vari forum che ci sono su internet, tipo http://aspirantiscrittori.forumcommunity.net oppure http://scrittorinotte.forumcommunity.net oppure ancora http://www.writersdream.org non perché ti insegnino a scrivere, quanto perché le esperienze di altri utenti possono farti capire un po’ meglio come funziona il mondo dell’editoria e come evitare la piaga dell’editoria a pagamento.
Bisogna quindi provare a proporsi, sperando di catturare l’attenzione di qualche casa editrice.
Io ho gestito tutto in prima persona, non mi sono affidato a agenti letterari. Ho ricevuto diverse proposte da agenzie letterarie, ma quasi tutte prevedevano contratti onerosi, per la revisione del testo, correzione bozze ed editing.
Mi sono ostinato a non pagare nulla per la pubblicazione del mio libro perché volevo essere sicuro di aver scritto qualcosa di valido e che quindi il mio editore fosse disponibile a investire un minimo su di me.
E poi non bisogna scoraggiarsi. Se un libro non viene accettato, si può sempre provare a scriverne un altro. E magari poi si riuscirà a pubblicarli entrambi quando si troverà un editore a cui piace il nostro stile.

Dove ti possiamo seguire? Hai un blog, un profilo twitter, una pagina facebook o un sito personale?
Non sono social perché non condivido le logiche di questi network, che sfruttano il narcisismo umano per fare soldi veri. Ma questa è un’altra storia, magari oggetto di una prossima intervista! Presto metterò online un sito, purtroppo non ho ancora avuto il tempo di dedicarmici, quindi vi invito a seguire il blog del mio editore per avere notizie, al mio tag, http://flower-edblog.blogspot.it/search/label/federico%20negri

Questa era l’ultima domanda, grazie per aver partecipato a quest’intervista!

Oggi intervistiamo Marco Baggi, autore de “La fuga dei vinti”. Ciao Marco, ti do il benvenuto su questo blog.

Ci racconti qualcosa su di te?

Volentieri. Ho 26 anni, una laurea in Scienze Storiche e il diploma di Liceo Artistico; come impiego “saltello” da un lavoro all’altro, un po’ come tantissimi altri precari qui in Italia. Oltre alla passione per la scrittura, scoppiata quasi per caso in terza media, condivido il mio tempo libero con diversi altri interessi, come il disegno, lo sport, il modellismo e non ultima la lettura. Insomma, cerco sempre di tenermi in movimento.

Qual è il tuo autore preferito?

Bernard Cornwell, a mio parere uno dei migliori romanzieri storici in circolazione. Delle sue opere adoro soprattutto la serie dedicata a Richard Sharpe, nella quale viene perfettamente ricreata l’atmosfera dell’epopea napoleonica. Leggo anche testi di autori italiani, non necessariamente legati al genere storico; di recente sto trovando interessanti alcuni lavori di scrittori emergenti, spesso più meritevoli delle grandi firme che si vedono in libreria.

Hai pubblicato il tuo primo romanzo “La fuga dei vinti”, ce ne vuoi parlare?

Si tratta di un romanzo storico, a metà strada fra avventura e guerra. L’intera vicenda, a parte piccole eccezioni, è vista attraverso gli occhi del giovane tenente Francesco Martini, ufficiale fresco di nomina finito suo malgrado nell’inferno della rotta di Caporetto. I capitoli del romanzo descrivono in modo serrato quei giorni terribili, dividendosi fra azione pura e riflessioni personali del protagonista, impegnato in una lotta continua per sopravvivere e non impazzire davanti alla miseria della guerra. Nella storia lo vedremo quindi crescere come uomo e come capo, in un susseguirsi di sfide sempre più dure per lui e i propri soldati lungo la strada della salvezza.
La fuga dei vinti è stato praticamente scritto nei ritagli di tempo durante l’università, per poi vedersi concluso alla fine del 2009. Dopo un lungo percorso di riletture e revisioni, nel 2011 la casa editrice Zerounoundici ha deciso di pubblicarlo.

Sei laureato in scienze storiche e il tuo primo romanzo ha un’importante cornice storica, non credo sia una coincidenza. Come si sono legati scrittura e storia nel tuo processo creativo? Come mai questa forte connotazione storica?

Il tutto è nato in virtù del mio grande interesse nei confronti della storia, incentrato soprattutto sul periodo della Grande Guerra. Da molto tempo confidavo di realizzare un romanzo ambientato in quel preciso momento della storia d’Italia, forse uno dei più bui e controversi.
In questo genere particolare di narrativa la scrittura è ovviamente intrecciata con la storia stessa. E’ stato quindi molto difficile, ma allo stesso tempo molto affascinante, riuscire a conciliare gli eventi realmente accaduti con l’inventiva della narrazione, in modo da ottenere una vicenda bilanciata e evitare errori grossolani. Tutto questo ha ovviamente richiesto un lungo studio, a partire dagli avvenimenti fino alle unità militari coinvolte e i relativi comandanti; luoghi e fatti descritti nel romanzo sono infatti veramente esistiti.

“La fuga dei vinti” è stato pubblicato anche in ebook. Cosa ne pensi di questa nuova tecnologia?

Pur restando un tradizionalista della carta stampata, riconosco nell’ebook un’ottima via commerciale, anche se ancora acerba in Italia. Di certo il formato elettronico possiede indubbi vantaggi che, se ben sfruttati, potranno costituire una svolta nell’editoria futura, soprattutto per le case editrici medio-piccole. Spero possa trovare la giusta diffusione, in particolar modo fra i giovani, i quali “sentono” molto queste nuove tecnologie.

Sei anche disegnatore e illustratore, hai mai pensato di impegnarti in un’opera che possa legare il disegno e la scrittura?

Certamente, il progetto di realizzare una pubblicazione di questo genere mi frulla in testa da molto tempo. Ho sempre apprezzato le illustrazioni dei testi di storia militare, raffiguranti le uniformi o gli eventi di un preciso evento bellico, e dunque mi piacerebbe molto unire il disegno alla scrittura. In realtà qualcosa è già stato fatto: in contemporanea con “La fuga dei vinti” infatti, ho curato una piccola pubblicazione per l’Associazione Storica Cimeetrincee, dal titolo “L’altra guerra. Il conflitto lontano dal fronte”. Specificatamente ideato per gli alunni delle scuole medie, il libretto ripercorre la vita militare di un soldato della Prima Guerra Mondiale, parallelamente alla non meno facile esistenza della popolazione a casa. Il tutto accompagnato da numerosi disegni riguardanti i soldati dell’epoca.

Stai lavorando a qualche nuovo progetto?

Sì, attualmente sto proseguendo nella stesura di un nuovo lavoro, con ancora protagonista il tenente Martini. Avrei l’intenzione di realizzare una breve serie dedicata a questo personaggio, legato ad un periodo storico poco trattato e dunque ricco di spunti interessanti.
Non mancano le idee anche su altri progetti e generi, ma al momento è ancora tutto da definire. In futuro mi piacerebbe molto tornare a scrivere racconti, che a suo tempo fu il mio primo interesse nell’ambito della scrittura.

Quale consiglio daresti a un esordiente che sta muovendo i primi passi in questo ambiente alla ricerca di un editore?

Innanzitutto di non scoraggiarsi mai, sarebbe un errore grave quasi quanto pubblicare a pagamento. Se si crede in ciò che si scrive, bisogna andare avanti per la propria strada, anche se alla fine il romanzo non viene pubblicato. La scrittura è passione, una sorta di rifugio che appartiene soltanto a noi e in grado di donare sollievo nei momenti difficili della vita. E non importa se non sarà pubblicato, il lavoro intrapreso sarà comunque servito ad aggiungere un tassello importante nella crescita di ognuno.
Ad ogni modo, per chi avesse terminato un manoscritto, i consigli principali sono gli stessi che diedero anche a me tempo addietro. Ovvero, cercare di sottoporre il proprio scritto a lettori severi ed obiettivi (cercando d’evitare parenti e amici quindi), in modo da ottenere dei giudizi attenti e precisi sui punti deboli e di forza dell’opera. Ottenuto questo, sarà bene valutare con criterio la scelta del giusto editore (rigorosamente Free), andando a comprendere se la linea editoriale è adatta al manoscritto che vorremmo sottoporre. In tal senso ritengo siano utilissimi i forum letterari sul web, come il Writer’s Dream e Pescepirata, soltanto per citarne i più conosciuti e apprezzati.
C’è molto da fare dunque ma, come scritto poc’anzi, mai scoraggiarsi.

Hai qualche spazio personale sul web o sui social network dove ti possiamo seguire?

Al momento mi potete trovare su Anobii, ma a breve (spero) dovrei realizzare una sorta di blog artistico/letterario, aperto a notizie legate ai romanzi e al mondo dell’illustrazione.
Qui il link di Anobii:
http://www.anobii.com/panzer85/books

L’intervista è terminata, grazie per aver risposto alle mie domande!

Grazie infinite a te per lo spazio e il tempo concessomi. Alla prossim

Segnalo un’iniziativa molto interessante di Sartoria Creativa.
Si tratta del primo talent show letterario in collaborazione con la Las Vegas Edizioni.
In palio c’è la pubblicazione!

Per avvicinare gli autori al mondo editoriale, la Sartoria creativa ha ideato e propone il primo talent show letterario: Sulla strada per Las Vegas!
Un vero e proprio spettacolo, che si svolgerà in più serate, dove chiunque potrà, iscrivendosi gratuitamente, presentare il proprio manoscritto, cercando di convincere la giuria e passare il turno. Fino alla finalissima: in premio la possibile pubblicazione con Las Vegas Edizioni!
Cerchiamo autori motivati, che credano nel loro libro, che abbiano voglia di mettersi in gioco e, insieme a noi, costruire uno spettacolo originale. Durante ogni serata, gli autori in gioco avranno la possibilità di ricevere una dettagliata scheda di valutazione riguardante il testo. Un modo per avvicinare chi scrive a chi pubblica e mostrare, divertendosi, i meccanismi e le logiche che sorreggono l’editoria italiana.
Visita la pagina di contatti per iscrivere il tuo libro e… buona fortuna!
L’iniziativa è cura di Andrea Malabaila, Direttore editoriale Las Vegas Edizioni

Vi lascio anche un link con maggiori informazioni circa “Sartoria Creativa”
clicca qui

In bocca al lupo ai partecipanti!
Massimo

Copertina di sangue giudeo

Segnalo una nuova uscita.
Da domani 22 febbraio, sarà disponibile nelle librerie “Sangue Giudeo” il nuovo noir storico di Luca Filippi(recensito già due volte su questi lidi).

Dal sito della Leone Editore

Roma, 1500. Mentre il Valentino torna da trionfatore nella capitale accolto con tutti gli onori dal padre, papa Alessandro vi Borgia, nella comunità ebraica si susseguono diversi omicidi per avvelenamento. Tiberio di Castro, medico speziale alla corte vaticana, sarà chiamato a indagare sul mistero. Ma la sua fama di uomo retto attirerà le attenzioni anche di un’ospite particolare. Caterina Sforza è infatti imprigionata a Castel Sant’Angelo, portata a Roma come bottino di guerra dal Valentino, e con le sue arti magiche e seduttive chiederà al giovane speziale di aiutarla nel suo progetto di fuga. Le indagini di Tiberio, introdotto ai misteri del veleno da Caterina, andranno a lambire gli alti vertici della Chiesa, ma qualcuno, nei palazzi del potere, segue con attenzione ogni suo passo, pronto a sacrificarsi per l’oscuro demone che lo governa. Dopo L’arcano della Papessa, Tiberio di Castro torna a indagare sui misteri della Roma rinascimentale.

Sangue giudeo è un romanzo che alla precisa documentazione storica aggiunge la fascinazione dell’esoterico, il tutto narrato con indiscutibile passione e competenza.

I dati del libro:
COLLANA: Orme
DIMENSIONE: 14×21 cm.
PAGINE: 248, Brossura
ISBN: 978-88-6393-053-5
PREZZO: 15.00EUR

Per ciò che concerne l’autore, ecco le note biografiche(sempre recuperate dal sito dell’editore):

Luca Filippi, romano, è nato nel 1976 sotto il segno del Leone.
Dopo gli studi classici ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia. Attualmente lavora come medico ospedaliero. È sposato con Antonella ed è padre di Lucilla e Alessandro.
Ama leggere, soprattutto noir e romanzi storici. Nella scrittura cerca di coniugare la passione per il passato con quella per l’indagine scientifica.
Per Leone Editore ha pubblicato L’arcano della Papessa – Intrigo alla corte dei Borgia, I diavoli della Zisa e Sangue giudeo; inoltre, ha scritto i racconti «Il marchio della strega» per l’antologia La superbia (Giulio Perrone Editore) e «La neve a Trieste» per l’antologia Leon Battista Alberti (Albus Edizioni).
Scambia opinioni su storia e letteratura attraverso il blog lavibrazionenera.blogspot.com.

Io ho avuto la fortuna di leggere il testo quando era ancora “solo” un manoscritto e non posso fare altro che consigliarlo. Si tratta di un gran bel libro, per me superiore anche al già ottimo “Arcano della Papessa”.

Insomma una lettura sicuramente consigliata per gli amanti del noir storico e non solo!

Saluti,
Massimo

Pensavo a questa cosa già da un po’ di tempo e alla fine ho deciso di lanciare questa nuova iniziativa.
Da oggi gli autori con almeno una pubblicazione alle spalle(con editore rigorosamente non a pagamento, su questo non transigo!) potranno avere il proprio spazio su questo blog.

Basterà inviare una mail a:

massimojuniordauria[at]hotmail.it

Inviando un link ove sia possibile leggere la biografia dell’autore e le scheda/e della/e sua/e pubblicazione/i. Ovviamente potete anche inviare delle presentazioni e delle schede scritte da voi.

Questo serve ovviamente a fornire la materia prima per le domande che vi farò!

Ripeto qualsiasi autore può fare richiesta per l’intervista.

Basta che:
1)abbia almeno una pubblicazione alle spalle
2)non abbia pubblicato con un editore a pagamento

Non me ne vogliate, ma questo è un mio spazio ed ovviamente seguo i miei dettami personali nel gestirlo.

Saluti,
Massimo

Ho anticipato i tempi, ecco gli autori selezionati.

Invito gli autori selezionati ad aggiungermi su facebook, in modo da rendere più veloce la comunicazione(verrà creato anche un gruppo chiuso). Mi trovate come Massimo Junior D’Auria(credo di essere l’unico).

Dietro il pagliaccio – Roberto Ciardiello
Album – Marco Migliori
Disgregamento – Antonino Lo Iacono
Bianco come il buio – Enrica Aragona
Fame di Vita – Isabella Zangrando
Il sapore del ferro – Tanja Sartori
La corsa delle ventidue e quindici – Grazia Gironella
La galleria – Riccardo Carli Ballola
La stanza buia – Mauro Zanetti
Tattoo – Enrico Scigliuzzo

Gli autori verranno quanto prima contattati dalla Sogno Edizioni per i contratti.

Un saluto,
Massimo